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Milano, cosa succede ai ragazzi arrestati: arriva la notizia sui minorenni che fa polemica

Pubblicato: 20/10/2026 14:52

Due giorni di violenze, negozi saccheggiati, vetrine distrutte e scontri con le forze dell’ordine nel cuore di Milano. È pesante il bilancio dei disordini avvenuti tra sabato 17 e domenica 18 ottobre: 271 persone accompagnate in questura, tra cui 220 minorenni, 45 arresti complessivi e 14 operatori delle forze dell’ordine feriti. Tra le persone identificate, circa 60 sono straniere. La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha chiesto la convalida degli arresti e l’applicazione di misure cautelari. Le accuse più gravi sono quelle di devastazione e saccheggio, reati per i quali la legge prevede pene fino a 15 anni di reclusione, con possibili aggravanti. Intanto, mentre proseguono le indagini per identificare altri partecipanti, il governo annuncia l’impiego di 500 militari dell’operazione Strade Sicure per rafforzare la sicurezza nel capoluogo lombardo.

Milano, 271 persone in questura: 220 sono minorenni

Il bilancio delle operazioni di polizia restituisce le dimensioni dei disordini che hanno interessato il centro di Milano durante il fine settimana.

Complessivamente, 271 persone sono state accompagnate in questura per accertamenti e identificazioni.

Il dato più significativo riguarda l’età dei giovani coinvolti: 220 non hanno ancora compiuto 18 anni.

Circa 60 persone, inoltre, risultano di nazionalità straniera.

Per gli incidenti di domenica 18 ottobre, la Questura ha comunicato 32 arresti e 28 denunce.

Nel corso delle operazioni sono stati inoltre trattenuti 174 giovani attraverso il fermo preventivo previsto dal decreto Sicurezza.

Gli arrestati complessivi sono 45, di cui 11 maggiorenni e 34 minorenni.

Molti degli adulti coinvolti sono giovanissimi, nati tra il 2007 e il 2008.

Sul fronte delle forze dell’ordine, il bilancio è di 14 operatori feriti durante gli scontri.

Le accuse: devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale

Le ipotesi di reato contestate comprendono devastazione e saccheggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Si tratta di accuse particolarmente gravi, soprattutto per quanto riguarda le condotte di distruzione e sottrazione di merce all’interno degli esercizi commerciali.

Per il reato di devastazione e saccheggio, previsto dall’articolo 419 del Codice penale, la pena ordinaria va da 8 a 15 anni di reclusione.

La normativa contempla inoltre un aumento di pena quando i fatti vengono commessi nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico.

La resistenza a pubblico ufficiale è invece punita, nella fattispecie ordinaria, con la reclusione da sei mesi a cinque anni, ferma restando l’applicazione delle eventuali aggravanti.

Le pene concretamente applicabili dipenderanno dalle condotte attribuite ai singoli imputati, dalle prove raccolte e dalle valutazioni dei giudici.

Le richieste di arresto e le contestazioni della Procura non costituiscono una condanna, e per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza.

Cosa rischiano i minorenni arrestati durante gli scontri

Particolarmente delicata è la posizione dei 34 minorenni arrestati.

Anche per loro le accuse possono essere gravi, ma il sistema della giustizia minorile prevede regole specifiche, orientate anche al recupero educativo e al reinserimento sociale.

In caso di condanna, la pena prevista per un minorenne può essere diminuita fino a un terzo rispetto a quella applicabile a un adulto.

Per esempio, considerando il minimo di otto anni previsto per devastazione e saccheggio, una riduzione di un terzo porterebbe la pena a cinque anni e quattro mesi, prima di considerare altri eventuali elementi rilevanti per la determinazione della sanzione.

La giustizia minorile contempla inoltre strumenti alternativi alla detenzione, la cui applicazione dipende dai requisiti previsti dalla legge e dalla situazione individuale.

Non è quindi possibile stabilire in anticipo quale pena rischi concretamente ciascuno dei ragazzi coinvolti.

Interrogatori a San Vittore e al Beccaria: le prime richieste di convalida

La magistratura ha avviato le procedure per valutare gli arresti eseguiti durante il fine settimana.

I primi interrogatori dei maggiorenni si sono svolti nel carcere milanese di San Vittore.

Tra le persone ascoltate figurano anche cinque giovani arrestati sabato 17 ottobre, durante i primi episodi di violenza.

Secondo la ricostruzione investigativa, i ragazzi si sarebbero divisi in due gruppi nel corso dei disordini.

Uno degli arrestati, fermato in piazza Duomo, ha respinto le accuse, sostenendo di essere estraneo agli scontri e di trovarsi sul posto per partecipare alla manifestazione «Italia in piazza».

Per martedì 20 ottobre sono invece previsti all’Istituto penale minorile Beccaria gli interrogatori dei primi undici minorenni.

La Procura per i minorenni ha già trasmesso al giudice le prime richieste di convalida e di applicazione delle misure cautelari.

Le immagini delle devastazioni: vetrine sfondate e merce rubata

Le indagini si concentrano ora sulla ricostruzione delle singole aggressioni e degli episodi di saccheggio.

