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Scuola, nuovo braccio di ferro tra Meloni e Mattarella: il Colle frena su burqa e trasferimenti

Pubblicato: 24/09/2026 07:11

Si apre un nuovo fronte tra Palazzo Chigi e Quirinale. Questa volta il terreno dello scontro è la scuola, con il governo deciso a portare rapidamente in Consiglio dei ministri il provvedimento annunciato da Giorgia Meloni e il Colle che avrebbe sollevato una serie di rilievi sui punti più delicati del testo.

Al centro del confronto ci sono soprattutto due questioni: gli spostamenti degli studenti da un istituto all’altro e il possibile divieto di burqa e niqab nelle scuole. Su entrambi i dossier la Presidenza della Repubblica avrebbe chiesto garanzie più stringenti, richiamando il rispetto dei diritti costituzionali e il principio di proporzionalità delle misure.

La trattativa viene gestita dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, mentre resta ancora incerta perfino la forma definitiva del provvedimento. Palazzo Chigi spinge per il decreto, ma sul tavolo resta anche l’ipotesi di un disegno di legge o di un rinvio tecnico.

Il Colle mette i paletti

Sul trasferimento degli studenti, il Quirinale avrebbe chiesto che venga garantita la possibilità di frequentare una scuola vicina alla propria abitazione. La linea sarebbe quella di evitare spostamenti troppo ampi, fissando una soglia di pochi chilometri e tutelando il criterio della prossimità.

Ancora più delicato il nodo del velo integrale. Il Colle avrebbe espresso dubbi soprattutto sulle sanzioni previste nei confronti delle famiglie e sulle possibili conseguenze rispetto alla libertà religiosa. Una linea considerata troppo rigida rischierebbe infatti di aprire un problema di compatibilità costituzionale e di complicare ulteriormente il rapporto tra istituzioni scolastiche e famiglie.

Ma da Palazzo Chigi l’indicazione resta quella di accelerare. Meloni ha già promesso l’intervento e non intende arretrare, anche perché la Lega spinge sul tema e punta a rivendicare la battaglia contro burqa e niqab come una propria bandiera politica.

Sullo sfondo cresce la tensione con Mattarella

Il dossier arriva in una fase già segnata da forti frizioni tra la maggioranza e Sergio Mattarella. Le osservazioni del Quirinale sui provvedimenti del governo vengono ormai lette sempre più spesso in chiave politica, mentre nell’area di centrodestra cresce l’insofferenza verso i richiami del Colle.

La Presidenza della Repubblica, almeno ufficialmente, continua però a evitare lo scontro frontale. Non ci sarebbe una contrarietà pregiudiziale al decreto sulla scuola, purché il testo sia solido dal punto di vista tecnico e costituzionale e rispetti i limiti previsti dall’ordinamento.

Il problema è che il rapporto tra governo e Quirinale appare sempre più carico di tensione. E ogni dossier rischia ormai di trasformarsi in un terreno di confronto politico.

Per Meloni la partita è ancora più delicata perché si inserisce in una fase in cui la maggioranza mostra segnali di affaticamento. Al Senato il centrodestra ha faticato nelle ultime ore a garantire il numero legale, con numerose assenze tra i parlamentari della coalizione.

La riforma della scuola diventa così anche un test politico. Da una parte il governo vuole mostrare decisione e compattezza; dall’altra il Quirinale continua a esercitare il proprio ruolo di garanzia. In mezzo, un equilibrio istituzionale sempre più fragile e destinato probabilmente a pesare anche nella lunga corsa verso le prossime elezioni politiche.

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