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Duplice omicidio Villa Pamphili, la notizia è appena arrivata

Pubblicato: 26/10/2026 15:11

La Procura di Roma ha chiesto la condanna all’ergastolo, con tre anni di isolamento diurno, per Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate morte il 7 giugno dello scorso anno nel parco di Villa Pamphili, a Roma. Per l’uomo, cittadino statunitense fuggito in Grecia dopo i fatti, i pubblici ministeri contestano una serie di aggravanti, oltre al reato di occultamento di cadavere.

La requisitoria: le aggravanti contestate

Nel corso dell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini con il pubblico ministero Antonio Verdi, l’accusa ha delineato un quadro di particolare gravità. A Kaufmann viene contestato il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa delle vittime e, per quanto riguarda Anastasia, dalla relazione affettiva. Per la bambina, invece, viene contestato anche il legame di discendenza. Un impianto accusatorio che ha portato la Procura a chiedere la pena massima prevista dall’ordinamento italiano.

Il ricordo del magistrato: «Nessun pm vorrebbe ricevere quella telefonata»

Durante la requisitoria davanti ai giudici della Prima Corte d’Assise, il pm Antonio Verdi ha ripercorso i momenti drammatici del ritrovamento dei corpi. «Era un sabato ed ero di turno. Faccio il magistrato da 30 anni, ma quella telefonata che ho ricevuto quel giorno nessun pm vorrebbe riceverla», ha raccontato in aula. Un ricordo che, nonostante l’esperienza professionale, conserva tutta la sua durezza: «Una bambina di nemmeno un anno morta è la più pessimistica delle aspettative».

Due corpi nel parco, una scena che ha segnato le indagini

Il magistrato ha poi descritto il sopralluogo a Villa Pamphili, dove si trovò davanti a una scena sconvolgente. «Quando sono arrivato sul posto per il sopralluogo ho visto quel corpicino nudo, sembrava una bambola abbandonata», ha riferito. Poco dopo, un agente lo informò della presenza di un secondo corpo, quello di una donna. «Erano due corpi nudi», ha aggiunto Verdi, rievocando il primo impatto con una vicenda che avrebbe assunto, con il proseguire delle indagini, contorni sempre più inquietanti.

La valutazione del pm: «Freddo, lucido e manipolatore»

Al centro della requisitoria anche le condizioni psicologiche dell’imputato e la sua capacità di comprendere le proprie azioni. Secondo il pubblico ministero, Kaufmann è capace di intendere e di volere e non presenta condizioni tali da escludere la responsabilità penale. «È freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico, ma non è incapace di intendere e volere», ha dichiarato Verdi, descrivendolo come una persona dalla personalità forte, ma soprattutto come «un impostore». Una valutazione sostenuta dall’accusa nell’ambito del procedimento, non una sentenza definitiva sulla responsabilità dell’imputato.

Il precedente controllo della polizia e le domande sulla bambina

Nel ricostruire la vicenda, il pm ha richiamato anche un episodio precedente agli omicidi: il controllo delle forze dell’ordine durante il quale Kaufmann sarebbe stato fermato mentre si trovava ubriaco in strada con la figlia. Secondo Verdi, l’uomo sarebbe riuscito a ingannare anche gli agenti intervenuti. «Se avessero fatto bene il loro lavoro forse la bambina sarebbe ancora viva», ha affermato il magistrato, sollevando interrogativi sull’efficacia di quell’intervento e sulla possibilità che un controllo diverso avrebbe potuto evitare il tragico epilogo.

La ricostruzione degli ultimi giorni della famiglia a Roma

Proseguendo nella ricostruzione degli ultimi giorni trascorsi dalla coppia con la bambina nella Capitale, l’accusa ha illustrato la propria ipotesi sulla sequenza degli eventi. Secondo la Procura, dopo aver ucciso Anastasia, Kaufmann avrebbe considerato la figlia un ostacolo, un «fardello, un peso», decidendo quindi di uccidere anche lei. Il corpo della piccola sarebbe stato poi abbandonato a Villa Pamphili, dove venne ritrovato insieme a quello della madre. Si tratta della ricostruzione sostenuta dai pubblici ministeri nell’ambito del processo.

La difesa parlerà il 5 novembre: poi la decisione dei giudici

Il procedimento è entrato nella fase conclusiva. La prossima udienza, fissata per il 5 novembre, sarà dedicata agli interventi della difesa, chiamata a esporre le proprie argomentazioni e a confrontarsi con le contestazioni formulate dall’accusa. Al termine delle discussioni, i giudici della Prima Corte d’Assise si ritireranno in camera di consiglio per deliberare la sentenza.

Una richiesta di pena massima, in attesa del verdetto

La richiesta dell’ergastolo segna un passaggio decisivo nel processo per la morte di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda. La Procura ha sostenuto la responsabilità di Kaufmann sulla base della ricostruzione investigativa e degli elementi portati in aula; ora la parola passa alla difesa e, infine, ai giudici. Sarà la sentenza a stabilire le responsabilità penali dell’imputato e a definire l’esito giudiziario di una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.

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