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“Due partiti sono crollati”. Sondaggi, colpo di scena: chi si dispera

Pubblicato: 15/10/2026 14:08

La nuova Supermedia AGI/YouTrend ridisegna, almeno in parte, gli equilibri tra i principali partiti italiani. Nell’ultima rilevazione, il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle registrano una flessione, mentre Fratelli d’Italia e Lega avanzano. A perdere terreno è anche Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, che arretra dopo i risultati iniziali. Per le altre forze politiche, invece, il quadro resta sostanzialmente stabile, con variazioni contenute rispetto alla rilevazione precedente. Il confronto con i dati del primo ottobre offre così una nuova fotografia delle intenzioni di voto, nella quale emergono movimenti differenti tra maggioranza e opposizioni.

Il dato più evidente riguarda la distanza tra Fratelli d’Italia e Partito democratico, che si confermano rispettivamente al primo e al secondo posto nelle intenzioni di voto. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni cresce, mentre quello guidato da Elly Schlein arretra. Anche il Movimento 5 Stelle perde consensi, confermandosi terza forza politica nella rilevazione. Sul fronte del centrodestra, oltre all’incremento di FdI, si registra la crescita della Lega, mentre Forza Italia mantiene invariata la propria percentuale. Un quadro che fotografa tendenze diverse tra le singole formazioni, senza che le oscillazioni di un singolo sondaggio possano essere considerate, da sole, un’indicazione definitiva degli orientamenti dell’elettorato.

A guidare la classifica è Fratelli d’Italia, che raggiunge il 27,2% e guadagna 0,4 punti percentuali rispetto alla rilevazione del primo ottobre. Il partito di Giorgia Meloni consolida così la propria posizione al vertice delle intenzioni di voto. Alle sue spalle si colloca il Partito democratico, che scende al 20,1%, perdendo 0,3 punti. La distanza tra le due formazioni si attesta quindi a 7,1 punti percentuali. Un dato che conferma il divario registrato nella rilevazione, mentre il confronto tra maggioranza e opposizione continua a essere segnato da dinamiche differenti all’interno dei rispettivi schieramenti.

Il Movimento 5 Stelle registra invece una flessione di 0,4 punti e scende al 12,4%. La formazione guidata da Giuseppe Conte mantiene il terzo posto, ma il calo si aggiunge a quello del Partito democratico, delineando una fase di arretramento per entrambe le principali forze di opposizione considerate nella rilevazione. Le percentuali, tuttavia, descrivono le intenzioni di voto rilevate in questo momento e non determinano automaticamente l’evoluzione futura del consenso. Per comprendere la portata delle variazioni sarà necessario osservare anche le prossime rilevazioni e verificare se le oscillazioni attuali si consolideranno oppure rientreranno.

Tra i partiti dell’area di centrodestra, Forza Italia resta stabile al 7,4%, mantenendosi davanti a Futuro Nazionale. La formazione di Roberto Vannacci perde infatti mezzo punto e scende al 7,2%. La flessione rappresenta una delle variazioni negative più marcate della Supermedia rispetto al primo ottobre. Dopo l’attenzione suscitata dai risultati iniziali, il partito registra dunque un arretramento nelle intenzioni di voto. Il dato non basta, da solo, a stabilire se si tratti di una tendenza duratura, ma segnala un cambiamento rispetto alla precedente rilevazione e riduce la percentuale attribuita alla formazione dell’ex generale.

Poco più indietro si colloca Alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna 0,1 punti e raggiunge il 6,4%. Il risultato mostra una lieve crescita per la formazione composta da Sinistra Italiana ed Europa Verde, che resta comunque distante dalle percentuali del Pd e del Movimento 5 Stelle. Sul fronte opposto, la Lega di Matteo Salvini registra un incremento di 0,3 punti, portandosi al 6%. Il partito recupera così terreno nella rilevazione, mentre Forza Italia conserva il proprio dato. Le variazioni dei singoli alleati contribuiscono a comporre un quadro articolato, nel quale la crescita di alcune forze convive con la stabilità o la flessione di altre.

Nella parte bassa della rilevazione, Azione di Carlo Calenda rimane stabile al 3,2%. Cresce invece Italia Viva di Matteo Renzi, che guadagna 0,2 punti e raggiunge il 2,4%. Anche il Partito Liberaldemocratico e Noi Moderati registrano piccoli incrementi: il primo sale all’1,4%, con un aumento di 0,1 punti, mentre il partito guidato da Maurizio Lupi arriva all’1,2%, anch’esso in crescita di un decimo. +Europa, guidata da Riccardo Magi, resta invece ferma all’1,7%. Si tratta di percentuali più contenute rispetto a quelle dei principali partiti, ma le variazioni consentono di seguire gli spostamenti registrati anche tra le formazioni minori.

Nel complesso, la Supermedia AGI/YouTrend mette in evidenza una distribuzione del consenso caratterizzata da movimenti differenziati. FdI e Lega crescono, mentre Pd, Movimento 5 Stelle e Futuro Nazionale arretrano; Forza Italia, Azione e +Europa restano stabili, mentre altre formazioni registrano incrementi limitati. La fotografia riguarda il confronto con la precedente rilevazione del primo ottobre e va letta tenendo conto dei margini di oscillazione propri dei sondaggi. Le variazioni di pochi decimi possono indicare cambiamenti nelle intenzioni di voto, ma per valutarne la consistenza è importante considerare l’andamento nel tempo e non soltanto il risultato di una singola rilevazione.

La nuova rilevazione restituisce quindi una classifica nella quale Fratelli d’Italia resta al 27,2%, il Pd al 20,1% e il Movimento 5 Stelle al 12,4%. Seguono Forza Italia al 7,4%, Futuro Nazionale al 7,2%, Alleanza Verdi e Sinistra al 6,4% e Lega al 6%. Più distanziati gli altri partiti, con Azione al 3,2%, Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,7%, Partito Liberaldemocratico all’1,4% e Noi Moderati all’1,2%. Il confronto con il primo ottobre evidenzia dunque una crescita per alcuni partiti e una flessione per altri, mentre per diverse formazioni il consenso rimane sostanzialmente invariato. Saranno le prossime rilevazioni a chiarire se queste oscillazioni rappresentino movimenti temporanei oppure l’inizio di tendenze più consolidate.

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