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“Asfaltati”. Sondaggi clamorosi, numeri che non si erano mai visti: chi esulta

Pubblicato: 15/10/2026 07:49

Il centrodestra è in vantaggio sul Campo largo, anche senza Roberto Vannacci. A ridisegnare gli equilibri politici è il sondaggio Lab21 per Affaritaliani.it, che fotografa le intenzioni di voto secondo il modello Stabilicum e assegna alla coalizione di governo una posizione di testa. La novità più rilevante è l’ingresso di Sud Chiama Nord, il movimento guidato da Cateno De Luca, nell’alleanza di centrodestra: una mossa che, secondo la rilevazione, vale un significativo rafforzamento nei rapporti di forza tra i due schieramenti. La competizione resta serrata, ma i numeri offrono alla maggioranza un motivo per guardare con fiducia alla sfida elettorale.

A trainare il centrodestra è soprattutto Fratelli d’Italia, che consolida il proprio primato e amplia il distacco dalla principale forza di opposizione. Il partito guidato da Giorgia Meloni sale infatti al 28,4%, guadagnando 0,2 punti percentuali, mentre il Partito democratico di Elly Schlein arretra al 20%, perdendo lo 0,2%. La distanza tra i due partiti raggiunge così 8,4 punti percentuali, un margine significativo nel confronto tra le principali forze politiche italiane. La fotografia di Lab21 restituisce dunque un quadro in cui il partito della premier mantiene saldamente la leadership, mentre il Pd è chiamato a recuperare terreno per rendere più competitiva l’alternativa progressista.

Nel dettaglio delle intenzioni di voto, il Movimento 5 Stelle mostra segnali di crescita e raggiunge il 13,4%, con un incremento di 0,2 punti. Un risultato che rafforza la posizione del partito guidato da Giuseppe Conte all’interno del fronte di opposizione, pur senza modificare il distacco dal Pd, che resta la prima forza del Campo largo. Sul fronte opposto, Futuro Nazionale perde invece due decimi e scende all’8,2%. Il dato evidenzia una flessione per la formazione associata a Roberto Vannacci, che rimane comunque sopra la soglia dell’8% nella rilevazione. La sua presenza, o la sua assenza dagli equilibri della coalizione, continua così a rappresentare una variabile politica da osservare.

Tra gli alleati del centrodestra arrivano indicazioni positive anche per Forza Italia e Lega, entrambe in crescita di un decimo. Il partito azzurro raggiunge il 7%, mentre quello guidato da Matteo Salvini si attesta al 5,5%. Si tratta di incrementi contenuti, ma che contribuiscono a consolidare il peso complessivo della coalizione. Rimane invece stabile Alleanza Verdi e Sinistra, al 5,6%, mentre Noi Moderati conserva lo 0,8%. Nel complesso, il quadro descrive un centrodestra sostenuto dalla forza del partito della premier e da alleati che, pur con percentuali più ridotte, mantengono una presenza significativa nella competizione nazionale.

La vera novità sul piano delle alleanze è però rappresentata da Sud Chiama Nord, che guadagna un decimo e sale all’1,6%. La percentuale, considerata isolatamente, può apparire contenuta; il suo peso cambia però quando si passa dalle singole liste al confronto tra coalizioni. L’ingresso del movimento di Cateno De Luca nell’area del centrodestra contribuisce infatti a rafforzare la posizione dello schieramento, con un vantaggio che emerge chiaramente nella simulazione proposta dal sondaggio. È proprio questo il passaggio politicamente più rilevante della rilevazione: non soltanto la tenuta dei partiti maggiori, ma anche la capacità di ampliare il perimetro dell’alleanza attraverso forze più piccole.

Tra i partiti minori, Azione guadagna un decimo e raggiunge il 2,9%, mentre Italia Viva perde un decimo e si attesta anch’essa al 2,9%. Una flessione di un decimo riguarda anche +Europa, che scende all’1,2%. Gli altri partiti, considerati complessivamente, arretrano di due decimi e si fermano al 2,5%. Sono variazioni limitate, ma utili a delineare un panorama politico frammentato, nel quale le formazioni di dimensioni ridotte possono comunque incidere sugli equilibri complessivi, soprattutto quando i distacchi tra le coalizioni sono contenuti. La sfida, per queste liste, resta quella di trasformare il consenso in un peso negoziale concreto.

Il dato decisivo emerge quando le singole percentuali vengono tradotte nel confronto tra i due schieramenti. Secondo la simulazione Stabilicum riportata da Lab21, il centrodestra si colloca in una forbice compresa tra il 41,3% e il 45,3%, mentre il Campo largo oscilla tra il 41,1% e il 45,1%. Il vantaggio della coalizione di governo è dunque di due decimi a entrambe le estremità dell’intervallo. La parte alta della stima consegna al centrodestra il 45,3%, contro il 45,1% degli avversari; quella bassa indica il 41,3% contro il 41,1%. Numeri ravvicinati, che non autorizzano a parlare di una partita chiusa, ma che collocano la coalizione di maggioranza davanti nella fotografia offerta dalla rilevazione.

A rendere ancora più interessante il risultato è il peso attribuito all’allargamento della coalizione. Stando ai dati riportati, l’ingresso di Sud Chiama Nord vale due punti per il centrodestra nel confronto tra gli schieramenti, consentendogli di superare il Campo largo. È un elemento che mette in evidenza quanto la costruzione delle alleanze possa risultare determinante in un sistema politico nel quale il consenso si distribuisce tra numerose forze. Per il centrodestra, la sfida consiste nel trasformare questa capacità di aggregazione in un vantaggio stabile; per il Campo largo, invece, il nodo resta quello di consolidare l’intesa tra le diverse componenti e recuperare competitività nel confronto complessivo. La rilevazione non scioglie questi interrogativi, ma offre una fotografia chiara dei rapporti di forza attuali.

Il verdetto del sondaggio Lab21 per Affaritaliani.it è quindi netto nella direzione, anche se non nelle dimensioni del vantaggio: il centrodestra risulta davanti al Campo largo, sostenuto dal primato di Fratelli d’Italia e dall’allargamento dell’alleanza a Sud Chiama Nord. Il Pd resta la seconda forza politica, ma il divario con il partito di Giorgia Meloni continua a essere consistente; il Movimento 5 Stelle cresce, mentre Futuro Nazionale registra una lieve flessione. Sul piano delle coalizioni, invece, sono i decimali a fare la differenza: appena due punti percentuali di vantaggio separano i due schieramenti nelle estremità della forbice riportata. La partita politica resta aperta, ma il messaggio della rilevazione è chiaro: per conquistare un vantaggio competitivo non basta il consenso dei singoli partiti, conta anche la capacità di costruire alleanze efficaci.

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