Secondo gli atti dell’accusa, alcuni partecipanti avrebbero agito con particolare violenza, improvvisando azioni distruttive e ripetendo comportamenti già messi in atto il giorno precedente.

In un episodio contestato, un giovane avrebbe utilizzato spranghe e altri oggetti per sfondare la vetrina di un negozio di abbigliamento sportivo.

Successivamente, insieme ad altri ragazzi, avrebbe sottratto una grande quantità di merce.

Durante la fuga, avrebbe inoltre colpito con una gomitata al volto un ispettore di polizia.

Tra i dettagli emersi dalle indagini figura anche la presenza di un arrestato che avrebbe indossato un passamontagna raffigurante il volto di un noto calciatore.

La Procura descrive nelle proprie valutazioni investigative una notevole facilità nel compiere atti distruttivi e uno scarso autocontrollo da parte di alcuni indagati.

Si tratta di elementi contenuti nelle contestazioni dell’accusa, che dovranno essere verificati nel corso del procedimento giudiziario.

Le indagini proseguono: possibili nuovi arresti

Il lavoro degli investigatori non è concluso.

La Digos e i carabinieri del nucleo informativo stanno analizzando le immagini registrate durante gli scontri, comprese quelle delle telecamere di videosorveglianza e dei video circolati online.

Particolare attenzione viene riservata anche ai profili social e alle conversazioni nelle chat dei partecipanti, per ricostruire eventuali contatti e individuare altri responsabili.

La Procura prevede l’apertura di un ulteriore fascicolo con le stesse ipotesi di reato.

Non vengono quindi esclusi nuovi provvedimenti cautelari nei confronti di persone che potrebbero essere identificate nei prossimi giorni.

L’obiettivo è distinguere le responsabilità individuali e ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto durante le due giornate di disordini.

Negozi chiusi nel quadrilatero della moda: danni per un milione di euro

Le violenze hanno avuto pesanti ripercussioni anche sulle attività commerciali del centro di Milano.

Nel quadrilatero della moda, diverse boutique hanno deciso di mantenere le serrande abbassate per un’intera giornata, temendo nuovi episodi di devastazione.

In via Montenapoleone sono rimasti chiusi anche negozi di grandi marchi come Chanel, Hermès e Pomellato.

In via Monti, un cartello affisso all’ingresso di un esercizio commerciale informava i clienti della chiusura a causa delle manifestazioni.

Secondo Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, i danni materiali hanno raggiunto una stima di circa un milione di euro.

A questa cifra si aggiungono le perdite economiche legate alle chiusure preventive, ai mancati incassi e alle disdette registrate da ristoranti e alberghi, soprattutto da parte di turisti stranieri.

A preoccupare gli operatori economici è anche il possibile danno d’immagine per Milano, una città che rappresenta uno dei principali poli italiani del commercio, della moda e del turismo.

Sala visita i negozi devastati: «Inaccettabile e ingiustificabile»

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha visitato alcuni degli esercizi commerciali danneggiati, accompagnato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Il primo cittadino ha definito quanto accaduto «inaccettabile e ingiustificabile», esprimendo una netta condanna delle violenze e dei saccheggi.

La visita è stata anche un’occasione per incontrare gli operatori economici colpiti e verificare direttamente le conseguenze dei disordini.

Il Comune e le autorità competenti sono ora chiamati a gestire una situazione che coinvolge contemporaneamente sicurezza pubblica, tutela delle attività commerciali e ripristino della normalità nel centro cittadino.

Milano, arrivano 500 militari di Strade Sicure: il governo valuta un nuovo decreto

Sul fronte della sicurezza, il governo ha annunciato un rafforzamento dei presidi sul territorio.

Dopo un vertice straordinario dedicato all’ordine pubblico, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti ha comunicato il dispiegamento di 500 militari dell’operazione Strade Sicure per presidiare Milano.

La misura punta a rafforzare la presenza delle forze impegnate nella vigilanza di aree sensibili e punti strategici della città.

Parallelamente, il Consiglio dei ministri valuterà un nuovo decreto legge contenente ulteriori misure per contrastare la violenza e i fenomeni di guerriglia urbana.

Al momento non sono stati indicati i contenuti definitivi del provvedimento.

Milano dopo gli scontri: attesa per le decisioni dei giudici

Le prossime ore saranno decisive soprattutto sul fronte giudiziario.

I giudici dovranno pronunciarsi sulle richieste di convalida degli arresti e sulle misure cautelari avanzate dalle Procure competenti.

Nel frattempo, gli investigatori continueranno a esaminare filmati, immagini e comunicazioni per individuare eventuali altri partecipanti alle violenze.

Il bilancio resta pesante: 45 arresti, 220 minorenni tra le persone accompagnate in questura, 14 operatori feriti e danni commerciali stimati intorno al milione di euro.

Mentre Milano cerca di tornare alla normalità, l’attenzione rimane concentrata sulle indagini e sulle decisioni che saranno adottate per evitare nuovi episodi di violenza nel centro cittadino.

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