
Ti arriva un messaggio, sembra del corriere. Solo 1,30 euro per sbloccare il pacco. Clicchi, paghi, tutto a posto. Poi guardi il conto e ti mancano quasi 1.500 euro.
Lo smishing che ti svuota il conto
Si chiama “smishing” ed è un tipo di truffa che sfrutta gli Sms contraffatti per indurre le vittime a fornire dati bancari. In questo caso è bastato un messaggino da 1,30 euro per sfilare al malcapitato, un ragazzo di Amatrice, quasi 1.500 euro. Al termine delle indagini i carabinieri di Amatrice hanno denunciato per frode informatica due uomini di origine cinese.
Come funziona la truffa
Secondo le prime ricostruzioni, tutto è partito con un Sms che sembrava provenire da un corriere espresso. Il ragazzo è stato invitato a fare un piccolissimo versamento per completare lo sdoganamento di un pacco, lo ha fatto ma si è ritrovato sul conto due operazioni bancarie non autorizzate per un importo molto superiore rispetto a quanto previsto, quasi 1.500 euro.
Per questo ha immediatamente presentato denuncia ai carabinieri che, attraverso accertamenti informatici, sono riusciti a risalire all’identità degli autori della truffa. Stando a quanto si apprende, quel migliaio di euro era stato già utilizzato per pagare alcune bollette e tributi locali, tra cui la Tari intestata ai due e anche la bolletta dell’acqua.
L’allarme dei carabinieri
Questo tipo di truffa si basa su messaggi contraffatti che inducono le vittime a pagare piccole somme e, in generale, a fornire dati bancari. Funziona proprio a causa della modestissima entità della cifra richiesta inizialmente, tipicamente pochissimi euro per una tassa, una consegna, lo sdoganamento di un pacco. Invece, una volta carpiti gli estremi bancari, i prelievi sono molto più ingenti.
Per questo motivo i carabinieri invitano i cittadini a non cliccare su mail o Sms sospetti e soprattutto a non inserire dati bancari o personali su siti di cui non è stata verificata la reale autenticità.


