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“Con le buone non cambi le cose!”. La star della musica sta con chi protesta: è polemica

Pubblicato: 20/10/2026 08:41

Ci sono momenti in cui il malcontento smette di restare confinato nelle conversazioni quotidiane e si trasforma in una presa di posizione collettiva. Le tensioni sociali, le difficoltà economiche e la percezione di una distanza sempre più ampia tra cittadini e centri decisionali possono alimentare richieste di cambiamento che trovano espressione nelle piazze, nelle mobilitazioni e nel dibattito pubblico. In queste circostanze, anche le parole pronunciate da personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo possono contribuire a riportare l’attenzione sulle ragioni della protesta.

La musica, in particolare, ha spesso rappresentato uno spazio privilegiato per raccontare le contraddizioni della società, dando voce a chi si sente escluso e mettendo in discussione equilibri considerati consolidati. Non si tratta soltanto di descrivere il presente, ma anche di interrogarsi sui rapporti di forza, sulle disuguaglianze e sulle possibilità di cambiamento. È in questo contesto che un messaggio pubblicato sui social network può assumere un significato più ampio, soprattutto quando riprende temi già affrontati nel corso di una lunga carriera artistica.
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Il messaggio su Instagram e il sostegno alle proteste

A intervenire nel dibattito sulle mobilitazioni che stanno coinvolgendo l’Italia, da nord a sud, è Marracash, nome d’arte di Fabio Bartolo Rizzo. Il rapper ha affidato a un post su Instagram le proprie riflessioni, esprimendo sostegno agli studenti e agli autotrasportatori scesi in protesta.

Nel suo messaggio, l’artista ha affrontato anche il tema della partecipazione attraverso i social network. Pur riconoscendo a chiunque il diritto di utilizzare ogni mezzo per far sentire la propria voce, ha espresso dubbi sull’efficacia di una protesta che si esaurisca nella pubblicazione di contenuti online. Secondo la sua visione, la credibilità di una posizione si costruisce nel tempo, attraverso le scelte personali, il comportamento quotidiano e la coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che si fa.

Il passaggio più significativo riguarda il legame tra la sua identità artistica e la battaglia contro le disuguaglianze sociali. Marracash ha ribadito di aver dedicato una parte importante del proprio percorso al tema della ribellione, spiegando che chi lo conosce sa quale sia la sua posizione. Ha inoltre ricordato di aver già affrontato pubblicamente la questione del potere, sostenendo che anche i cittadini debbano trovare il modo di far valere la propria forza collettiva.

Nel post, il rapper ha dichiarato di aspettare da tempo una reazione di questo tipo, aggiungendo che, a suo giudizio, il cambiamento non sempre può arrivare attraverso modalità concilianti. Una presa di posizione che collega direttamente l’attualità al suo universo musicale.

«Con le buone non cambi le cose»: il riferimento a Power Slap

Tra le frasi che emergono dal messaggio pubblicato online c’è «Con le buone non cambi le cose», espressione che richiama Power Slap, brano legato all’album È finita la pace.

Il riferimento non è casuale nel percorso artistico del rapper. La frase si inserisce in una riflessione sui rapporti di forza e sulla difficoltà di modificare situazioni percepite come ingiuste senza affrontare apertamente le tensioni che le attraversano. Nel contesto del suo intervento, diventa una chiave di lettura per comprendere il sostegno alle mobilitazioni e il significato che attribuisce alla reazione collettiva.

Pubblicato nel quadro di una produzione che affronta il disagio contemporaneo, È finita la pace richiama già dal titolo l’idea di un equilibrio fragile, nel quale le contraddizioni sociali non possono essere semplicemente messe da parte. L’album si inserisce in una discografia che ha spesso dato spazio alle divisioni, alle inquietudini e ai conflitti tra individui e strutture di potere.

Le parole affidate a Instagram riprendono dunque questioni che l’artista ha sviluppato attraverso la musica, trasferendole nel dibattito sulle proteste. Il messaggio non si limita a commentare gli avvenimenti, ma si collega a una visione più ampia del ruolo della ribellione e dell’impegno nella società.

