Vai al contenuto

Come sta la prof accoltellata dallo studente 13enne a Centocelle

Pubblicato: 19/09/2026 10:19

Quando l’orrore irrompe improvvisamente tra le mura che dovrebbero garantire sicurezza e formazione, il senso di sgomento travalica ogni confine e lascia un’intera nazione senza parole. Tra stanze d’ospedale, indagini delicate condotte nel massimo riserbo dalle forze dell’ordine e il tracciamento di inquietanti impronte digitali rimaste nella rete, la cronaca si trova a fare i conti con un incubo dai risvolti inediti. Una vicenda sconvolgente, caratterizzata da dettagli raggelanti e da un’accurata regia sotterranea, che accende un riflettore spietato sulle insidie più oscure dei contesti giovanili e sulla deriva dei social network.

Come sta la professoressa

“Sta bene ma è sotto shock”, ha riferito il figlio, secondo cui la donna ha ricevuto tre coltellate all’altezza del fianco, poco sotto il seno. “È un miracolo che i colpi non abbiano colpito organi interni”. Il figlio ha aggiunto che il ragazzo le aveva prima spruzzato dello spray urticante in faccia e che è stato fermato dall’intervento di un compagno.

Le parole scioccanti

“Mai al mondo mi sarei aspettata che mi stesse venendo vicino per pugnalarmi”, ha raccontato. Secondo la docente l’arma era un pugnale seghettato lungo “almeno un palmo e mezzo”. L’avrebbe colpita tre volte all’altezza dell’ascella sinistra. “Lì ci ha messo la mano Dio”, ha detto. Poi ha descritto l’atteggiamento del ragazzo: “occhi gelidi, senza anima, di chi ha pianificato un’azione lucidamente”.

Un’aggressione preparata nei minimi dettagli, annunciata sui social con ore di anticipo e messa in atto dopo una fredda “vestizione” nel bagno della scuola. È questa la drammatica ricostruzione dei carabinieri sull’accoltellamento della professoressa Isabella Marsilio, 66 anni, avvenuto venerdì mattina all’istituto Giovanni Verga di Centocelle, a Roma. Della vicenda è stata immediatamente informata la procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma, ma il giovane aggressore, avendo appena 13 anni, non risulta imputabile secondo la legge italiana.

Tuttavia, tra i cinque utenti di Telegram connessi in diretta con lui durante l’assalto in classe, potrebbe esserci anche un maggiorenne. Gli investigatori stanno infatti verificando chi si nasconda dietro i nickname per capire se qualcuno abbia istigato il giovane a entrare in azione.

La pianificazione dell’attacco e la caccia ai complici in rete

Gli inquirenti ritengono che lo studente di terza media avesse pianificato l’azione da tempo. Prima di varcare la soglia della classe, il tredicenne avrebbe pubblicato sui propri canali social un sinistro messaggio con il conto alla rovescia, «-5 hours», interpretato dagli investigatori come l’annuncio esplicito dell’aggressione.

Una volta arrivato nell’istituto, il ragazzo si sarebbe diretto nei servizi igienici per indossare un casco con il telefono fissato sulla parte superiore per riprendere la scena, oltre a un paio di occhiali da softair acquistati online. Dallo zaino ha poi estratto due coltelli da sub: uno agganciato alla cintura e l’altro impugnato pochi istanti prima dell’attacco.

Secondo la ricostruzione dell’Arma, il giovane ha agito mentre era collegato in videochiamata su Telegram con un gruppo di utenti, ora finiti al centro degli accertamenti dei militari per stabilirne l’identità e l’eventuale ruolo di complicità.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 19/09/2026 10:23

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure