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Federica Brignone, il dolore dopo i due ori olimpici: ” Avrò conseguenze per sempre”

Pubblicato: 23/10/2026 21:07

«Non voglio passare tutta la vita a zoppicare». A otto mesi dalla straordinaria impresa alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dove ha conquistato due medaglie d’oro, Federica Brignone continua a fare i conti con le conseguenze del gravissimo infortunio alla gamba sinistra. La campionessa azzurra non sarà al via della nuova stagione di Coppa del Mondo, che prenderà il via sabato 24 ottobre a Sölden, in Austria. Il dolore non è ancora scomparso e, nonostante i miglioramenti dopo l’operazione di agosto, il ritorno alle competizioni resta incerto. In un’intervista al Corriere della Sera, la sciatrice racconta le difficoltà del recupero e confessa una preoccupazione che va ben oltre lo sport: riuscire a tornare a vivere normalmente, senza essere condizionata ogni giorno dalle conseguenze dell’incidente.

Brignone e il dolore alla gamba: «È un anno e mezzo che non faccio una vita normale»

Tutto è cominciato il 3 aprile 2025, durante i Campionati italiani in Val di Fassa. Una caduta nella seconda manche dello slalom gigante ha provocato a Federica Brignone la frattura della tibia e del perone, oltre a gravi lesioni al ginocchio sinistro.

Un infortunio devastante, che ha richiesto un lungo percorso di riabilitazione e diversi interventi medici.

Nonostante tutto, dieci mesi dopo la sciatrice è riuscita a tornare ai massimi livelli, conquistando due ori olimpici nel supergigante e nello slalom gigante.

Ma dietro quelle vittorie il dolore non era mai realmente scomparso.

Il 25 agosto scorso Brignone è tornata in sala operatoria per rimuovere la placca e le viti inserite dopo l’incidente.

«È un anno e mezzo che non faccio una vita normale. Dopo l’intervento di agosto vedo dei miglioramenti, sto camminando come non accadeva da prima dell’infortunio», ha raccontato.

I progressi ci sono, ma il recupero richiede ancora tempo. E soprattutto non esistono certezze sul ritorno alle gare.

«Avrò strascichi per sempre»: il futuro oltre lo sci

Alla domanda su quando potrà tornare a competere, Brignone non nasconde l’incertezza.

«Bella domanda… C’è bisogno di tempo: voglio tornare a fare quello che amo, ma solo quando starò davvero bene», spiega.

La priorità, oggi, non è conquistare nuove medaglie, ma recuperare una buona qualità della vita.

La campionessa sa che le conseguenze dell’incidente potrebbero accompagnarla anche negli anni futuri.

«Avrò strascichi per sempre, sto cercando di ridurli», ammette.

Una consapevolezza che ha cambiato profondamente il suo modo di affrontare la carriera.

«Dopo l’infortunio ho sempre pensato prima alla persona, poi all’atleta», sottolinea.

È questo il principio che guiderà le sue prossime decisioni: nessuna fretta di rientrare, se il prezzo da pagare dovesse essere un peggioramento delle condizioni fisiche.

I due ori olimpici e il rischio affrontato: «Non ho rimpianti»

Nonostante le difficoltà, Brignone non si pente di aver partecipato ai Giochi olimpici di Milano-Cortina.

A febbraio ha conquistato due medaglie d’oro che, nei mesi immediatamente successivi all’incidente, sembravano un traguardo impossibile.

Ripensando ai rischi affrontati per tornare sugli sci così presto, la campionessa spiega:

«No, o meglio: tra virgolette. Sentivo di avere la situazione sotto controllo. Ma quando sali sugli sci, ti prendi sempre dei rischi».

L’impresa è diventata anche un documentario, Federica – L’ultima Olimpiade, presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Le telecamere hanno seguito la sciatrice durante la riabilitazione, fino al ritorno alle competizioni e alla conquista delle medaglie.

«Proprio una storia da film, nel senso: impossibile da realizzare», racconta Brignone.

Tra i momenti più emozionanti ricorda l’arrivo dello slalom gigante, quando ha guardato il maxischermo dopo aver tagliato il traguardo, e il momento in cui è stata chiamata «campionessa olimpica» davanti al presidente della Repubblica.

Il consiglio a Jannik Sinner: «Non bisogna sottovalutare il proprio corpo»

Nel corso dell’intervista, Federica Brignone parla anche di Jannik Sinner, incontrato durante l’estate al J Medical di Torino.

Al tennista azzurro rivolge un consiglio nato direttamente dalla propria esperienza.

«Il mio consiglio è prendersi il tempo che gli serve», afferma.

Brignone riconosce di non aver sempre ascoltato i segnali del proprio fisico durante la carriera.

«Nella mia carriera ho spesso sottovalutato alcuni segnali del mio corpo e ne ho pagato le conseguenze alla lunga», racconta.

Secondo la sciatrice, per un atleta abituato a competere ai massimi livelli è particolarmente difficile accettare una pausa.

Ma sulla capacità di Sinner di tornare competitivo esprime grande fiducia:

«Jannik è talmente forte che se torna al 100% non si ferma più».

Il sogno di una casa sull’oceano e lo sport che le manca di più

Nonostante l’infortunio, Brignone continua a coltivare la passione per lo sport e per le attività all’aria aperta.

Prima dell’intervento di agosto ha provato a praticare kitesurf in Sardegna, anche se le condizioni fisiche le hanno impedito di muoversi come avrebbe voluto.

Ha continuato inoltre a dedicarsi al downhill, la disciplina della mountain bike che prevede discese su percorsi impegnativi.

«È uno sport propedeutico, soprattutto dal punto di vista mentale», spiega, aggiungendo di provare un’adrenalina simile a quella dello sci.

Tra i suoi desideri c’è anche quello di praticare più spesso surf, magari vivendo vicino all’oceano.

Ma quando le viene chiesto quale attività le manchi maggiormente, la risposta è sorprendentemente semplice: giocare a tennis.

Per ora, però, il futuro agonistico resta in secondo piano. La campionessa che ha conquistato due ori olimpici a pochi mesi da un infortunio gravissimo ha davanti una sfida diversa: tornare a camminare e vivere senza dolore, prima ancora di tornare a vincere.

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Ultimo Aggiornamento: 23/10/2026 21:36

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