
È il giorno della sentenza per il femminicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni originaria di Terni, uccisa a Roma il 25 marzo 2025 dall’ex fidanzato Mark Antony Samson. Dopo le ultime repliche dell’accusa e della difesa, i giudici della Terza Corte d’Assise di Roma si sono ritirati in camera di consiglio nell’aula bunker di Rebibbia. Il verdetto è atteso nel pomeriggio di martedì 27 ottobre. La Procura ha ribadito la richiesta di ergastolo con isolamento diurno per il 25enne, reo confesso, accusato di aver ucciso la giovane dopo la fine della loro relazione e di averne nascosto il corpo in un dirupo.
Samson assente in aula, presenti i familiari di Ilaria
All’udienza conclusiva del processo di primo grado hanno partecipato i genitori, i parenti e gli amici di Ilaria Sula, insieme a una delegazione di studenti dell’Università La Sapienza, costituitasi parte civile. Assente invece l’imputato, che ha scelto di non presenziare.
La giovane, iscritta alla facoltà di Statistica dell’ateneo romano, era stata uccisa nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano-Trieste, dove viveva l’ex fidanzato.
Durante le ultime repliche, la pubblica ministera Maria Perna, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, ha confermato la richiesta della massima pena, insistendo sulla premeditazione del delitto.
«Questo non è stato un delitto d’impeto», ha dichiarato la magistrata. «Samson non si è mai pentito per quanto compiuto, continuando a pensare che Ilaria Sula meritasse quella fine».
Parole accompagnate dal ricordo delle condizioni in cui era stato ritrovato il corpo della ragazza: «Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era. L’imputato non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire pur di non ammettere la premeditazione del delitto».
La difesa chiede di escludere le aggravanti
Di posizione opposta l’avvocato Paolo Foti, difensore di Samson, che ha chiesto ai giudici di escludere le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e del rapporto affettivo tra l’imputato e la vittima.
Il legale ha inoltre sollecitato il riconoscimento delle attenuanti generiche, che potrebbero incidere sulla determinazione della pena.
Per la Procura, invece, l’omicidio sarebbe stato pianificato e non rappresenterebbe la conseguenza di una lite improvvisa. Proprio questo è uno dei punti centrali sui quali la Corte dovrà pronunciarsi.
L’omicidio di Ilaria Sula e il corpo nascosto in una valigia
La ricostruzione degli investigatori parte dalla sera del 24 marzo 2025, quando Ilaria si era recata nell’abitazione dell’ex fidanzato per restituirgli un borsone contenente alcuni effetti personali. La ragazza aveva deciso di interrompere definitivamente la relazione, una scelta che Samson non avrebbe accettato.
Dopo aver trascorso la notte nell’appartamento, la mattina successiva la giovane era stata aggredita.
Secondo la ricostruzione accusatoria, Samson le aveva preparato la colazione a letto, sistemando su un vassoio caffè, panini e un grosso coltello da cucina. Durante una discussione, l’avrebbe poi colpita alle spalle e al collo con tre coltellate, provocandone la morte.
Nelle ore successive, l’imputato avrebbe avvolto il corpo della ragazza in un sacco di plastica nero, nascondendolo all’interno di una valigia.
Il pomeriggio del 26 marzo avrebbe caricato il bagaglio nel portabagagli dell’automobile, raggiungendo una zona boschiva tra Capranica Prenestina e Guadagnolo, dove avrebbe abbandonato il cadavere in un dirupo.
Le indagini della Squadra Mobile, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire gli spostamenti del giovane.
Il 2 aprile 2025, Samson ha confessato l’omicidio e accompagnato gli investigatori nel luogo in cui aveva nascosto il corpo di Ilaria.
Il ruolo della madre di Samson
Nella vicenda è stata coinvolta anche Leonora Soleman Manlapaz, madre dell’imputato, accusata di aver aiutato il figlio a ripulire la stanza dopo l’omicidio.
La donna ha già definito la propria posizione giudiziaria, patteggiando due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere.
Il suo procedimento si è quindi concluso separatamente rispetto a quello del figlio, chiamato ora a rispondere dell’omicidio e delle aggravanti contestate dalla Procura.
La famiglia di Ilaria attende il verdetto
A circa un anno e mezzo dal delitto, i familiari di Ilaria, assistiti dall’avvocato di parte civile Giuseppe Sforza, attendono la decisione dei giudici.
La sentenza dovrà stabilire non soltanto la pena da infliggere a Samson, ma anche se sussistano le aggravanti contestate dall’accusa, a partire dalla premeditazione.
Il verdetto della Terza Corte d’Assise di Roma è previsto nel corso del pomeriggio. Per la famiglia della studentessa sarà un passaggio decisivo nel percorso giudiziario iniziato dopo la sua morte.
Articolo basato sulle informazioni fornite, con sentenza ancora attesa al momento della stesura.


