Vai al contenuto

“Le hanno trovate”. Ricina, svolta nel caso: la scoperta proprio poco fa

Pubblicato: 19/10/2026 22:11

Possibile svolta nel giallo della ricina a Pietracatella. La Scientifica fotografa piante di ricino a 100 metri dalla scuola dove insegna la cugina di Gianni Di Vita. Intanto spunta il giallo dei computer rubati.

I rilievi a Casacalenda

Possibile nuovo tassello nelle indagini sul giallo della ricina. Gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica hanno effettuato rilievi fotografici su alcune piante di ricino a Casacalenda, individuate a circa 100 metri in linea d’aria da un istituto scolastico dove lavora una cugina di Gianni Di Vita.

La notizia è stata riportata dall’inviato Vincenzo Rubano nel corso della trasmissione Dentro la notizia. Rimane da chiarire se l’accertamento sia formalmente collegato all’inchiesta sul decesso di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara.

Il giallo dei computer rubati

Nei giorni scorsi, un notebook in particolare è finito sotto i riflettori degli investigatori al termine dell’ultima giornata di perquisizioni nelle scuole molisane disposte dalla procura di Larino che indaga sui fatti di Pietracatella.

A differenza degli altri istituti ispezionati, al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno acquisito i dati di un singolo computer portatile: si tratterebbe del pc in uso proprio a Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita che in questa scuola insegna.

Sette pc spariti da scuola

Dal plesso scolastico di Casacalenda tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo sono stati rubati sette computer. L’ispezione informatica dunque non ha potuto riguardare tutti i pc che sono stati attivi nella scuola nell’ultimo anno proprio perché alcuni di questi sono stati sottratti da ignoti. Sul furto hanno indagato nei mesi scorsi i carabinieri ai quali la scuola aveva presentato denuncia.

Le parole di Gianni Di Vita

Intanto ha parlato, anche se solo con poche parole, Gianni Di Vita. Alcune sue frasi sono state riportate dal Corriere della Sera: «Non ho mai creduto che volessero uccidermi», ha detto l’ex sindaco. «Così come – ha aggiunto – non ho mai pensato che volessero uccidere mia figlia e mia moglie».

Infine, rispondendo all’inviato del giornale che lo ha incontrato al cimitero del paese, sull’inchiesta in corso non si è sbottonato: «Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo».

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure