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“Purtroppo lo hanno detto i medici”. Vittorio Sgarbi, la drammatica rivelazione della figlia

Pubblicato: 10/10/2026 19:24

«Ho tanta paura per mio padre. Da un anno denuncio questa situazione». È un racconto carico di dolore, rabbia e preoccupazione quello di Evelina Sgarbi, ospite sabato 10 ottobre a Verissimo, dove ha parlato per la prima volta pubblicamente delle condizioni di salute del padre, Vittorio Sgarbi, ricoverato dal 30 settembre 2026 in terapia intensiva al Policlinico Agostino Gemelli di Roma per una grave insufficienza respiratoria. La giovane ha ripercorso gli ultimi mesi, denunciando una situazione che, a suo dire, sarebbe stata sottovalutata troppo a lungo.

Nel salotto di Silvia Toffanin, Evelina ha raccontato di essere riuscita a ottenere, dopo un anno di battaglie, le cartelle cliniche del padre. Documenti che, secondo la sua ricostruzione, evidenzierebbero un quadro sanitario ben più complesso della depressione di cui si è parlato pubblicamente negli ultimi tempi. «La depressione è l’ultimo dei problemi, ci sono delle patologie organiche gravi», ha dichiarato, sostenendo che le condizioni fisiche del critico d’arte fossero già compromesse prima del ricovero.

Tra gli elementi che l’hanno maggiormente allarmata, Evelina ha citato una trombosi della vena succlavia, che avrebbe provocato ischemie cerebrali, e il riferimento alla demenza senile presente, secondo quanto afferma, nella documentazione sanitaria. «Una condizione disastrosa, ma si continua a dare la colpa alla depressione», ha denunciato. Per la figlia, il progressivo peggioramento di Sgarbi sarebbe riconducibile a un insieme di patologie organiche che avrebbero aggravato ulteriormente la sua fragilità psicologica. Si tratta di dichiarazioni rese durante la trasmissione, mentre la valutazione complessiva del quadro clinico resta affidata ai medici.

Evelina non ha nascosto la propria esasperazione per quanto sta accadendo. «Fuori vengo massacrata per quanto le cose siano evidenti. Sono veramente stanca, dispiaciuta e arrabbiata di questa situazione», ha raccontato. Il padre, secondo quanto riferito, è stabile, ma le sue condizioni rimangono serie. A preoccuparla è soprattutto la risposta alle cure, che non sarebbe particolarmente incoraggiante. La giovane ha riferito che il primario le avrebbe spiegato come Sgarbi non stia reagendo bene ai trattamenti, pur precisando che non sarebbero ancora state tentate tutte le opzioni terapeutiche.

La figlia del critico d’arte ha contestato anche la ricostruzione dei giorni che hanno preceduto il ricovero. Secondo quanto le sarebbe stato riferito, il 29 settembre Sgarbi avrebbe avuto la febbre, mentre il giorno successivo avrebbe manifestato gravi difficoltà respiratorie, fino al trasferimento in terapia intensiva con una polmonite. «Non riusciva a espellere il catarro, non è bastato intubarlo. C’è una negligenza totale, l’hanno ricoverato troppo tardi», ha accusato. Parole pesanti, che esprimono la sua convinzione di un intervento sanitario tardivo, ma che non costituiscono di per sé una conferma di responsabilità mediche.

Nel suo racconto è tornato anche il tema delle ultime apparizioni pubbliche di Vittorio Sgarbi, che, secondo Evelina, sarebbe stato portato a numerosi appuntamenti nonostante le condizioni fisiche già precarie. «Tutta l’estate lo hanno portato in giro come se fosse un pacco postale per incassare dei soldi», ha dichiarato, lasciando intendere che gli impegni pubblici avrebbero contribuito a peggiorare una situazione già delicata. La giovane ha inoltre riferito che, due giorni prima del ricovero, durante un’ospitata, sarebbe stato necessario aiutare il padre a salire sul palco perché non riusciva a reggersi in piedi.

«Ho tanta paura», ha ripetuto Evelina, spiegando di temere per la vita del padre da molto tempo. La figlia sostiene di aver segnalato più volte il peggioramento delle sue condizioni e di sapere con certezza che Sgarbi non stava bene già nei giorni precedenti al ricovero. «Con un corpo così stanco, portato in giro ovunque, è anche normale che sia arrivato a questo punto», ha affermato. Un’accusa che chiama in causa la gestione della quotidianità del critico d’arte e la presunta mancata attenzione ai segnali di allarme.

Nel corso dell’intervista, Evelina è tornata ad attaccare anche Sabrina Colle, compagna di Sgarbi, accusandola di non essersi presa adeguatamente cura di lui. A suscitare ulteriori dubbi è stata la dicitura «coniugato» che, secondo quanto riferito dalla giovane, comparirebbe nelle cartelle cliniche del Gemelli. «Potrebbe essere una leggerezza del Gemelli ed è molto grave. Non puoi scriverlo, se non lo è», ha dichiarato, annunciando l’intenzione di contestare formalmente l’indicazione. Al momento, le sue parole non chiariscono come sia stata inserita quella voce né se si tratti di un errore amministrativo.

La questione, per Evelina, potrebbe avere conseguenze anche sul piano delle decisioni relative al padre. «Questo spiegherebbe dal principio perché sono stata fatta fuori. Probabilmente scrivendo coniugato le decisioni di tutte le cose venivano prese da lei», ha ipotizzato, collegando la dicitura alla gestione delle scelte sanitarie. Le condizioni di Vittorio Sgarbi restano dunque al centro di una vicenda familiare dolorosa e controversa, nella quale alle preoccupazioni per la salute del critico d’arte si intrecciano accuse, dubbi e richieste di chiarimento. Per ora, la priorità resta il suo percorso clinico, mentre le affermazioni della figlia e le circostanze da lei denunciate attendono eventuali riscontri.

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