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“Gli è crollato il muro addosso”. Tragedia in Italia, 21enne travolto dalle macerie

Pubblicato: 09/10/2026 18:56

Quando le sirene dei mezzi di soccorso tornano a squarciare l’aria nelle prime ore del mattino nei luoghi dove si lavora e si produce, l’attenzione pubblica viene di colpo richiamata su una piaga sociale che non accenna a fermarsi. Tra le impalcature dei cantieri in espansione e i piazzali dei progetti edilizi, bastano una frazione di secondo, un movimento imprevisto o un guasto meccanico per trasformare un’ordinaria giornata di fatica in una drammatica lotta contro il tempo. Un bilancio doloroso che riapre ciclicamente interrogativi drammatici sulle condizioni operative, sul rispetto dei protocolli di prevenzione e sulla tutela della vita umana nei contesti lavorativi.

Un terribile episodio si è consumato nella mattinata di venerdì 9 ottobre all’interno di un’area di cantiere situata nel Certosa District, lungo via Varesina a Milano. Un giovane operaio di soli 21 anni è rimasto ferito in modo gravissimo mentre era intento alla costruzione di un cordolo. Improvvisamente, per cause in corso di accertamento, un’imponente parete in cemento armato gli è rovinata addosso, travolgendolo in pieno prima che potesse abbozzare qualsiasi tentativo di fuga.

Il quadro clinico del ragazzo si è rivelato subito critico. I soccorritori giunti d’urgenza sul posto hanno prestato le prime cure e lo hanno trasferito a sirene spiegate verso l’ospedale San Gerardo di Monza, dove si trova ora ricoverato in prognosi riservata. Il ventunenne ha riportato lesioni di estrema gravità, con complessi traumi e fratture scomposte registrate sia nella zona pelvica sia al torace.

La dinamica dell’impatto a Milano e il dramma nel Bergamasco

Gli accertamenti preliminari svolti attorno alle 11.30 suggeriscono che la causa del crollo sia da attribuire a una tragica manovra errata. Un compagno di lavoro della vittima, impegnato alla guida di un escavatore a breve distanza dal cordolo, avrebbe involontariamente impattato contro la struttura in fase di realizzazione, provocandone l’immediato e rovinoso cedimento. Sul perimetro del cantiere sono giunti tempestivamente gli ufficiali della polizia locale insieme agli ispettori dell’Ats. Agli organi di vigilanza spetterà il compito di ricostruire nei dettagli la catena degli eventi, accertare la scrupolosa osservanza delle normative di sicurezza antinfortunistica e verificare la piena regolarità contrattuale della posizione lavorativa del giovane ferito.

La drammatica sequenza degli eventi sul lavoro si arricchisce purtroppo di un altro gravissimo episodio verificatosi poche ore prima a Filago, centro abitato situato in provincia di Bergamo. In questo caso l’epilogo è stato fatale: un imprenditore edile di 62 anni, Dario Stucchi, ha perso la vita mentre si trovava al manovre di un escavatore all’interno di un cantiere privato in via Verdi.

Il macchinario pesante si è improvvisamente ribaltato, finendo per travolgere e schiacciare mortalmente l’uomo. Stando ai primi rilievi effettuati dagli inquirenti, l’origine del ribaltamento del mezzo meccanico potrebbe essere addebitabile al crollo improvviso di una barra di sostegno. L’intero dramma si è consumato tragicamente sotto gli occhi del figlio della vittima, rimasto immobile ad assistere alla perdita del padre.

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