
Fratelli d’Italia resta saldamente in testa con il 29,3%, ma quando dai singoli partiti si passa alle coalizioni, lo scenario cambia. È la fotografia scattata dall’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7, diffuso il 26 ottobre 2026: il partito della premier Giorgia Meloni mantiene un ampio vantaggio sugli avversari, mentre il centrosinistra, considerato nel suo insieme, supera il centrodestra. Il distacco è contenuto, appena otto decimi di punto, ma politicamente significativo: 44,9% contro 44,1%. Un equilibrio che potrebbe pesare sulle strategie dei partiti in vista delle prossime elezioni politiche.
Sondaggi politici di ottobre 2026: FdI primo partito
La graduatoria dei partiti conferma la leadership di Fratelli d’Italia, che si attesta al 29,3%. Al secondo posto c’è il Partito Democratico, con il 20,6%, seguito dal Movimento 5 Stelle, al 12,4%. Più distanziate le altre forze politiche: Forza Italia raccoglie il 7,4%, Alleanza Verdi e Sinistra il 6,3%, Futuro Nazionale il 5,6% e la Lega il 5,4%. Chiudono il gruppo dei partiti sopra la soglia del 3% Azione, al 3,1%. Il quadro restituisce una maggioranza relativa ancora nelle mani di Meloni, senza però garantire automaticamente alla coalizione di governo un vantaggio nella competizione complessiva.

La classifica completa: quanto valgono i partiti
Ecco le percentuali attribuite alle singole forze politiche dalla rilevazione Swg per La7 del 26 ottobre:
- Fratelli d’Italia: 29,3%
- Partito Democratico: 20,6%
- Movimento 5 Stelle: 12,4%
- Forza Italia: 7,4%
- Alleanza Verdi e Sinistra: 6,3%
- Futuro Nazionale: 5,6%
- Lega: 5,4%
- Azione: 3,1%
- Italia Viva: 2,3%
- +Europa: 1,4%
- Noi Moderati: 1%
- Avanti PSI: 1%
- Sud chiama Nord: 1%
- Altri partiti di centrosinistra: 0,9%
- Altre liste: 2,3%
C’è poi un dato da non sottovalutare: il 30% degli intervistati non esprime una preferenza. Una quota consistente, che rende più difficile trasformare le percentuali attuali in previsioni certe sul risultato elettorale. Le scelte di questi elettori, insieme alla capacità delle coalizioni di mobilitare i propri sostenitori, potrebbero incidere sensibilmente sugli equilibri futuri.

Il centrosinistra supera il centrodestra: la partita si gioca sulle alleanze
Il dato più interessante riguarda proprio la somma dei consensi delle coalizioni. Secondo la rilevazione, il centrosinistra raggiunge il 44,9%, mentre il centrodestra si ferma al 44,1%. Nel primo schieramento vengono conteggiati PD, M5S, AVS, Italia Viva, +Europa, Avanti PSI e altre forze di centrosinistra. Nel secondo figurano Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Sud chiama Nord. Futuro Nazionale e Azione con Spazio Pubblico restano invece fuori dagli schieramenti considerati. È una fotografia dei rapporti di forza ipotizzati dal sondaggio, non la prova che un’alleanza politica sia già definita o che il risultato si ripeterà alle urne.
Futuro Nazionale e il nodo dei moderati
Tra gli elementi da seguire c’è il peso di Futuro Nazionale, accreditato del 5,6% ma non inserito nella coalizione di centrodestra dal sondaggio. Il suo posizionamento potrebbe diventare uno dei temi centrali della futura campagna elettorale. Per Meloni, la questione riguarda anche il rapporto con l’elettorato moderato e la possibilità di mantenere compatta la coalizione senza rinunciare alla sua identità politica. La rilevazione inserisce inoltre tra le altre liste il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, che ha manifestato un’apertura al centrodestra senza aderire ufficialmente allo schieramento. In uno scenario così equilibrato, anche le scelte delle forze più piccole potrebbero assumere un peso strategico.
Il giudizio sul Governo Meloni: promosso dal 41% degli intervistati
Swg ha sondato anche il giudizio degli italiani sull’operato dell’esecutivo. Su un campione di 800 intervistati, il 41% considera il Governo molto o abbastanza efficace nelle sue iniziative. La maggioranza restante lo giudica invece poco o per nulla efficace. Il dato segnala una valutazione complessivamente critica da parte di una quota superiore alla metà degli intervistati, ma non basta, da solo, a stabilire quale sarà l’effetto sul voto. Il consenso a un governo, infatti, non coincide necessariamente con quello attribuito al partito principale della maggioranza: entrano in gioco anche le alternative politiche, la fiducia nei leader e le aspettative degli elettori.
Elezioni politiche 2027: spunta l’ipotesi del voto anticipato
A rendere ancora più delicato il quadro è l’ipotesi di elezioni anticipate nella primavera del 2027. Secondo un retroscena pubblicato da Repubblica e riportato nel testo di partenza, la finestra possibile andrebbe da domenica 16 maggio ai primi giorni di giugno, diversi mesi prima della scadenza naturale della legislatura, fissata al 13 ottobre 2027. Si tratta, al momento, di uno scenario giornalistico e non di una data ufficialmente stabilita. La prospettiva di un anticipo del voto sarebbe legata, secondo la ricostruzione, alla volontà della premier di scegliere il momento più favorevole per presentarsi agli elettori, in un contesto in cui il vantaggio di FdI come singolo partito non si traduce automaticamente in un vantaggio della coalizione.
Stabilicum, Campo Largo e amministrative: le ragioni della possibile accelerazione
Le motivazioni attribuite a Meloni sarebbero almeno quattro. La prima riguarda i 25 ricorsi pendenti contro lo Stabilicum, che potrebbero alimentare incertezze sul quadro elettorale. La seconda è la possibilità di sfruttare le divisioni del cosiddetto Campo Largo, soprattutto sulla scelta del candidato alla guida della coalizione e sulla definizione di un programma comune. La terza riguarda gli equilibri a destra: la premier potrebbe cercare di consolidare il rapporto con l’elettorato moderato mentre si ridefiniscono i rapporti con Futuro Nazionale e con il suo leader, il generale Roberto Vannacci. La quarta ragione sarebbe di carattere organizzativo: accelerare le decisioni sulle candidature alle amministrative, ancora incerte in diverse grandi città. Sono ipotesi riportate da fonti giornalistiche, non decisioni ufficialmente confermate.
Sondaggi e voto anticipato: la vera sfida per Meloni
La fotografia di fine ottobre consegna quindi un quadro meno lineare di quanto suggerisca il primato di Fratelli d’Italia. Meloni resta alla guida del partito più votato, ma il centrosinistra risulta avanti nella somma delle forze considerate dal sondaggio, con un margine ridotto che non consente conclusioni definitive. Molto dipenderà dalla capacità dei due schieramenti di costruire alleanze credibili, ridurre le divisioni interne e convincere una quota significativa di elettori ancora indecisi. Quanto al voto anticipato, la finestra della primavera 2027 resta un’ipotesi da verificare. La partita politica è aperta, ma tra i numeri dei sondaggi e il risultato delle urne ci sono ancora le scelte dei partiti, la campagna elettorale e soprattutto gli elettori.


