Vai al contenuto

Carica la macchina con le buste della spesa, gli sparano alla schiena: orrore in Italia

Pubblicato: 16/10/2026 12:27

Stava caricando le buste della spesa nel bagagliaio della sua automobile quando ha avvertito un colpo violento alla schiena. Poi il dolore, il sangue e la scoperta: qualcuno gli aveva sparato con una carabina. È quanto accaduto a Fabio P., 35 anni, tecnico radiologo all’ospedale di Vigevano, ferito nella serata di mercoledì 14 ottobre nel parcheggio di un supermercato della città, in provincia di Pavia. Il proiettile è penetrato per oltre cinque centimetri, arrivando a sfiorare un rene. L’uomo è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza per rimuovere il pallino e ora si trova in buone condizioni. Resta però il mistero su chi abbia sparato e soprattutto sul motivo di un’aggressione che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

Lo sparo nel parcheggio del supermercato: cosa è successo

L’episodio si è verificato poco prima delle 21 di mercoledì 14 ottobre, nel parcheggio di un supermercato situato in corso Brodolini a Vigevano, una delle strade più trafficate della città.

Fabio P. aveva appena fatto alcuni acquisti e si trovava accanto alla propria automobile, intento a sistemare la spesa prima di tornare a casa.

All’improvviso ha sentito un colpo secco alla schiena, seguito da un dolore intenso.

Inizialmente non era chiaro cosa fosse successo, ma la presenza di sangue e la ferita hanno fatto emergere la gravità della situazione.

Il 35enne era stato raggiunto da un pallino esploso da una carabina, forse modificata o potenziata per aumentarne la capacità di penetrazione.

Il colpo è entrato nella schiena per oltre cinque centimetri, fermandosi pericolosamente vicino a un rene.

Una traiettoria che avrebbe potuto provocare lesioni molto più gravi se il proiettile avesse raggiunto un organo vitale.

Operato d’urgenza a mezzanotte: il proiettile ha sfiorato un rene

Dopo il ferimento, il tecnico radiologo è stato sottoposto agli accertamenti necessari per individuare il pallino e valutare i danni provocati dal colpo.

Intorno a mezzanotte è stato operato d’urgenza per la rimozione del corpo estraneo.

L’intervento ha permesso di estrarre il proiettile, che era penetrato in profondità nei tessuti della schiena.

Fortunatamente, il pallino non ha raggiunto il rene, evitando conseguenze potenzialmente molto gravi.

Le condizioni del 35enne sono attualmente buone e, secondo le informazioni disponibili, potrebbe essere dimesso dall’ospedale nei prossimi giorni.

A contribuire a limitare le conseguenze del colpo potrebbe essere stata anche la sua corporatura atletica, che avrebbe attutito la penetrazione del pallino.

Resta comunque la gravità di quanto accaduto: uno sparo diretto verso una persona in un parcheggio pubblico, in un orario in cui l’area poteva essere frequentata da altri clienti.

Il racconto della vittima: «Ho visto un’auto rossa, ma non so da dove abbiano sparato»

Fabio P. non è riuscito a vedere chi abbia esploso il colpo.

Al momento dell’aggressione era già buio e l’uomo non avrebbe notato persone sospette nelle immediate vicinanze.

Al quotidiano Il Giorno ha raccontato di aver osservato soltanto un particolare, senza però poterlo collegare allo sparo.

«Ho notato solo un’auto rossa in movimento, ma non posso assolutamente dire che abbiano sparato da lì», ha spiegato.

Una precisazione importante, perché non ci sono elementi per attribuire il colpo agli occupanti della vettura.

Chi ha sparato potrebbe essersi trovato in un punto diverso, anche a una certa distanza dal parcheggio.

Tra le possibilità da verificare c’è quella che il responsabile fosse appostato nelle vicinanze o persino all’interno di una delle palazzine che si affacciano sull’area del supermercato.

Al momento, però, si tratta soltanto di ipotesi.

Il mistero del movente: «Forse qualcuno voleva divertirsi»

L’aspetto più inquietante della vicenda è l’apparente assenza di un motivo.

Il 35enne non riesce a spiegarsi perché qualcuno avrebbe dovuto prenderlo di mira mentre stava semplicemente caricando la spesa in automobile.

Non risulta, sulla base del suo racconto, che prima dello sparo ci siano state discussioni, minacce o altri episodi che possano chiarire quanto accaduto.

La stessa vittima ha avanzato un’ipotesi, senza però avere elementi per confermarla.

«Qualcuno si voleva divertire», ha dichiarato.

Il timore è quindi che possa essersi trattato di un gesto gratuito, compiuto senza alcuna provocazione e senza considerare le possibili conseguenze.

Sarà necessario accertare se Fabio fosse effettivamente il bersaglio prescelto oppure se chi ha sparato abbia colpito una persona casualmente.

La dinamica e le responsabilità restano da chiarire.

Il padre: «Era stato a cena da noi, poi si era fermato a fare la spesa»

A raccontare le ore precedenti al ferimento è stato anche il padre del 35enne, che ha raggiunto il figlio in ospedale.

Fabio aveva trascorso parte della serata con i genitori e, prima di tornare a casa, aveva deciso di fermarsi al supermercato per acquistare alcuni prodotti.

Una commissione ordinaria che si è trasformata in un episodio drammatico.

«Fabio è stato fortunato. Era a cena a casa mia e ha detto a me e a mia moglie che si sarebbe fermato a comprare qualcosa prima di rincasare», ha raccontato il padre.

La famiglia è ancora incredula per quanto accaduto.

Il proiettile avrebbe potuto raggiungere la testa, la colonna vertebrale o un organo vitale, provocando lesioni irreversibili o addirittura la morte.

Invece, nonostante la profondità della ferita, il 35enne è sopravvissuto senza che siano state segnalate conseguenze permanenti.

Chi ha sparato al 35enne? Le ipotesi sulla provenienza del colpo

Resta da individuare la persona che ha utilizzato la carabina e da stabilire da dove sia partito il proiettile.

Il parcheggio si trova lungo corso Brodolini, in una zona urbana sulla quale si affacciano anche edifici residenziali.

Questa circostanza rende possibile, almeno in linea teorica, che lo sparo sia stato esploso da un punto sopraelevato oppure da una posizione non immediatamente visibile alla vittima.

Un’altra possibilità è che l’autore si trovasse nelle vicinanze dell’area di sosta.

La presenza dell’auto rossa segnalata dal 35enne costituisce soltanto un dettaglio del suo racconto e non una prova del coinvolgimento di chi si trovava a bordo.

Per ricostruire l’accaduto saranno determinanti gli accertamenti sulla traiettoria del pallino e sull’arma utilizzata, oltre all’eventuale disponibilità di immagini di videosorveglianza o testimonianze.

Non sono stati comunicati, per il momento, elementi che consentano di identificare il responsabile.

Il precedente delle aggressioni in minicar a Roma

L’episodio di Vigevano richiama, per l’ipotesi di un’aggressione apparentemente immotivata, la recente vicenda delle violenze attribuite a due minorenni romani che si spostavano a bordo di una minicar.

Tra le persone aggredite figura anche l’attore Davide Iacopini, rimasto gravemente ferito e ricoverato in terapia intensiva dopo aver subito un trauma cranico.

Nel caso romano, gli investigatori stanno approfondendo una serie di aggressioni che avrebbero coinvolto complessivamente sei persone.

Si tratta, naturalmente, di vicende distinte, per le quali non risultano collegamenti investigativi.

Il possibile elemento comune è la gratuità della violenza, anche se nel caso di Vigevano il movente deve ancora essere accertato.

Fabio P. è ora fuori pericolo, ma resta una domanda senza risposta: chi ha deciso di sparare a un uomo che stava semplicemente caricando la spesa in macchina, e perché? È questo il nodo centrale di una vicenda che soltanto per una questione di centimetri non si è trasformata in tragedia.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure