
Prima notte tranquilla, esami nella norma e primi passi in camera. Arrivano segnali incoraggianti sulle condizioni di Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo l’intervento chirurgico per un adenocarcinoma polmonare. Il bollettino diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede nella giornata di mercoledì 14 ottobre conferma un decorso post-operatorio regolare. Il Pontefice ha ripreso a mangiare, ha svolto la fisioterapia respiratoria e ha cominciato a camminare nella propria stanza. «Il Papa sta bene, l’umore è buono», ha riferito il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni. Per la degenza si conferma una previsione di circa una settimana, mentre resta sullo sfondo il viaggio apostolico in Sudamerica, programmato dal 6 al 17 novembre.
Gli esami confermano il decorso regolare
L’aggiornamento medico delle 14 ha fornito nuovi elementi sul recupero del Pontefice. «Questa mattina il Santo Padre ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l’intervento», hanno comunicato il dottor Luigi Carbone, direttore della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato vaticano, e il professor Stefano Margaritora, responsabile dell’équipe di chirurgia toracica che ha eseguito l’operazione. Gli accertamenti hanno confermato un andamento regolare: i valori risultano nella norma rispetto al tipo di intervento affrontato. Un riscontro importante nella fase immediatamente successiva all’operazione, durante la quale i medici monitorano attentamente la risposta dell’organismo e l’evoluzione delle condizioni respiratorie.

Fisioterapia e primi passi dopo l’intervento
Tra le notizie più significative c’è la ripresa graduale del movimento. Leone XIV ha iniziato a camminare nella stanza del Gemelli dopo aver svolto gli esercizi di fisioterapia respiratoria previsti dal percorso post-operatorio. Il Papa ha inoltre ripreso un’alimentazione regolare, facendo colazione e pranzando. Sono passaggi che accompagnano la convalescenza dopo un intervento toracico e che vengono valutati dai sanitari in base alle condizioni cliniche del paziente. Il quadro descritto dalla Santa Sede è positivo, ma il monitoraggio proseguirà nei prossimi giorni per verificare la stabilità del recupero e la risposta alla rimozione di una parte del polmone destro.
L’operazione per l’adenocarcinoma polmonare
L’intervento è stato eseguito nel pomeriggio di martedì 13 ottobre. I chirurghi hanno proceduto all’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, interessato da un adenocarcinoma polmonare. L’operazione è durata circa 90 minuti e, secondo il bollettino diffuso in serata, si è conclusa senza complicanze. Il Pontefice era rimasto in sala operatoria per circa tre ore complessive, considerando anche le fasi che precedono e seguono la procedura chirurgica. Secondo le informazioni riferite da fonti vaticane, il tessuto canceroso sarebbe stato rimosso completamente. Al momento, sempre secondo quanto riportato, i medici non avrebbero indicato la necessità di una chemioterapia: eventuali decisioni terapeutiche dipenderanno dalle valutazioni cliniche e dagli esiti degli approfondimenti.

II tre esami prima dell’intervento: broncoscopia, Tac e Pet
La Santa Sede ha inoltre chiarito quali accertamenti siano stati effettuati prima dell’operazione per definire il quadro clinico del Pontefice. Si tratta di una broncoscopia robotica con biopsia, una Tac del torace con mezzo di contrasto e una Pet. La broncoscopia consente di esplorare le vie respiratorie e, attraverso la biopsia, di prelevare campioni di tessuto da analizzare. La Tac con contrasto permette di studiare in dettaglio le strutture del torace, mentre la Pet fornisce informazioni sull’attività metabolica dei tessuti e contribuisce alla valutazione della malattia. Questi esami hanno fatto parte del percorso diagnostico che ha preceduto l’intervento per l’adenocarcinoma polmonare.
Una settimana di ricovero, ma resta il viaggio in Sudamerica
Il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, ha confermato che la previsione per il ricovero al Gemelli è di circa sette giorni. Una tempistica che, almeno sulla carta, non esclude il viaggio apostolico in Sudamerica previsto dal 6 al 17 novembre. «Il desiderio e l’intenzione del Papa è quella di andare», ha dichiarato Bruni, precisando così la volontà del Pontefice di mantenere l’impegno. La conferma definitiva, tuttavia, dipenderà dall’andamento della convalescenza e dalle valutazioni dei medici. Tra la dimissione e la partenza resterebbe un periodo da dedicare al recupero, durante il quale sarà necessario verificare che le condizioni di salute consentano di affrontare un viaggio internazionale articolato.
Dal letto d’ospedale, il Papa continua a lavorare
Nonostante il ricovero, Leone XIV ha continuato a esercitare alcune delle proprie funzioni. La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato infatti due nomine episcopali autorizzate dal Pontefice: monsignor Marek Forgac è stato nominato nuovo vescovo di Košice, in Slovacchia, mentre monsignor Wellington de Queiroz Vieira è stato designato arcivescovo metropolita di Cuiabá, in Brasile. Le nomine sono state rese note attraverso il bollettino ufficiale vaticano. Un segnale della continuità dell’attività istituzionale del Papa anche durante la degenza, mentre le comunicazioni sulle sue condizioni cliniche restano affidate agli aggiornamenti della Sala Stampa.

L’omelia preparata per la Messa sulla famiglia
Nella mattinata di mercoledì, in piazza San Pietro, il cardinale Luis Antonio Tagle, neo decano del Collegio cardinalizio, ha celebrato la Messa conclusiva dell’incontro internazionale dedicato alla famiglia, organizzato nel decimo anniversario di Amoris laetitia, l’esortazione apostolica di Papa Francesco. Durante la celebrazione è stata letta l’omelia preparata da Leone XIV, incentrata sul valore della carità, sul rispetto della vita e sul ruolo della famiglia nella società. Nel testo il Pontefice ha richiamato l’importanza di famiglie solide, attente all’educazione dei figli e capaci di trasmettere valori condivisi. Ha inoltre invitato a riscoprire la preghiera in famiglia, una pratica che, secondo le sue parole, si è indebolita in molte parti del mondo.
Il quadro clinico resta sotto osservazione
A meno di 24 ore dall’intervento, le informazioni diffuse dal Vaticano delineano un decorso post-operatorio regolare: esami nella norma, alimentazione ripresa, fisioterapia respiratoria e primi passi in camera. Sono segnali favorevoli, che dovranno essere confermati dall’evoluzione clinica nei prossimi giorni. L’attenzione resta concentrata soprattutto sul recupero dopo l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro e sulla valutazione delle condizioni necessarie per il ritorno alle attività ordinarie. La previsione di una settimana di ricovero resta indicativa, così come il viaggio in Sudamerica rimane legato alla possibilità di affrontarlo in sicurezza. Per ora, il messaggio del Gemelli è di prudente fiducia: il Papa sta recuperando secondo quanto previsto dai medici.


