
Israele torna alle urne per le elezioni legislative più delicate degli ultimi anni, le prime dopo il massacro del 7 ottobre e tre anni di guerre su più fronti. Oltre 7,3 milioni di cittadini sono chiamati a eleggere i 120 membri della Knesset, in una sfida che vede contrapposti il premier uscente Benjamin Netanyahu e il principale sfidante, l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. I sondaggi delineano un testa a testa senza una maggioranza parlamentare certa, mentre sicurezza, responsabilità per il 7 ottobre e futuro del Paese dominano il confronto politico. Seggi aperti dalle 7 alle 22 ora locale: attesi in serata i primi exit poll. Di seguito gli aggiornamenti della giornata, dal più recente al meno recente.
21:55 – Israele, Golan: “Popolo si è espresso, ha cacciato Netanyahu”
Israele al voto: commentando gli exit poll, il leader dei Democratici Yair Golan esulta e dice che “il popolo si è espresso, ha cacciato il governo Netanyahu”, parlando di “opportunità storica per formare un vero governo di cambiamento”. Golan rivendica un popolo “straordinario, che ha lottato nelle piazze per quattro anni” e assicura che farà di tutto per garantire la nascita del nuovo esecutivo, annunciando disponibilità a collaborare con tutti i partner per colmare le lacune e assumersi le proprie responsabilità.
21:05 – Primi exit poll: blocco Eisenkot in testa ma è quasi pareggio
Sono arrivati i primi exit poll delle elezioni in Israele: il blocco Eisenkot è in testa con 52 seggi, Netanyahu si ferma a 50. Situazione quasi in perfetta parità.
20.12 – Netanyahu pronto a proclamare vittoria se il Likud otterrà più voti ma meno seggi.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe proclamare una vittoria decisiva se il suo partito, il Likud, otterrà il maggior numero di seggi questa sera, anche nel caso in cui il blocco guidato dal leader dell’opposizione Gadi Eisenkot dovesse conquistare complessivamente più seggi. Lo riferisce il canale israeliano ‘N12’. Secondo l’emittente, gli ambienti vicini al premier starebbero già preparando il testo di una dichiarazione in cui Netanyahu “affermerà che dovrebbe essere lui, e non Eisenkot, a ricevere l’incarico di formare una coalizione di governo. Eisenkot dovrebbe opporsi a questa iniziativa, sostenendo che un numero maggiore di partiti raccomanderà lui, anziché Netanyahu, come primo ministro, dal momento che il suo blocco dispone di più seggi complessivi, anche se il suo partito non è quello con il maggior numero di rappresentanti”.
Per questo motivo, riferiscono fonti citate da ‘N12’, se il blocco di Eisenkot dovesse ottenere più seggi, quest’ultimo dichiarerà che spetta a lui ricevere l’incarico di formare il governo, e non a Netanyahu. L’incarico di formare il governo viene conferito dal presidente israeliano Isaac Herzog, che dispone di un margine di discrezionalità nella decisione. Il presidente non è obbligato ad affidare l’incarico al leader del partito più grande, né a quello del blocco parlamentare con più seggi. Dopo aver ascoltato le raccomandazioni dei partiti che hanno ottenuto rappresentanza parlamentare, deve invece affidare l’incarico alla persona che ritiene avere le maggiori possibilità di costruire una coalizione di governo.
18:30 – Affluenza record alle 18: 66,7%, “Mai così dal 1973”
Alle 18 ora locale l’affluenza per le elezioni della Knesset è al 66,7%, +9 punti rispetto al 2022 alla stessa ora: lo ha comunicato la Commissione elettorale, con il direttore Din Livne che parla di “superato ogni record dal 1973, non si erano mai visti dati simili”. Alle 14 anche tra i detenuti si era registrato il 68,1%.
14.25 Record di affluenza
La Commissione elettorale centrale comunica che alle ore 14 l’affluenza alle urne per le elezioni della 26ma Knesset ha raggiunto il 44,9%. “Abbiamo battuto tutti i record”, ha detto il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale, l’avvocato Din Livne, “abbiamo superato tutti i record registrati dalla Commissione elettorale dal 1973, non si erano mai avuti dati simili”.

13.20 Minacce con un coltello a Yair Golan
Un uomo è stato fermato dopo essersi avvicinato con un coltello a Yair Golan, leader dei Democratici, durante un’iniziativa del partito a Tel Aviv. Lo ha riferito il partito di sinistra, secondo il quale gli addetti alla sicurezza di Golan hanno bloccato l’uomo mentre si avvicinava con fare minaccioso. Un grosso coltello è caduto dai suoi indumenti e gli agenti lo hanno neutralizzato prima che potesse compiere alcun gesto. La polizia, intervenuta sul posto, ha preso in custodia l’uomo.
In precedenza, le forze dell’ordine avevano innalzato il livello di minaccia nei confronti di Golan a quattro su una scala di sei. Ieri, al termine di una lunga battaglia legale, lo Shin Bet aveva assunto la responsabilità della sua protezione. “L’istigazione e la violenza non ci scoraggeranno”, ha commentato Golan puntando il dito contro la “macchina dell’odio” del premier Benjamin Netanyahu, ritenuto responsabile delle istigazioni contro di lui.
10.40 Il dato dell’affluenza
Israele vota oggi per rinnovare i 120 seggi della Knesset, nelle prime elezioni dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra a Gaza. Gli aventi diritto sono 7.331.981, di cui circa 810mila residenti all’estero, e i seggi aperti sono 12.018. Alle 10 l’affluenza era del 16,68%, più alta del 15,9% registrato nel 2022, secondo la Commissione elettorale centrale.
09:32 – Eisenkot visita il kibbutz Nir Oz prima di votare
Prima di recarsi alle urne, Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar e principale avversario di Benjamin Netanyahu, ha visitato il kibbutz Nir Oz insieme all’ex ostaggio Gadi Mozes. La comunità è stata una delle più colpite dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. «Sono orgoglioso e commosso di iniziare questa giornata con Gadi Mozes, simbolo dello spirito e della forza israeliana», ha dichiarato Eisenkot, assicurando il proprio impegno per la ricostruzione e la riparazione delle ferite del Paese. «Farò tutto il possibile per essere degni del prezzo che avete pagato, del prezzo pagato dal kibbutz e del prezzo che abbiamo pagato tutti noi», ha aggiunto.

