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“Decisione presa”. Andrea Sempio, cosa succede: “Lo vuole la Procura”

Pubblicato: 27/10/2026 08:56

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna a un passaggio cruciale sul fronte giudiziario. A distanza di anni dal delitto di Garlasco, le indagini che coinvolgono Andrea Sempio potrebbero avvicinarsi a una nuova svolta, con la Procura di Pavia pronta a formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta, riaperta per fare luce sulle responsabilità nell’uccisione della giovane, si prepara così a entrare in una fase decisiva, mentre restano aperti gli interrogativi sulla ricostruzione dei fatti e sugli elementi raccolti dagli investigatori.

Il procedimento si inserisce in una vicenda giudiziaria che continua a suscitare grande attenzione, anche per le possibili ripercussioni sugli sviluppi processuali già definiti. Da una parte c’è l’iniziativa della Procura nei confronti di Sempio, dall’altra la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio e oggi unico responsabile riconosciuto dalla giustizia. La prospettiva di una nuova richiesta di processo riporta al centro il confronto tra le diverse ricostruzioni del delitto e le strategie delle parti coinvolte.
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Omicidio di Garlasco, la Procura pronta a chiedere il processo

Secondo quanto riferito dal giornalista di Mattino 5 Emanuele Canta, i magistrati della Procura di Pavia avrebbero concluso l’esame delle consulenze presentate dalla difesa di Andrea Sempio e si preparerebbero a trasmettere al giudice per l’udienza preliminare la richiesta di rinvio a giudizio.

La formalizzazione potrebbe arrivare, secondo le informazioni riportate, entro i prossimi dieci giorni. Si tratta di una tempistica indicativa, legata agli sviluppi attesi nelle prossime giornate.

Gli inquirenti, stando a quanto riferito, riterrebbero solido il quadro accusatorio e non considererebbero determinanti, ai fini delle proprie valutazioni, gli approfondimenti tecnici depositati dai consulenti della difesa. La richiesta di rinvio a giudizio rappresenterebbe quindi il passaggio successivo dell’attività investigativa, ma non equivarrebbe a una dichiarazione di colpevolezza: spetterebbe al giudice valutare se sussistano i presupposti per procedere con il processo.

Andrea Sempio, le indagini riaperte e le consulenze della difesa

L’eventuale iniziativa della Procura arriverebbe a circa un anno e mezzo dalla riapertura delle indagini su Andrea Sempio, già finito sotto inchiesta nel 2017 senza che allora si arrivasse a un esito processuale nei suoi confronti.

La nuova fase investigativa ha riportato l’attenzione sul delitto di Chiara Poggi e sugli elementi che potrebbero contribuire a chiarire la dinamica dell’omicidio. In questo contesto, le consulenze tecniche della difesa hanno rappresentato uno dei punti di confronto con le valutazioni degli inquirenti.

La conclusione del loro esame, riferita nelle notizie diffuse nelle ultime ore, aprirebbe la strada alla decisione della Procura. Resta tuttavia necessario distinguere tra le valutazioni investigative, le contestazioni formulate nei confronti dell’indagato e gli eventuali accertamenti che potranno essere svolti in sede processuale.

La possibile richiesta di rinvio a giudizio costituisce dunque un passaggio rilevante nell’inchiesta, senza anticipare l’esito di un eventuale processo né modificare, di per sé, le responsabilità già accertate con sentenza definitiva.

Alberto Stasi prepara la richiesta di revisione del processo

Parallelamente agli sviluppi che riguardano Sempio, si muove anche la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. I suoi legali sarebbero pronti a presentare una richiesta di revisione del processo, con l’obiettivo di ottenere una nuova valutazione della condanna alla luce degli elementi che ritengono rilevanti.

Le due iniziative procedono su piani giudiziari distinti, ma potrebbero riportare contemporaneamente sotto i riflettori il caso di Garlasco. Da un lato, l’eventuale apertura di un processo nei confronti di Sempio; dall’altro, il tentativo della difesa di Stasi di riaprire il procedimento che ha portato alla condanna definitiva.

La revisione, tuttavia, non comporta automaticamente il riesame della sentenza: richiede presupposti specifici e una valutazione da parte degli organi giudiziari competenti.

Le parole di Andrea Sempio: «Ho paura che possa esserci una condanna»

Nel frattempo, Andrea Sempio ha parlato pubblicamente della propria situazione nel corso di un’intervista a Storie Italiane, trasmissione di Rai 1. Le sue dichiarazioni restituiscono il peso personale di una vicenda giudiziaria che potrebbe arrivare a un nuovo passaggio decisivo.

«Ho paura che al termine di questo percorso possa esserci una condanna», ha affermato, sottolineando quanto sia importante riuscire a sostenere le proprie ragioni davanti a un tribunale. Nel corso dell’intervento ha anche espresso la convinzione che la vicenda non debba necessariamente concludersi con un esito sfavorevole nei suoi confronti.

Le parole di Sempio si inseriscono in una fase nella quale l’attenzione è concentrata sulle prossime mosse della Procura di Pavia e sulla possibilità che venga chiesto formalmente il processo.

Il caso Chiara Poggi verso una nuova fase giudiziaria

Le prossime settimane potrebbero quindi segnare un momento importante per il caso di Garlasco. La possibile richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, insieme all’annunciata iniziativa della difesa di Alberto Stasi, riporta al centro una vicenda che continua a svilupparsi su due distinti fronti giudiziari.

Per Sempio, l’eventuale richiesta della Procura aprirebbe la strada alla valutazione del giudice sull’opportunità di celebrare un processo. Per Stasi, la prospettiva della revisione rappresenterebbe invece un tentativo di rimettere in discussione una condanna definitiva, attraverso gli strumenti previsti dalla legge.

In attesa di atti ufficiali e delle decisioni degli organi competenti, il prossimo passaggio resta legato alle determinazioni della Procura di Pavia. Saranno gli sviluppi giudiziari a chiarire se e in quale forma le due iniziative potranno proseguire, nel rispetto della presunzione di innocenza di Sempio e della validità delle decisioni giudiziarie attualmente definitive.

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