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Movimento 17 ottobre, indagata anche la moglie di Siher: i social della coppia al centro dell’inchiesta

Pubblicato: 25/10/2026 17:50

L’inchiesta sul Movimento 17 ottobre coinvolge anche la moglie di Youssef Siher. La donna, 32 anni, è indagata a piede libero per istigazione a delinquere in concorso con il marito. Secondo la ricostruzione degli investigatori, entrambi avrebbero amministrato i canali Instagram e Telegram utilizzati per diffondere i messaggi e le convocazioni del movimento.

Al centro degli accertamenti ci sono le comunicazioni pubblicate sui social e il possibile collegamento con le proteste di piazza. Un’indagine che deve ancora chiarire le responsabilità individuali e gli eventuali rapporti tra chi gestiva le pagine e chi ha materialmente partecipato alle violenze.

Il cellulare della donna e il rintraccio di Siher

Secondo quanto riferito da Tgcom24, sarebbe stato il telefono della moglie a consentire agli investigatori di rintracciare Siher nella mattinata di sabato 24 ottobre. Il cellulare dell’uomo sarebbe invece risultato spento e non localizzabile.

La 32enne è una mediatrice interculturale, ha origini libanesi ed è nata e cresciuta a Como, dove risulta residente. La coppia si sarebbe sposata lo scorso settembre e vivrebbe in provincia di Milano, pur mantenendo residenze anagrafiche differenti.

Instagram e Telegram, l’ipotesi dei due soli amministratori

Uno dei passaggi centrali dell’inchiesta riguarda i permessi di pubblicazione sui canali del movimento. Dall’analisi della Polizia postale emergerebbe che Siher e la moglie fossero gli unici amministratori abilitati a scrivere sul canale Telegram e sul profilo Instagram del Movimento 17 ottobre.

È su questa base che gli inquirenti stanno ricostruendo la paternità dei messaggi, comprese le indicazioni annunciate per le manifestazioni di sabato in otto città italiane. Comunicazioni che, secondo quanto riportato, sarebbero state impedite dall’intervento della Polizia postale e della Digos.

I due canali avrebbero potuto raggiungere complessivamente circa 150mila iscrizioni e follower: 100mila su Telegram e 50mila su Instagram. Una platea potenziale che non equivale al numero dei partecipanti alle proteste.

Restano da chiarire i rapporti con gli autori delle devastazioni

Parallelamente agli accertamenti informatici, la Digos sta verificando i contatti personali che Siher potrebbe aver avuto nelle ultime settimane.

Secondo le informazioni riportate da Tgcom24, nelle prime verifiche non sarebbero emersi incontri diretti con i giovanissimi coinvolti nei saccheggi e nelle devastazioni del fine settimana del 17 ottobre. Il rapporto tra attività sui social, organizzazione delle proteste e singoli episodi di violenza resta dunque uno dei punti da accertare.

La gestione delle pagine è al centro dell’ipotesi investigativa: le eventuali responsabilità penali della coppia dovranno essere stabilite nel procedimento.

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