
A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, il racconto del fratello Charles Spencer riporta sotto i riflettori i giorni più drammatici vissuti dalla famiglia reale britannica dopo l’incidente del 31 agosto 1997 a Parigi. Al centro delle anticipazioni della biografia Swan Song: Diana, My Sister (Il Canto del Cigno – Diana, mia sorella) ci sarebbero anche i rapporti tesissimi con l’allora principe Carlo durante l’organizzazione dei funerali.
È soprattutto una frase attribuita a Spencer a destare clamore. Ricordando una telefonata con l’ex cognato subito dopo la morte della principessa, il conte avrebbe descritto così la sua impressione: «Sembrava avesse vinto la lotteria». Un giudizio personale durissimo, legato – secondo il racconto – al confronto che si aprì nelle ore successive sulla gestione della morte di Diana e, in particolare, sul ruolo dei figli William e Harry nelle esequie.
La telefonata con Carlo dopo la morte di Diana
Charles Spencer ricostruisce nel libro le ore successive alla notizia della morte della sorella, avvenuta dopo il terribile incidente automobilistico nel tunnel dell’Alma, a Parigi.
Secondo le anticipazioni del volume, il fratello di Diana avrebbe telefonato all’allora principe Carlo e sarebbe rimasto profondamente colpito dal tono della conversazione. È in questo contesto che nasce la frase destinata a provocare nuove polemiche intorno alla Royal Family.
L’espressione «sembrava avesse vinto la lotteria» rappresenta però l’impressione personale riferita da Charles Spencer e non consente, da sola, di stabilire quale fosse lo stato d’animo dell’attuale re in quelle ore.
Lo scontro sui funerali e sui principi William e Harry
Uno dei momenti più delicati raccontati riguarda l’organizzazione dei funerali di Diana, celebrati il 6 settembre 1997 nell’abbazia di Westminster.
Nei giorni successivi alla tragedia si aprì un confronto sulla forma da dare alla cerimonia e sulla partecipazione dei giovanissimi William e Harry al corteo funebre. William aveva 15 anni, Harry appena 12.
Charles Spencer torna così su uno degli aspetti più dolorosi di quelle giornate: la decisione di far camminare i due principi dietro il feretro della madre, insieme al padre Carlo, al nonno principe Filippo e allo stesso Spencer, davanti alle telecamere e a milioni di persone.
Quell’immagine sarebbe diventata una delle fotografie simbolo della morte di Lady Diana e della crisi attraversata dalla monarchia britannica nell’estate del 1997.
Il racconto di Diana attraverso gli occhi del fratello
Swan Song: Diana, My Sister promette di ricostruire la vita della principessa da un punto di vista strettamente familiare. Charles, IX conte Spencer, ripercorre il rapporto con la sorella, gli anni della sua esposizione pubblica e il periodo segnato dalla fine del matrimonio con Carlo.
Il libro si concentra anche sull’ultima fase della vita della principessa e sui rapporti, spesso difficili, tra Diana e l’istituzione monarchica. Una ricostruzione inevitabilmente personale, affidata ai ricordi e alla prospettiva del fratello.
Diana morì a 36 anni nella notte tra il 30 e il 31 agosto 1997, dopo l’incidente della Mercedes sulla quale viaggiava insieme a Dodi Al-Fayed. La sua morte provocò un’ondata di commozione mondiale e mise Buckingham Palace di fronte a una pressione pubblica senza precedenti.
Le vecchie tensioni con Buckingham Palace
I contrasti tra Charles Spencer e la famiglia reale emersero pubblicamente già durante i funerali. Nel celebre discorso pronunciato nell’abbazia di Westminster, il conte parlò della sorella come di una donna che aveva bisogno di essere protetta e promise che la famiglia Spencer avrebbe vegliato su William e Harry.
Quasi trent’anni dopo, la nuova biografia torna proprio su quelle giornate e sulle tensioni rimaste dietro le quinte. E le anticipazioni, soprattutto quelle riguardanti l’attuale re Carlo III, sono destinate a riaccendere il dibattito su uno dei capitoli più dolorosi della storia recente dei Windsor.
Al centro rimane la prospettiva di Charles Spencer: quella di un fratello che ricostruisce la vita e la morte di Diana attraverso i propri ricordi, offrendo la sua versione di conversazioni e scontri avvenuti lontano dalle telecamere nelle ore in cui il Regno Unito si preparava a salutare la sua «Principessa del popolo».


