
La maggioranza stringe i tempi sulla legge di Bilancio 2027 e prova a chiudere le partite più delicate della manovra, mantenendo il valore complessivo degli interventi intorno ai 23,5 miliardi di euro. Dal confronto tra Giorgia Meloni e gli alleati emergono intese su Irpef, pensioni, flat tax e cedolare secca, mentre prosegue il negoziato con Bruxelles per ottenere maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse destinate a difesa ed energia. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si mostra fiducioso: «Quasi tutte le componenti sono andate a punto». Il testo dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri dopo la definizione degli ultimi dettagli. Restano da verificare coperture, soglie di reddito e formulazioni definitive delle singole misure, ma il governo punta a presentare una manovra capace di tenere insieme le richieste dei partiti e i vincoli di bilancio.
Al centro del confronto fiscale c’è la mini Irpef per gli under 30, una misura pensata per alleggerire il carico fiscale sui giovani lavoratori. L’agevolazione dovrebbe prevedere un taglio delle imposte fino a una soglia di reddito ancora da definire. Nel negoziato, invece, sembra perdere quota l’ipotesi di estendere l’aliquota Irpef del 33% fino a 60 mila euro di reddito. L’obiettivo è concentrare le risorse sulle fasce considerate prioritarie, senza ampliare eccessivamente il costo della riforma fiscale. Tra le proposte sul tavolo figurano anche l’ampliamento della tax area per i giovani fino a 25 anni e una tassazione agevolata al 5% per i neoassunti under 35, sostenuta da Fratelli d’Italia e Forza Italia per incentivare l’occupazione. L’effettiva portata degli interventi dipenderà dalle soglie e dai requisiti che saranno inseriti nel testo definitivo.

Sul fronte delle pensioni, la maggioranza lavora a una soluzione che consenta di rispondere alla richiesta della Lega di ampliare le possibilità di uscita anticipata dal lavoro. L’intesa ruota attorno alla creazione di un fondo per la flessibilità in uscita, destinato a finanziare strumenti che permettano di andare in pensione a partire dai 64 anni, secondo condizioni che dovranno essere definite. Le risorse, tuttavia, non sarebbero immediatamente disponibili: lo stanziamento dovrebbe partire dal prossimo anno e le modalità operative verrebbero stabilite con un successivo decreto. Un compromesso che consente alla Lega di rivendicare un avanzamento sul tema previdenziale, rinviando però a un passaggio successivo la definizione concreta delle misure. La partita resta delicata, perché ogni intervento sulle pensioni deve fare i conti con la sostenibilità della spesa pubblica e con le risorse limitate della manovra.
Tra le misure fiscali sostenute dalla Lega trova spazio anche l’ampliamento della flat tax per le partite Iva, con l’innalzamento da 85 mila a 100 mila euro della soglia dei ricavi. La proposta prevede però una condizione importante: oltre gli 85 mila euro scatterebbe l’obbligo di applicare l’Iva. Il provvedimento punta a estendere il regime agevolato a una platea più ampia di autonomi, ma dovrà essere valutato alla luce delle regole fiscali e degli effetti sui contribuenti interessati. Sul versante del lavoro dipendente, la maggioranza punta invece a confermare anche nel 2027 la tassazione al 5% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali. Allo studio anche la detassazione delle tredicesime, con un’aliquota agevolata ipotizzata tra il 10% e il 15%. Misure che mirano a sostenere il potere d’acquisto, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari.
Un altro tassello riguarda la cedolare secca sugli affitti commerciali, richiesta da Fratelli d’Italia. L’ipotesi prevede l’estensione dell’agevolazione agli immobili destinati a negozi e attività commerciali, con un’aliquota del 21% e una possibile riduzione al 10% nei centri metropolitani. L’intento è alleggerire il peso fiscale sugli affitti e sostenere le attività economiche, soprattutto nei contesti urbani dove i costi degli immobili possono incidere significativamente sulla tenuta degli esercizi commerciali. La misura si aggiunge alle altre proposte con cui i partiti della maggioranza cercano di caratterizzare la manovra in vista del prossimo appuntamento elettorale. La sua configurazione definitiva dipenderà comunque dalla formulazione normativa e dalle coperture disponibili.