09:32 – Familiari degli ostaggi in piazza a Tel Aviv: «Votate per il cambiamento»
Nel giorno delle elezioni, i familiari degli ostaggi si sono riuniti a Tel Aviv per invitare i cittadini a votare «per il cambiamento, la giustizia e un futuro migliore». Tra i primi a esprimere la propria preferenza è stato il presidente israeliano Isaac Herzog, che ha votato a Gerusalemme insieme alla moglie Michal. Alle urne anche diversi esponenti politici: il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha votato nell’insediamento di Kedumin, in Cisgiordania, invitando gli elettori a mobilitare amici e familiari. Yair Golan, leader dei Democratici, ha invece lanciato un appello al cambiamento: «Oggi è il giorno in cui salviamo Israele. Abbiamo combattuto per quattro anni nelle strade e ora ci rivolgiamo alle urne». Ha votato anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, esponente dell’estrema destra.

09:00 – Tensioni in Cisgiordania, incendiati tre veicoli a Umm Safa
La giornata elettorale è segnata anche dalle tensioni nei Territori palestinesi. Nel villaggio di Umm Safa, a nord-ovest di Ramallah, tre veicoli sono stati incendiati da coloni israeliani, che avrebbero inoltre lasciato slogan razzisti sui muri delle abitazioni. Secondo quanto riferito all’agenzia palestinese Wafa dal capo del consiglio locale, Marwan al-Sabah, gli aggressori sono entrati nel villaggio dopo la mezzanotte. Intanto, le forze israeliane hanno rafforzato le restrizioni agli spostamenti in Cisgiordania, con posti di blocco e chiusure degli accessi a Ramallah, oltre a operazioni e arresti in diverse località. Secondo i dati dell’amministrazione palestinese citati da Wafa, 4.969 persone appartenenti a 780 famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa delle operazioni militari israeliane. Le restrizioni si inseriscono in un quadro di crescente tensione, mentre Israele affronta un voto decisivo dopo tre anni di conflitto.
08:59 – David Grossman: «Il Paese scelga la speranza, è l’ultima possibilità»
Nel giorno delle elezioni, lo scrittore israeliano David Grossman lancia un appello per una svolta politica e culturale. In un’intervista a Repubblica, denuncia la profonda divisione della società israeliana e il peso crescente delle componenti più radicali. «Israele deve tornare a essere una democrazia governata da persone che hanno a cuore il benessere del Paese, non il proprio», afferma, auspicando una nazione liberale, egualitaria e fondata sul dialogo. Grossman riconosce che molti cittadini sono ormai immersi nella disperazione, ma invita a non abbandonare la prospettiva di un cambiamento. Critica inoltre l’idea che l’unico futuro possibile per Israele sia quello di una «sorta di Sparta», dominata permanentemente dalla logica militare. Sul premier uscente Netanyahu, il giudizio è netto: a suo avviso, ha contribuito a creare una realtà pericolosa. Lo scrittore spera infine che un nuovo governo possa contribuire, almeno in parte, a modificare il clima di antisemitismo che si registra in Europa, negli Stati Uniti e in altre parti del mondo.
08:45 – Herzog vota con la moglie: «Sia una festa della democrazia»
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha votato a Gerusalemme, nel quartiere di Rehavia, insieme alla moglie Michal. Rivolgendosi ai giornalisti, ha definito il voto un privilegio e ha invitato i cittadini a partecipare numerosi. «Spero che questa sia una vera festa della democrazia», ha dichiarato, sottolineando che nessuno dovrebbe poterla compromettere o minarne i principi. «Oggi siamo tutti uguali. È il nostro giorno: andiamo a far sentire la nostra voce e a votare», ha aggiunto. Un messaggio che richiama il valore della partecipazione democratica in una giornata segnata da forti divisioni politiche e da un clima di particolare tensione.
07:14 – Commissione elettorale: aperto oltre il 95% dei seggi
Oltre il 95% dei seggi elettorali israeliani ha comunicato alla Commissione elettorale centrale di aver aperto regolarmente. L’organismo ha precisato che eventuali ritardi nelle comunicazioni non indicano necessariamente che le operazioni di voto non siano iniziate. In totale sono stati predisposti 12.018 seggi per i 7.331.981 cittadini aventi diritto al voto. Le operazioni proseguiranno fino alle 22 ora locale, le 21 in Italia, quando le principali emittenti televisive inizieranno a diffondere i primi exit poll. Il voto rinnova i 120 seggi della Knesset e arriva in una fase cruciale per il futuro politico e istituzionale del Paese.


