
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida interviene duramente contro i blocchi stradali organizzati dagli autotrasportatori per protestare contro il caro carburanti. Secondo l’esponente del governo Meloni, le manifestazioni stanno provocando danni alle imprese e ai consumatori e sarebbero caratterizzate, in alcuni casi, dalla presenza di persone con precedenti penali. Il ministro parla apertamente di «infiltrazioni criminali» e auspica che i blocchi vengano rimossi in tempi brevi. Allo stesso tempo, annuncia ulteriori interventi per contrastare l’aumento dei costi del carburante nel settore agricolo, senza però anticipare il contenuto delle misure.
Lollobrigida contro i blocchi stradali: «Sono illegali»
Le dichiarazioni del ministro arrivano nel pieno delle proteste degli autotrasportatori, con i blocchi alla circolazione dei mezzi pesanti che stanno sollevando preoccupazioni per le conseguenze sulle attività economiche.
Intervistato da Repubblica, Lollobrigida ha contestato le modalità della mobilitazione, sostenendo che i blocchi non rispettino le norme vigenti.
«I blocchi sono illegali perché violano le norme in vigore e danneggiano consumatori e imprese. Abbiamo evidenze che alcuni dei protagonisti hanno precedenti penali. Il rischio di infiltrazioni criminali è reale», ha dichiarato.
Il ministro ha quindi auspicato una rapida rimozione degli ostacoli alla circolazione, sottolineando le ripercussioni che queste forme di protesta possono avere sull’intero sistema economico.
Alla domanda se i blocchi verranno effettivamente rimossi, Lollobrigida ha tuttavia precisato che la decisione non rientra nelle sue competenze.
«Non è competenza mia. Io mi limito a segnalare quali sono i danni al sistema economico», ha risposto.
«Infiltrazioni criminali evidenti»: le accuse del ministro
Lollobrigida ha insistito in particolare sul rischio che le manifestazioni possano essere condizionate da soggetti estranei alle legittime rivendicazioni degli autotrasportatori.
«Ci sono dei casi evidenti di infiltrazioni criminali, che sono stati visibili a tutti», ha affermato nell’intervista a Repubblica.
Il ministro ha inoltre richiamato l’attenzione sui precedenti giudiziari che, a suo dire, riguarderebbero alcuni protagonisti della protesta.
Si tratta di affermazioni del rappresentante del governo: nelle dichiarazioni riportate non vengono indicati nomi, procedimenti specifici o accertamenti giudiziari che consentano di verificare nel dettaglio le accuse.
Lollobrigida ha comunque ribadito che la presenza di eventuali soggetti con precedenti penali non cancella il diritto dei cittadini a manifestare le proprie richieste, ma che le proteste non possono trasformarsi in un danno per la collettività.
«Controllate i casellari giudiziari dei leader della protesta»
Il ministro è tornato sull’argomento anche alla Camera, parlando con i giornalisti a margine del question time.
Lollobrigida ha definito difficilmente comprensibile il proseguimento dei blocchi dopo la presa di posizione delle associazioni rappresentative dell’autotrasporto.
«I blocchi? Dopo il comunicato di tutte le associazioni di autotrasporto sono difficilmente spiegabili», ha osservato.
Poi ha invitato i cronisti a esaminare i precedenti di alcuni organizzatori delle manifestazioni.
«Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario, verificherete che ci sono criticità anche di questa natura», ha affermato.
Il ministro ha precisato che tali circostanze, a suo giudizio, non incidono sulla legittimità delle richieste avanzate dai cittadini, ma ha contestato l’utilizzo di forme di protesta che ostacolano le attività economiche.
Le sue dichiarazioni arrivano dopo l’incontro tra il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e le associazioni di categoria, alcune delle quali hanno chiesto la rimozione dei blocchi. In Calabria, tuttavia, la mobilitazione prosegue e Fedralog ha annunciato l’intenzione di mantenere il fermo almeno fino al 27 ottobre, data prevista per un nuovo confronto.
Corriere della Calabria
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Caro carburanti, il governo annuncia nuovi interventi per l’agricoltura
Oltre alle critiche ai blocchi stradali, Lollobrigida ha affrontato il tema dell’aumento dei costi del carburante per le imprese agricole.
Durante il question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione di Italia Viva, il ministro ha annunciato che il governo sta lavorando a ulteriori misure di sostegno.
«Avremo e daremo riscontro ad ulteriori interventi che mi permetta, collega, di rappresentarle nel dettaglio quando li avremo approvati, come è nostra abitudine», ha dichiarato.
Non sono stati quindi forniti dettagli sulle risorse economiche, sui beneficiari o sui tempi di attuazione dei nuovi provvedimenti.
La deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda ha sollevato anche il problema dei danni già subiti dagli agricoltori a causa dei blocchi, chiedendo chiarimenti sugli eventuali ristori per le aziende penalizzate.
Corriere della Calabria
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Le conseguenze dei blocchi su imprese e consumatori
Le proteste degli autotrasportatori stanno creando difficoltà alla circolazione delle merci, soprattutto nelle regioni meridionali.
Una delle principali preoccupazioni riguarda i prodotti agricoli e alimentari deperibili, che rischiano di deteriorarsi quando i mezzi di trasporto restano fermi per lunghi periodi.
Secondo Lollobrigida, le conseguenze potrebbero ricadere non soltanto sulle aziende produttrici e sui lavoratori, ma anche sui consumatori, attraverso problemi di approvvigionamento e possibili aumenti dei prezzi.
Già il 16 ottobre il ministro aveva sostenuto che manifestare è un diritto, distinguendolo però dall’impedire la distribuzione delle merci attraverso i blocchi stradali.
RaiNews
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La posizione espressa dal governo distingue dunque due questioni: da una parte le richieste economiche degli autotrasportatori e degli agricoltori, dall’altra le modalità della protesta.
Lollobrigida sostiene che le rivendicazioni legittime debbano essere ascoltate e affrontate con interventi concreti, ma chiede che vengano ripristinate le condizioni per la normale circolazione delle merci.
Restano intanto da verificare le sue affermazioni sulle presunte infiltrazioni criminali, mentre prosegue il confronto tra governo e rappresentanti del settore sul caro carburanti e sulle conseguenze economiche della mobilitazione.