Da Noi, loro, gli altri a Status: il racconto delle disuguaglianze

Il tema delle disuguaglianze attraversa diversi album di Marracash. Tra i lavori più significativi in questa prospettiva c’è Noi, loro, gli altri, un progetto che mette al centro le divisioni della società e le contrapposizioni tra gruppi, identità e classi sociali.

Il disco affronta il modo in cui le persone si distinguono, si giudicano e si allontanano le une dalle altre. La contrapposizione tra un «noi» e un «loro» diventa un riferimento alle dinamiche di appartenenza, ai pregiudizi e ai meccanismi che possono alimentare le distanze sociali. In questo scenario, il potere e le differenze economiche si intrecciano con la percezione che ciascuno ha del proprio posto nella collettività.

Anche Status e King del Rap contribuiscono a delineare un percorso nel quale l’esperienza individuale si confronta con le contraddizioni dell’ambiente circostante. La dimensione personale si intreccia con quella sociale, mentre il racconto della realtà urbana diventa uno strumento per affrontare temi più ampi, dalle opportunità diseguali alle gerarchie che condizionano la vita quotidiana.

Con È finita la pace, questa attenzione si ritrova in una riflessione sulle tensioni di un mondo attraversato da divisioni e conflitti. La musica diventa così uno spazio per interrogarsi sulla distanza tra la ricerca di una stabilità apparente e la necessità di affrontare i problemi che restano irrisolti.

Fino a qui tutto bene e il disagio delle periferie

Per ritrovare uno dei riferimenti più espliciti al disagio sociale nella produzione del rapper bisogna tornare al 2010, anno di pubblicazione dell’album Fino a qui tutto bene. Il brano omonimo offre uno sguardo critico sulle difficoltà dell’Italia, soffermandosi sulle tensioni economiche, culturali e sociali di quel periodo.

La canzone affronta anche le condizioni di chi vive nelle periferie, descritte come luoghi nei quali le difficoltà rischiano di diventare una presenza costante. L’immagine della «prigione a cielo aperto» restituisce il senso di una condizione in cui le possibilità di riscatto possono apparire limitate e il disagio finisce per incidere sulle aspettative individuali.

Questa attenzione ai contesti marginalizzati aiuta a comprendere la continuità tra le prime fasi della carriera e i lavori più recenti. Nel corso degli anni, Marracash ha affrontato da prospettive diverse le disuguaglianze, le divisioni sociali e le difficoltà di chi cerca di trovare il proprio spazio in una realtà complessa.

La sua presa di posizione sulle proteste si inserisce in questo percorso. Il sostegno espresso agli studenti e agli autotrasportatori si accompagna a una riflessione sull’efficacia della mobilitazione e sulla necessità, secondo la sua visione, di andare oltre le dichiarazioni di principio.

La musica e l’attualità, un legame che attraversa la carriera

Dai primi album fino ai progetti più recenti, il rapporto tra musica e società rappresenta uno degli elementi ricorrenti nella produzione di Marracash. Le questioni legate al potere, alle disuguaglianze e alla frammentazione collettiva tornano in forme differenti, ma mantengono un ruolo centrale nel suo racconto della realtà.

Il post pubblicato su Instagram riporta questi temi nel contesto delle proteste che coinvolgono diverse categorie in Italia. L’artista ha scelto di esprimere pubblicamente la propria posizione, collegando le mobilitazioni a questioni che considera fondamentali e che hanno trovato spazio in numerosi suoi brani.

La frase «Con le buone non cambi le cose» riassume il tono del suo intervento e richiama una parte importante del suo immaginario artistico. Al di là del dibattito sulle singole manifestazioni, il messaggio si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadini, potere e possibilità di trasformazione sociale.

Per Marracash, la lotta contro le disuguaglianze non è soltanto un argomento da affrontare nelle canzoni, ma una questione che attraversa anche il modo in cui sceglie di intervenire nel dibattito pubblico. Una continuità tra produzione musicale e presa di posizione che accompagna il suo percorso artistico e che, ancora una volta, porta al centro dell’attenzione le divisioni e le contraddizioni della società contemporanea.

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