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“Paga e sistemiamo tutto”. Soldi e aiutini nelle intercettazioni ai Sempio: i nomi coinvolti

Pubblicato: 22/10/2026 15:52

Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione giudiziaria. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la nuova inchiesta della Procura di Pavia, nella quale Andrea Sempio risulta indagato per il delitto, sta riesaminando anche fatti e rapporti emersi durante le precedenti indagini.

Gli accertamenti non riguardano solo gli elementi raccolti sulla scena del crimine. Al vaglio ci sono anche telefonate, conversazioni e contatti risalenti al 2017, quando il nome di Sempio era già finito sotto la lente degli inquirenti.

Garlasco, le intercettazioni e i dubbi di Andrea Sempio

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In questo quadro assumono rilievo le intercettazioni acquisite dagli investigatori. Dai brogliacci, trasmessi da Brescia a Pavia, emergono dubbi e timori espressi dallo stesso Sempio su informazioni che riteneva potessero essere circolate e sui rapporti di alcune persone a lui vicine. Si tratta di sospetti e ricostruzioni che, da soli, non provano l’esistenza di condotte illecite.

Il sospetto sull’ex avvocato e i contatti con i carabinieri

Tra i passaggi più discussi ci sono alcune dichiarazioni attribuite ad Andrea Sempio e riportate da La Verità. L’indagato avrebbe ipotizzato che il suo ex legale, Massimo Soldani, potesse aver ricevuto informazioni riservate attraverso un pagamento a un appartenente all’Arma. Nei brogliacci è riportata questa frase: “C’è la possibilità che Soldani abbia messo nelle mani di qualche carabiniere un 1.000 euro per farsi girare qualche informazione”.

L’affermazione non dimostra che un pagamento sia avvenuto, ma restituisce i dubbi manifestati da Sempio. Il riferimento sarebbe ai militari che si occuparono della sua posizione nel 2017 e, in particolare, ai rapporti con Silvio Sapone, allora responsabile della polizia giudiziaria di Pavia.

Le parole su Sapone e le presunte carte recuperate

Alcune conversazioni si soffermano proprio sul ruolo di Sapone. Sempio, parlando dei possibili contatti del suo ex difensore, afferma: “La mia idea…”, per poi aggiungere: “è che non vorrei che davvero Soldani abbia avuto dei contatti con Sapone oltre quelli che so io, non vorrei che avesse davvero… recuperato delle carte, qualcosa”.

Il timore espresso dall’indagato era che il legale potesse avere avuto accesso a documenti o notizie attraverso canali a lui sconosciuti. In un altro passaggio il ragionamento diventa più esplicito: “Probabilmente la corruzione […] si fermerà probabilmente alla posizione dei carabinieri… cioè come se noi avessimo… come se tu (rivolgendosi al padre Giuseppe, ndr) avessi appunto corrotto i carabinieri“. Anche in questo caso, le parole raccontano una preoccupazione, senza accertare che gli episodi ipotizzati siano realmente avvenuti.

Garlasco, i tabulati telefonici del gennaio 2017

Un altro elemento al centro degli accertamenti riguarda i tabulati telefonici. Il 21 gennaio 2017, quando Andrea Sempio risultava già iscritto nel registro degli indagati, Sapone avrebbe provato a contattarlo quattro volte dal proprio cellulare, tra le 10.33 e le 12.46. Altri tentativi sarebbero arrivati da un’utenza della polizia giudiziaria.

Il giorno seguente, domenica 22 gennaio, ci sarebbe stato un contatto diretto: alle 17.30 Sapone parlò con Sempio per più di cinque minuti. Alle 17.37 Andrea telefonò a Soldani, mentre alle 17.48 richiamò il carabiniere. Due minuti più tardi, alle 17.50, inviò a Sapone un messaggio con il numero del proprio avvocato.

Il racconto di Sempio e la frase sugli aiuti in cambio di denaro

Su quella sequenza di chiamate, Sempio è tornato in una conversazione intercettata il 3 novembre 2025: “Qua è lui quando mi ha proposto la roba… io… metto giù, chiamo Soldani, glielo dico. Richiamo dicendo “guarda ti do il numero dell’avvocato”, gli passo il numero dell’avvocato”. Secondo il suo racconto, Sapone avrebbe proposto un incontro per parlare del caso Garlasco. Andrea avrebbe quindi chiesto: “Eh ma è un interrogatorio?”, sentendosi rispondere: “No no parliamo così”. L’interlocutore avrebbe poi aggiunto: “No noi ci vediamo… ci vediamo da qualche parte…”.

La vicenda si fa ancora più delicata in un’intercettazione del 27 settembre 2025. Sempio racconta ai familiari di aver sentito parlare di un presunto sistema in cui persone indagate avrebbero potuto ricevere aiuto in cambio di denaro: “un sistema in cui loro (probabilmente riferito agli investigatori, ndr) cercavano di prendere le persone che erano sottoposte ad indagine…”. Il passaggio finale è quello che colpisce di più: “Se mi dai i soldi ti aiuto”. Si tratta, anche in questo caso, di parole riferite dall’indagato e non sufficienti a dimostrare che un simile meccanismo sia esistito. Gli eventuali ulteriori accertamenti dovranno chiarire la natura dei rapporti, l’origine delle informazioni e se dietro i sospetti di Sempio vi siano elementi concreti o soltanto timori personali.

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