
Il nuovo Codice della strada approda in Consiglio dei ministri al termine del percorso di elaborazione coordinato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Il provvedimento, presentato dal Mit dopo un confronto con associazioni di settore, tecnici e imprese, punta a ridisegnare alcune regole della circolazione, con un obiettivo dichiarato: aumentare la sicurezza e rendere più efficaci le sanzioni. Ma le novità non convincono tutti. Il Codacons contesta l’impostazione del testo e avverte che, senza controlli adeguati, anche le norme più severe rischiano di restare lettera morta.
La linea indicata dal ministero parte da un principio: le multe devono avere una funzione deterrente, non vessatoria. In quest’ottica, il provvedimento prevede un quadro generale di riduzione delle sanzioni, accompagnato però da misure più dure contro i comportamenti considerati maggiormente pericolosi. L’intenzione è differenziare le risposte in base alla gravità delle violazioni, evitando che il sistema sanzionatorio si traduca soltanto in un aggravio economico per gli automobilisti. Il punto centrale, secondo il Mit, resta comunque la tutela di tutti gli utenti della strada.
Tra le novità annunciate figura il divieto di circolazione a tempo indeterminato per chi viaggia senza assicurazione, una misura destinata a contrastare l’utilizzo di veicoli privi della copertura obbligatoria. Il testo interviene inoltre sulle violazioni commesse da chi conduce autobus o mezzi destinati al trasporto di scolari e studenti senza possedere i requisiti necessari, prevedendo un inasprimento generale delle sanzioni. L’obiettivo è rafforzare i controlli e le responsabilità in un settore particolarmente delicato, nel quale la sicurezza dei passeggeri rappresenta una priorità.

Un altro capitolo riguarda il recupero delle multe non pagate dagli utenti stranieri. Il ministero punta a rendere più efficace la riscossione delle somme dovute per le infrazioni commesse in Italia, affrontando una delle difficoltà che possono emergere quando il trasgressore risiede all’estero. È prevista inoltre una specifica disposizione assicurativa per gli stranieri che circolano sul territorio italiano per più di 30 giorni, chiamati a rispettare le regole assicurative italiane. Si tratta di misure che mirano a ridurre le disparità nell’applicazione delle norme e a rendere più omogeneo il trattamento dei conducenti.
Il provvedimento guarda anche alle persone con disabilità, attraverso la semplificazione delle procedure per il Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE). Tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla piattaforma nazionale, così da favorire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano. L’obiettivo è superare gli ostacoli burocratici che possono rendere complicato spostarsi tra diverse città e garantire una maggiore uniformità nell’applicazione delle agevolazioni previste per chi ha diritto al contrassegno.
Particolare attenzione viene riservata anche ai motociclisti. Oltre a un programma per l’installazione di barriere stradali progettate per ridurre i rischi in caso di incidente, il testo contempla la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada quando si verificano incidenti o rallentamenti. Una previsione che punta a gestire situazioni di traffico critiche, ma la cui applicazione concreta dovrà essere valutata alla luce delle condizioni e delle modalità stabilite dalla normativa. La sicurezza dei motociclisti resta infatti un tema rilevante, soprattutto nei tratti stradali in cui la conformazione delle barriere può aumentare i rischi in caso di caduta.
Le novità, tuttavia, non convincono il Codacons, che esprime forti perplessità sull’impostazione complessiva della riforma. Secondo l’associazione dei consumatori, ridurre o aumentare gli importi delle multe non basta a migliorare la sicurezza stradale nelle città. La riduzione generalizzata delle sanzioni, in particolare, rischierebbe di non incentivare il rispetto delle regole. Più in generale, il Codacons giudica alcune delle misure annunciate insufficienti a produrre miglioramenti concreti per gli utenti della strada, se non accompagnate da un’efficace strategia di prevenzione e controllo.
Per l’associazione, il vero problema è la distanza tra le norme scritte e la loro applicazione quotidiana. Senza controlli capillari sul territorio, il nuovo Codice rischia di non incidere sui comportamenti degli automobilisti. A sostegno della propria posizione, il Codacons richiama il caso dei monopattini elettrici: nonostante le regole su casco, limiti di velocità, divieto di trasportare passeggeri e restrizioni alla circolazione, secondo l’associazione le violazioni continuano a essere diffuse. Da qui la richiesta di rafforzare i controlli e contrastare quello che viene definito il «far west stradale» delle città italiane.
Il confronto sul nuovo Codice della strada si apre dunque tra le intenzioni del governo e le critiche dei consumatori. Da una parte, il Mit punta a combinare semplificazione, nuove disposizioni e sanzioni mirate; dall’altra, il Codacons sostiene che la priorità debba essere garantire il rispetto delle regole già in vigore. L’efficacia della riforma dipenderà non soltanto dalle norme approvate, ma anche dalla capacità di applicarle, dai controlli disponibili e dalle risorse destinate alla sicurezza. Perché cambiare il Codice può rappresentare un passaggio importante, ma il risultato concreto si misurerà sulle strade, nella riduzione delle violazioni e nella prevenzione degli incidenti.


