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Del doman non v’è certezza

Pubblicato: 14/10/2026 15:38

La frase sull’incertezza del futuro è attribuita a Lorenzo dei Medici, detto il Magnifico, ed iniziava con chi vuol esser lieto sia. Oggi non siamo più in Occidente nell’epoca del Rinascimento, e di letizia non v’è grande traccia. Invece siamo pieni di incertezze, paure ed insicurezze, soprattutto guardando al futuro. Se focalizziamo, in maniera più prosaica e provinciale, le attese alla politica italiana il quadro è decisamente incerto e le variabili sono tante e mutevoli.

Pertanto considerando il calcolo complesso abbiamo fatto ricorso all’AI, la quale metrendo anch’essa le mani avanti ci dice che ad oggi, ma 10 gg fa era diverso, il centridestra ha il 55% di probabilità di vincere le elezioni il prosdimo anno, ma Meta AI mette un punto interrogativo grande quanto un palazzo sulla variabile Vannacci, sia su alleanze che quantità di consensi. E fin qui ci eravamo arrivati anche con la MI, la Modestia intellettuale, ma forse avevamo dato pochi dati e query di ricerca ed analisi alla nostra AI politica.

Dovevamo spiegargli chi è Cateno De Luca, chi Bruno Tabacci, e che significa la prefazione di Prodi a +Uno, l’ennesimo partito di Ruffini, ma certamente non l’ultimo. Anni fa c’era, si son perse le tracce, una formazione politica chiamata Possibile, fondata 10 anni e passa fa, quasi un’era geologica nella odierna politica, da Pippo Civati. La politica è l’arte del possibile, solo che nel secolo scorso il possibile aveva maggiori schemi e certezze, da allora con il susseguirsi di svariate leggi elettorali, costruite per avere un voto in più e vincere, non per governare, è tutto possibile, fondare un partito e farsi inseguire da una coalizione avendo l’1%. Perchè tutto fa brodo, tutto ed il suo contrario.

Da quando abbiamo mollato l’ancora dal porto del proporzionale puro abbiamo moltiplicato i soggetti politici invece di ridurli e semplificarli. La vera riforma elettorale sarebbe quella alla tedesca, con un bel sbarramento al 5%. Chi ha le capacità, anche di mediazione, virtù principale della politica insieme alle idee, di superare quella soglia faccia politica entrando in Parlamento. Chi non ce l’ha eserciti il suo narcisismo in altri luoghi, condominii o circoli sportivi. Perchè ogni testa è tribunale in Italia, ma tutto questo ci fa stare fermi, nel gioco dei narcisismi incrociati, invece di avanzare come sistema.

Oggi non c’è un sistema Italia, da cui scarsa competitività ed attrazione di investimenti esteri. Sarà un caso ma la Spagna, pur in crisi politica, produce 2 mln di autovetture per 14 marchi differenti, noi siamo ad un quarto di quei numeri. Mentre noi sembriamo stabili solo perchè siamo fermi, nell’annullarci a vicenda, non riformando nulla, se non inutili leggi elettorali fatte esclusivamente per le classi dirigenti ma non per i cittadini. Questa forse è l’unica certezza del panorama italiano. Se togliessimo il latinorum da bignami della politica con i nomi assurdi delle sue leggi elettorali e ristudiassimo i classici latini scopriremmo che Vox populi, vox deo, che parla di maggioranza del popolo da ascoltare. Non di minoranze che si fanno maggioranze per comandare senza governare.

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