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“Ha chiamato Putin”. Papa Leone, la notizia adesso dall’ospedale: cosa gli ha chiesto

Pubblicato: 16/10/2026 17:55

Dal decimo piano del Gemelli al Cremlino. Da un letto d’ospedale dove sta guarendo da un tumore al polmone, a tre giorni dall’asportazione di un lobo. Leone XIV prende il telefono e chiama l’uomo che l’Occidente considera il nemico per eccellenza. Non per parlare di strategie, ma di fame, di freddo, di civili intrappolati. Di Oleshky.

Dal Gemelli la telefonata fra il Papa e Putin: al centro la crisi umanitaria di Oleshky. Nel pomeriggio del 16 ottobre, dalla sua camera al Policlinico di Roma, Papa Leone XIV ha parlato con il presidente russo Vladimir Putin. Lo rende noto la Sala Stampa vaticana.

L’appello per Oleshky

Al centro del colloquio la grave situazione umanitaria di Oleshky, città della regione di Kherson sulla riva del Dnepr occupata dai russi, dove gli abitanti sono allo stremo, sotto le bombe, senza più cibo e acqua.

Leone XIV ha espresso viva preoccupazione e ha chiesto una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Un’emergenza già al centro della missione a Mosca del cardinale Matteo Zuppi a fine settembre.

Durante la telefonata il Papa ha ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace.

Operato tre giorni fa

Il colloquio avviene a soli tre giorni dall’intervento chirurgico con cui martedì è stato rimosso al Papa un tumore al polmone con asportazione di un lobo. Il colloquio, sottolinea il Vaticano, testimonia il costante miglioramento delle sue condizioni generali, come riportato dall’ultimo bollettino medico.

È il secondo dialogo telefonico fra Leone XIV e Putin dall’inizio del pontificato, dopo quello del 4 giugno 2025, a meno di un mese dall’elezione.

La doppia missione a Mosca

La telefonata è stata preceduta da una doppia visita vaticana a Mosca: quella del segretario per i rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, a fine agosto, e quella del cardinale Matteo Zuppi, inviato del Papa, a fine settembre, che a Mosca è entrato in un campo di detenzione di ucraini e ha discusso di scambio di prigionieri, ricongiungimento dei bambini alle famiglie, rilascio dei civili e della crisi di Oleshky.

La mediazione umanitaria della Santa Sede resta una delle poche opportunità di contatto diretto fra le parti. Già domenica scorsa, annunciando l’operazione, il Papa aveva ricordato la guerra nella martoriata Ucraina e lanciato un appello per il trasporto sicuro del grano nel Mar Nero.

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Ultimo Aggiornamento: 16/10/2026 17:56

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