Vai al contenuto

Ricina, il padre di Antonella e quella frase shock su Gianni di Vita: “È troppo tardi”

Pubblicato: 23/10/2026 20:07

«Il tradimento? L’ha ammesso troppo tardi». Sono parole cariche di amarezza quelle pronunciate dal padre di Antonella Di Ielsi, la donna morta insieme alla figlia Sara Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso, in seguito a un avvelenamento da ricina. Intervistato dalla trasmissione Dentro la Notizia, in onda su Canale 5, l’anziano è tornato a parlare del genero Gianni Di Vita e della sua ammissione di aver avuto una relazione extraconiugale. Una confessione arrivata, secondo il suocero, troppo tardi. Ma a pesare sono soprattutto gli interrogativi ancora aperti sulla morte della figlia e della nipote, mentre le indagini continuano a cercare di chiarire cosa sia realmente accaduto.

«Il tradimento lo avrei anche perdonato, ma lo ha confessato troppo tardi»

Al centro delle dichiarazioni del padre di Antonella c’è la relazione extraconiugale ammessa da Gianni Di Vita, marito della donna e padre di Sara.

L’anziano non nasconde la propria amarezza, ma chiarisce che il tradimento, da solo, non sarebbe un motivo sufficiente per interrompere definitivamente i rapporti con il genero.

A ferirlo maggiormente è il momento in cui la verità è emersa.

«Il tradimento? L’ha ammesso troppo tardi», ha dichiarato durante l’intervista televisiva.

Il padre di Antonella lascia intendere che sarebbe persino disposto a perdonare l’infedeltà. Diverso, invece, è il suo atteggiamento rispetto agli altri aspetti della vicenda, sulla quale rimangono ancora molti interrogativi.

I rapporti con Gianni Di Vita: «L’ho sentito, sembra più rilassato»

Nonostante quanto accaduto, i contatti tra il padre di Antonella e Gianni Di Vita non si sono interrotti.

L’anziano ha raccontato di aver parlato recentemente con il genero e di aver notato un cambiamento nel suo atteggiamento.

«Pare che sia un po’ più rilassato, ma non so il perché», ha spiegato all’inviato di Dentro la Notizia.

Una sensazione che l’uomo riferisce senza attribuirle un significato preciso.

Il padre di Antonella non sa spiegarsi le ragioni di questa apparente maggiore tranquillità e preferisce non formulare conclusioni.

«Non so se lui c’entra o non c’entra»: le parole del suocero

L’intervista si è poi concentrata sul ruolo di Gianni Di Vita nella vicenda della morte di Antonella e Sara.

Su questo punto, il padre della donna ha mantenuto una posizione prudente, evitando di avanzare accuse.

«Non so se lui c’entra o non c’entra. A me, personalmente, ha detto che con questa storia non c’entra», ha dichiarato.

L’anziano ha dunque riferito le rassicurazioni ricevute direttamente dal genero, senza affermare di possedere elementi che possano confermarle o smentirle.

Si tratta di dichiarazioni personali che non costituiscono prove di un eventuale coinvolgimento di Di Vita nella morte delle due donne.

Il sospetto che qualcuno non abbia raccontato tutta la verità

Il padre di Antonella ha infine espresso un dubbio che continua ad accompagnarlo dopo la perdita della figlia e della nipote: la possibilità che non tutti abbiano raccontato completamente ciò che sanno.

«Così si suppone, anche se non ne sono sicuro», ha spiegato, senza indicare persone specifiche.

Parole che esprimono soprattutto l’incertezza di un familiare ancora in attesa di risposte.

Il caso di Pietracatella resta al centro di un’indagine sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, avvelenate dalla ricina, una sostanza altamente tossica.

Gli accertamenti investigativi sono finalizzati a ricostruire le circostanze dell’esposizione alla tossina e a individuare eventuali responsabilità.

Le dichiarazioni del padre di Antonella aggiungono un nuovo elemento al racconto dei rapporti familiari, ma non chiariscono le cause dell’avvelenamento né consentono di attribuire responsabilità.

«Non so se lui c’entra o non c’entra»: è questa, per ora, la posizione espressa dall’anziano, diviso tra le rassicurazioni ricevute dal genero e il bisogno di conoscere la verità sulla morte delle due persone care.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure