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Fumo e puzza di bruciato invadono l’aereo: passeggeri si lanciano dall’ala

Pubblicato: 25/10/2026 12:38

Quando il terrore incontrollato prende il sopravvento ad altissima quota trasformando un normale viaggio di linea in una vera e propria corsa contro la morte, la sicurezza dell’aviazione civile affronta i suoi momenti più bui. Tra messaggi d’addio inviati a casa con le mani tremanti, scossoni devastanti che sbalzano le persone dai propri sedili e le urla dell’equipaggio risonanti tra i fumi opachi dell’abitacolo, il racconto dei sopravvissuti restituisce l’immagine di un incubo ad occhi aperti. Un atterraggio di fortuna drammatico che solleva pesanti interrogativi sui controlli meccanici prima del decollo e che ha costretto le autorità di sicurezza ad avviare un’immediata inchiesta ufficiale.

Il panico si è scatenato ad alta quota a bordo del volo N574NN, un velivolo Bombardiero CRJ900 gestito dalla PSA Airlines (società sussidiaria della American Airlines). Il mezzo era decollato dallo scalo di St. Louis, nel Missouri, ed era diretto verso Philadelphia, in Pennsylvania, accumulando già alla partenza ben due ore di ritardo per un problema a un motore che sembrava risolto. Circa 15 minuti dopo il decollo, tuttavia, la situazione è precipitata: un forte botto, una perdita d’aria con conseguente caduta delle maschere di ossigeno e un acre fumo denso che ha invaso istantaneamente l’intera cabina hanno costretto i piloti a interrompere la salita e a effettuare una discesa d’emergenza a 10.000 piedi per fare ritorno allo scalo di partenza.

I momenti vissuti dai viaggiatori a bordo sono stati di puro terrore. Una coppia ha raccontato l’istante in cui si è sfiorata la catastrofe: «All’improvviso, l’aereo ha dato la sensazione di aver preso una botta, come quando in macchina si frena bruscamente, tutti sono stati sbalzati in avanti. Poi, forse un minuto dopo, l’aereo ha fatto un botto e si è abbassato e dall’alto sono state calate le maschere di ossigeno».

L’evacuazione sui flap e il bilancio dei feriti

L’atmosfera è diventata irrespirabile e concitata in pochissimi istanti. Tra i passeggeri c’è chi ha temuto il peggio, come confessato da una donna sconvolta: «Ho mandato un messaggio ai miei figli, pensavo che saremmo morti». Una volta toccata la pista d’atterraggio dell’aeroporto internazionale di St. Louis Lambert, si sono vissute scene di vera e propria isteria collettiva durante l’evacuazione tramite gli scivoli d’emergenza, con alcune persone che arrivavano a lanciarsi direttamente dalle ali dell’aereo pur di mettersi al sicuro.

Dalla compagnia American Airlines è arrivata una nota formale firmata da un portavoce, che ha ridimensionato l’accaduto parlando di un generico problema: «Il volo American è rientrato all’aeroporto internazionale di St. Louis Lambert poco dopo il decollo a causa di un odore sgradevole. L’aereo è atterrato in sicurezza ed è stato messo fuori servizio per essere ispezionato dal nostro team di manutenzione».

I rilievi e le perizie successive tracciano però una realtà ben diversa e ben più grave. Gli approfondimenti condotti dal National Transportation Safety Board (NTSB), l’agenzia federale statunitense incaricata di indagare sugli incidenti nei trasporti civili, hanno confermato ufficialmente le conseguenze dell’incidente: due membri dell’equipaggio di cabina hanno riportato ferite lievi, mentre un passeggero ha riportato ferite gravi a causa della turbolenza e delle concitate fasi di fuga.

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