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Renzi vota Schlein alle primarie ma avverte il Pd: senza Italia viva il centrosinistra perde

Pubblicato: 11/10/2026 07:24

Matteo Renzi sceglie Elly Schlein contro Giuseppe Conte, ma avverte gli alleati: senza Italia viva il centrosinistra non ha i numeri per vincere le elezioni politiche. L’ex presidente del Consiglio interviene nel dibattito sulle primarie del centrosinistra, chiarendo la propria posizione e rivendicando il ruolo decisivo dell’area riformista e centrista nella costruzione di un’alternativa al governo di Giorgia Meloni.

A margine della Festa dell’Ottimismo organizzata dal quotidiano Il Foglio, Renzi mette subito in chiaro i confini della coalizione: «Il campo largo è composto da Pd, Avs e M5S. Basta. Noi non ci siamo, non ne facciamo parte». Poi affonda sui numeri: «Il campo largo perde perché Pd, Avs e M5S tutti insieme non arrivano al 40%». Per il leader di Italia viva, dunque, serve una coalizione più ampia, capace di coinvolgere anche una componente «riformista, centrista, garantista». E il messaggio agli alleati è esplicito: «Se stiamo in maggioranza si vince, se non ci stiamo no».

Renzi sceglie Schlein: «Tra lei e Conte voto con due mani Elly»

Sul futuro della leadership del centrosinistra, Renzi considera probabile il ricorso alle primarie e si dice convinto che saranno gli elettori a scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio. Quanto alla sua preferenza, non lascia spazio a interpretazioni: «Si vota chi è meno lontano. Quindi tra Schlein e Conte è evidente che voto con due mani Schlein».

L’ex premier rivendica anche la necessità di costruire un’alternativa all’attuale maggioranza. A suo giudizio, Meloni ha perso un’occasione storica per guidare il cambiamento in Europa e proprio per questo ritiene un proprio «dovere civile» contribuire alla nascita di un centrosinistra competitivo. Ma pone una condizione politica: «Se lo vogliono fare noi ci saremo, se il centrosinistra vuole perdere lo farà “not in my name”».

Scontro con Appendino: «Non accetto lezioni dai condannati»

A rendere ancora più evidente la distanza tra Italia viva e Movimento 5 Stelle arriva lo scontro con Chiara Appendino. L’esponente pentastellata ribadisce la propria contrarietà alla presenza di Renzi nella coalizione: «Renzi toglie più voti di quanti ne porti». E difende la politica dei veti, sostenendo che talvolta rappresenti «un atto di coraggio necessario per costruire un’alternativa forte e credibile».

La replica dell’ex presidente del Consiglio è durissima. Renzi richiama la condanna definitiva dell’ex sindaca di Torino e dichiara: «Non candideremo persone come Chiara Appendino che sono state condannate con sentenza passata in giudicato». Poi insiste sulla distinzione tra garantismo e responsabilità giudiziaria: «Una cosa è il garantismo, altro è farsi fare la morale da persone pregiudicate con condanne passate in giudicato».

L’affondo finale è ancora più netto: «Io voglio che il centrosinistra vinca. Ma per vincere servono i voti dei cittadini, non i veti dei condannati». Parole che fotografano le tensioni tra le diverse componenti dell’opposizione proprio mentre si discute della scelta del candidato premier e della composizione della futura alleanza elettorale.

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