Giorgetti assicura progressi nel confronto con l’Unione europea, passaggio determinante per completare il quadro finanziario della manovra. «Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte», ha dichiarato il ministro, spiegando che il governo sta cercando di chiudere le proposte da sottoporre a Bruxelles. «Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili». Il negoziato riguarda anche la possibilità di utilizzare una maggiore flessibilità per 14,4 miliardi di euro di spese legate a difesa ed energia. Solo una volta raggiunto un livello sufficiente di certezza sulle misure ammissibili, ha precisato Giorgetti, sarà possibile firmare la proposta da portare in Consiglio dei ministri. Il confronto europeo rappresenta quindi uno dei principali passaggi ancora aperti, perché dalla sua conclusione dipende anche la definizione delle risorse effettivamente utilizzabili.
Nel capitolo dedicato alle famiglie, il governo punta a confermare o rafforzare diversi strumenti di sostegno. Tra le ipotesi figurano la proroga del bonus mamme, gli aiuti per gli asili nido, gli interventi a favore dei nuovi nati e le misure per incentivare la natalità. Forza Italia sta inoltre trattando per introdurre una card sanitaria destinata agli over 75 con redditi bassi, del valore ipotizzato tra 300 e 500 euro, per contribuire a coprire spese non rimborsate dal sistema sanitario, come protesi e dentiere. Sul tavolo anche l’estensione dell’esenzione dal bollo auto per i veicoli fino a 160 kW, limitata alle famiglie con almeno quattro figli, con una copertura stimata in 40 milioni di euro. Sono interventi rivolti a categorie specifiche, che dovranno trovare spazio nel bilancio senza compromettere gli equilibri complessivi della legge finanziaria.
La manovra dovrebbe comprendere anche risorse per la sicurezza e per il comparto agricolo. Per le forze dell’ordine è previsto un fondo da 480 milioni di euro destinato alle assunzioni e alla previdenza dedicata, anche se l’importo potrebbe essere ridimensionato durante la fase conclusiva del negoziato. Per gli agricoltori si valuta invece la possibilità di utilizzare fondi della Politica agricola comune per contribuire a fronteggiare il caro carburanti. Sul fronte della riscossione, la Lega spinge per riaprire i termini della rottamazione delle cartelle, estendendo la possibilità di definizione agevolata anche ai debiti derivanti da attività di accertamento. Resta inoltre sul tavolo la detassazione delle tredicesime, una delle misure simbolo sostenute da Fratelli d’Italia. Un elenco ampio, che riflette le diverse priorità della coalizione e la necessità di trovare un equilibrio tra promesse politiche e risorse disponibili.
A completare il quadro delle coperture dovrebbe essere il contributo aggiuntivo di 5 miliardi di euro richiesto a banche e assicurazioni. La misura, inizialmente contestata da Forza Italia, rappresenta una delle voci più rilevanti del finanziamento della manovra. Il governo deve ora verificare che le diverse entrate previste siano compatibili con gli interventi promessi e con gli obiettivi di finanza pubblica. Il percorso resta quindi aperto fino all’approvazione del testo in Consiglio dei ministri e al successivo avvio dell’esame parlamentare. La sfida per Giorgetti e per l’intera maggioranza è trasformare le intese politiche in norme concrete, evitando che le richieste dei singoli partiti producano un conto superiore alle risorse disponibili. Fisco, pensioni, salari e sostegni alle famiglie sono i capitoli decisivi di una manovra che il governo vuole presentare come un investimento sulla crescita, ma la cui portata effettiva si misurerà sulle misure approvate e sulle coperture definitive.


