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Mar Rosso e Arabia Saudita, Crosetto respinge le accuse di Travaglio di coinvolgimento segreto: “Basta mistificazioni”

Pubblicato: 19/09/2026 16:32

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha risposto in modo molto duro a un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio. Il pezzo giornalistico sosteneva che l’Italia si trovi coinvolta in una situazione di conflitto senza che i cittadini, il Parlamento e il Presidente della Repubblica ne fossero informati. La replica del ministro è arrivata tramite una nota ufficiale in cui vengono respinte con fermezza tutte le accuse ricevute, definendo il titolo del quotidiano gravemente ingannevole e lesivo nei confronti delle istituzioni repubblicane, delle forze armate e del ruolo istituzionale ricoperto dallo stesso esponente del governo.

Un duro scontro istituzionale

La polemica politica si è accesa in seguito alla pubblicazione di un articolo che accusava l’esecutivo di aver portato il paese in una situazione bellica di nascosto. Secondo la prospettiva espressa dal quotidiano, la task force italiana attiva a Riad e le operazioni nel Mar Rosso configurerebbero un coinvolgimento militare non autorizzato o comunque tenuto nascosto agli organi di controllo democratico. Il ministro Crosetto ha voluto sgombrare il campo da ogni equivoco, sottolineando con forza che l’Italia non si trova in alcun modo in stato di conflitto e che tutte le decisioni relative alle missioni internazionali sono state assunte nel pieno rispetto delle procedure previste dalla legge e dalla Costituzione. Nella sua nota, il rappresentante del governo ha ribadito che il Parlamento non è stato affatto escluso dai processi decisionali e che il Quirinale è costantemente aggiornato su ogni sviluppo legato alla sicurezza nazionale e alle operazioni militari all’estero.

La verità sulla missione in Arabia Saudita

Un punto centrale della polemica riguarda la presenza dei militari italiani in Arabia Saudita e le notizie relative a un attacco che avrebbe coinvolto un velivolo Eurofighter. Il ministro ha spiegato che la missione non ha mai avuto carattere segreto ed era ampiamente documentabile consultando gli atti ufficiali del Parlamento. A questo proposito, lo stesso Crosetto, insieme al Capo di Stato Maggiore, al Comandante del Covi, al ministro degli Esteri e ai sottosegretari competenti, ha riferito in più occasioni alle camere legislative fornendo tutte le informazioni necessarie e dovute. Per quanto concerne l’episodio specifico dell’attacco all’aereo, il ministro ha evidenziato di aver seguito personalmente la vicenda fin dalle prime ore, monitorando la situazione sia di giorno sia di notte per accertarsi direttamente delle condizioni operative e dell’incolumità del personale militare impiegato sul campo.

La seconda parte della polemica si concentra sulle attività navali nell’area del Mar Rosso e sulla missione internazionale denominata Aspides. A tal proposito, Crosetto ha risposto direttamente al direttore del quotidiano specificando che le unità navali operative non appartengono a singoli esponenti politici ma fanno capo direttamente alla Repubblica Italiana e alla Marina Militare. Queste forze operano sotto un mandato preciso dell’Unione europea, su cui il ministero ha recentemente diffuso una lettera aperta e urgente indirizzata all’Alto commissario Kallas. Secondo il ministro, la redazione del giornale avrebbe completamente ignorato questo documento ufficiale senza neppure leggerlo, preferendo costruire una narrazione priva di riscontri fattuali concreti. La difesa nazionale, viene ribadito nella nota, non può essere trattata come il giocattolo di un ministro ma deve sottostare unicamente alle leggi e ai mandati approvati dal Parlamento.

Difesa della democrazia e conclusioni

In chiusura del proprio intervento, il ministro ha voluto distinguere chiaramente tra la legittima critica politica, definita come il sale della democrazia, e quella che ritiene essere una vera e propria mistificazione della realtà. Sostenere che il governo abbia agito di nascosto per portare il paese in guerra, senza portare prove concrete a supporto, rappresenta secondo Crosetto un attacco inaccettabile alla dignità delle istituzioni. Di fronte a queste affermazioni, il ministro ha annunciato che questa volta non intende passare oltre o fingere indifferenza, mosso dal rispetto profondo che nutre nei confronti della Repubblica, della Costituzione e di tutti i cittadini italiani che pretendono un’informazione corretta e veritiera sulle questioni di rilevanza nazionale.

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