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“Colpita anche la Meloni!”. Attacco hacker alla Camera: chi è stato

Pubblicato: 27/10/2026 13:09

Un attacco informatico può mettere alla prova la sicurezza delle istituzioni anche quando non provoca un’interruzione evidente delle attività. In questi casi, la priorità è individuare i tentativi di accesso ai sistemi, contenere eventuali rischi e proteggere le comunicazioni utilizzate da chi ricopre incarichi pubblici. La gestione dell’emergenza richiede un lavoro tecnico costante, soprattutto quando le attività sospette interessano strumenti digitali utilizzati quotidianamente da un numero elevato di persone.

È in questo contesto che la sicurezza informatica delle istituzioni torna al centro dell’attenzione. Le caselle di posta elettronica rappresentano infatti uno strumento essenziale per le comunicazioni di lavoro e la circolazione di informazioni, rendendo necessarie misure di protezione adeguate. Quando un tentativo di attacco coinvolge un’intera infrastruttura, diventa fondamentale distinguere la portata dell’operazione dalle conseguenze effettivamente accertate, evitando di confondere un attacco informatico con una compromissione dei dati.
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Attacco hacker alla Camera, coinvolte le caselle email dei parlamentari

Un attacco hacker ai sistemi informatici della Camera dei deputati ha interessato le caselle di posta elettronica di numerosi parlamentari, tra cui quella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il tentativo, descritto come massivo, avrebbe coinvolto il sistema informatico dell’istituzione, ma la situazione sarebbe rimasta sotto il controllo dei tecnici di Montecitorio.

Le informazioni diffuse sull’accaduto indicano che l’intervento degli addetti alla sicurezza informatica è stato finalizzato a gestire la minaccia e a mantenere protetti i sistemi coinvolti. Non sono stati forniti, nel quadro delle comunicazioni riportate, dettagli sufficienti per stabilire l’esatta modalità dell’attacco, la sua origine o l’eventuale sottrazione di informazioni.

Il fatto che siano state interessate numerose caselle di posta evidenzia l’ampiezza del tentativo, ma non significa automaticamente che tutti gli account coinvolti siano stati violati o che i loro contenuti siano stati consultati da soggetti esterni. La distinzione è importante per comprendere correttamente la portata dell’episodio.

Palazzo Chigi: «Non è la casella usata per le comunicazioni di governo»

Per quanto riguarda l’indirizzo email riconducibile a Giorgia Meloni, fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che non si tratta della casella utilizzata dalla presidente del Consiglio per le comunicazioni istituzionali di governo.

La precisazione mira a distinguere l’account coinvolto nell’attacco dagli strumenti di posta elettronica impiegati per l’attività governativa. Un chiarimento rilevante, considerato il ruolo della presidente del Consiglio e la sensibilità delle comunicazioni legate alle funzioni istituzionali.

La presenza della casella tra quelle interessate dall’attacco non consente, da sola, di concludere che siano state compromesse comunicazioni riservate o informazioni relative all’attività dell’esecutivo. Per valutare eventuali conseguenze sarebbero necessari elementi specifici sull’accaduto e sugli esiti delle verifiche tecniche.

Montecitorio: «Non è una questione che ha carattere di emergenza»

Da Montecitorio è arrivata una valutazione volta a ridimensionare l’allarme sulla situazione. Le fonti della Camera hanno spiegato che l’episodio «non ha carattere di emergenza» e che tentativi analoghi si presentano quotidianamente.

La stessa comunicazione sottolinea che sono state attivate tutte le misure di protezione previste, anche attraverso la collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), con la quale è in vigore un protocollo specifico.

Tra le misure adottabili rientra anche la temporanea disattivazione di alcune funzionalità dei sistemi informatici. Si tratta, secondo quanto precisato dalle fonti di Montecitorio, di procedure che possono essere utilizzate per contenere i rischi e proteggere l’infrastruttura durante la gestione di un tentativo di attacco.

L’eventuale limitazione temporanea di alcuni servizi non rappresenta necessariamente il segnale di un sistema fuori controllo: può costituire, al contrario, una misura preventiva adottata dai tecnici per ridurre le possibilità di accesso non autorizzato.

Aumentano i tentativi contro le istituzioni nazionali e internazionali

Un altro elemento segnalato dalle fonti della Camera riguarda l’intensificazione, negli ultimi giorni, di tentativi di attacco e pressioni sui sistemi informatici. Episodi analoghi sarebbero stati indirizzati anche verso altre istituzioni nazionali, europee e internazionali.

Il quadro descritto suggerisce che l’attacco a Montecitorio non sia un episodio isolato rispetto alle attività informatiche ostili segnalate in questo periodo. Tuttavia, in assenza di informazioni ulteriori, non è possibile affermare che i diversi tentativi siano riconducibili a un unico responsabile o che facciano parte della stessa operazione.

La collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale costituisce uno degli strumenti attraverso cui vengono gestite le minacce che interessano le infrastrutture istituzionali. Il coordinamento consente di adottare misure di protezione e di intervenire sulle funzionalità considerate più esposte, secondo le necessità individuate dai tecnici.

Sicurezza informatica, verifiche in corso sui sistemi della Camera

L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza informatica delle istituzioni, in particolare sulla protezione degli account di posta elettronica utilizzati da parlamentari e rappresentanti pubblici.

La gestione dell’attacco è stata affidata ai tecnici della Camera, che hanno attivato le misure di sicurezza previste e operato in collaborazione con l’Acn. Le comunicazioni diffuse da Montecitorio e Palazzo Chigi chiariscono inoltre che l’account della presidente del Consiglio coinvolto non è quello utilizzato per le comunicazioni di governo.

Restano da distinguere la portata del tentativo informatico e gli eventuali effetti concreti sui sistemi interessati. Le informazioni disponibili descrivono un attacco esteso, ma non forniscono elementi sufficienti per affermare che vi sia stata una sottrazione di dati o una compromissione delle comunicazioni istituzionali.

Per il momento, il messaggio delle fonti della Camera è che la situazione viene gestita attraverso le procedure di sicurezza e che sono state adottate le misure di protezione necessarie. L’attenzione resta rivolta alla tutela dei sistemi informatici e alla prevenzione di ulteriori tentativi contro le infrastrutture delle istituzioni.

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