
Quando la notte avvolge con le sue ombre le strade tortuose di montagna, un singolo secondo di distrazione o una manovra azzardata possono trasformare un tranquillo rientro a casa in un incubo ad alta quota. Tra l’allarme scattato nel buio pesto, il dispiegamento massiccio di uomini e mezzi speciali e l’angosciante attesa dei soccorritori impegnati in una corsa contro il tempo tra i precipizi, la cronaca torna a registrare momenti di puro terrore. Un intervento al limite del possibile che ha tenuto con il fiato sospeso un intero territorio, mobilitando squadre d’élite per strappare una giovane vita a un tragico destino.
L’allarme è scattato nel cuore della notte lungo il tracciato della Sp28, nella zona di Revò, in Val di Non. A rimanere vittima del tremendo incidente è stato un trentenne residente a Cles, finito fuori strada mentre si trovava al volante della propria autovettura. La dinamica esatta dello sbandamento è tuttora al vaglio delle forze dell’ordine, ma la ricostruzione iniziale descrive una scena spaventosa: il veicolo è volato nel vuoto precipitando per circa 10/15 metri attraverso la fitta vegetazione, per poi arrestare la sua rovinosa caduta incastrandosi a ridosso di due alberi.
L’allerta al numero unico delle emergenze ha fatto scattare una complessa operazione di salvataggio. Per estrarre il ferito dalle lamiere accartocciate sono intervenuti d’urgenza i Vigili del Fuoco di Revò, dotati di pinze idrauliche, insieme al corpo dei Vigili del Fuoco di Cles giunto sul posto con l’autoscala.
Un intervento di un’ora e mezza e le indagini
Le delicate e pericolose manovre di soccorso si sono rivelate particolarmente articolate a causa dell’impervietà del terreno e sono durate circa un’ora e mezza. Una volta stabilizzato ed estratto dall’abitacolo distrutto, il trentenne è stato affidato ai sanitari di Trentino Emergenza e al personale del Soccorso Alpino, per poi essere trasferito d’urgenza in elitrasportopresso l’ospedale di Trento. Fortunatamente, il giovane non sarebbe in pericolo di vita.
Altrettanto difficoltose si sono presentate le operazioni volte al recupero della carcassa dell’auto dal dirupo, effettuate dagli operatori del distretto di Fondo con l’ausilio di un braccio meccanico. Sull’arteria provinciale sono intervenuti anche i Carabinieri, che hanno effettuato tutti i rilievi di rito per ricostruire le cause che hanno portato il mezzo a sbandare e finire nella scarpata.


