
Nuova allerta alimentare per rischio microbiologico in Italia. Il Ministero della Salute ha pubblicato un avviso di richiamo relativo a uova fresche da galline allevate a terra commercializzate con il marchio “La Quercia, cooperativa sociale”. Il provvedimento è stato disposto in via precauzionale dopo il riscontro della presenza di Salmonella Enteritidis, un batterio potenzialmente responsabile di infezioni alimentari. L’avviso, datato 23 ottobre 2026, è stato reso noto sul portale ministeriale il 26 ottobre.
Uova richiamate: quali sono i lotti interessati
Il richiamo riguarda tutte le confezioni con data compresa tra il 23 ottobre e il 18 novembre 2026, date che corrispondono alla scadenza riportata sulle uova. Il prodotto è venduto in confezioni di cartone da sei uova ciascuna. Per verificare se le uova acquistate rientrano nell’allerta, è quindi necessario controllare il marchio e la data indicata sulla confezione, confrontandola con l’intervallo riportato nell’avviso.

Salmonella Enteritidis, il motivo del ritiro
Come indicato nella comunicazione del Ministero della Salute, il ritiro è stato disposto direttamente dal produttore a scopo precauzionale per la presenza di Salmonella Enteritidis. Si tratta di un batterio che può contaminare gli alimenti e provocare la salmonellosi, un’infezione che interessa principalmente l’apparato gastrointestinale. La misura preventiva punta a evitare che il prodotto potenzialmente contaminato venga consumato e possa rappresentare un rischio per la salute.
Chi produce le uova La Quercia
Le uova interessate dal provvedimento sono prodotte e confezionate dalla Società Cooperativa Sociale La Quercia, nel proprio stabilimento di Prescat, nel comune di Mese, in provincia di Sondrio. La cooperativa opera in Valchiavenna e ha tra i propri obiettivi l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Da tempo è attiva anche nel settore avicolo, con l’allevamento di galline ovaiole e la commercializzazione di uova fresche.
Cosa devono fare i consumatori
Le confezioni coinvolte nel richiamo e ancora invendute sono state ritirate dal commercio. Chi avesse già acquistato le uova appartenenti alle date indicate deve non consumarle e restituirle al punto vendita, seguendo le indicazioni previste per il richiamo. La raccomandazione vale anche se le uova non presentano alterazioni visibili: la contaminazione microbiologica, infatti, non è necessariamente riconoscibile dall’aspetto, dall’odore o dal sapore dell’alimento.
Non è il primo richiamo per salmonella nelle ultime settimane
L’allerta relativa alle uova La Quercia arriva dopo altri provvedimenti analoghi annunciati nei giorni precedenti. La settimana scorsa il Ministero della Salute aveva segnalato un altro richiamo di uova biologiche per rischio salmonella, mentre nei giorni scorsi il medesimo batterio era stato al centro di un provvedimento riguardante la salsiccia fresca. Una sequenza di richiami che richiama l’attenzione sull’importanza dei controlli alimentari e della tempestiva diffusione delle informazioni ai consumatori.
Salmonellosi: quali sono i sintomi
La salmonellosi è un’infezione causata da batteri del genere Salmonella. I sintomi più comuni comprendono febbre, diarrea e crampi addominali; possono comparire anche nausea e vomito. I disturbi possono variare per intensità e durata, da manifestazioni gastrointestinali generalmente autolimitanti fino a forme più serie, che possono richiedere assistenza medica.
Chi è più esposto alle complicazioni
Sebbene molte infezioni si risolvano senza conseguenze gravi, il rischio di complicazioni è maggiore per le persone più vulnerabili, tra cui bambini piccoli, anziani e soggetti con difese immunitarie compromesse. Per questo, in presenza di sintomi importanti, persistenti o di segni di disidratazione, è opportuno rivolgersi a un medico. In caso di sospetta esposizione a un alimento richiamato, è importante riferire quale prodotto è stato consumato e quando.
Sicurezza alimentare, attenzione alle date in etichetta
Il nuovo richiamo conferma quanto sia importante consultare gli avvisi ufficiali e controllare con attenzione le informazioni riportate sulle confezioni. Per le uova La Quercia, il riferimento fondamentale è la data compresa tra il 23 ottobre e il 18 novembre 2026. Chi possiede confezioni riconducibili all’allerta deve attenersi alle indicazioni del produttore e del Ministero della Salute, evitando il consumo e restituendo il prodotto al negozio. Una semplice verifica dell’etichetta può contribuire a prevenire un’esposizione evitabile a un rischio microbiologico.


