Vai al contenuto

“Sconcertante! I no vax…”. Mattarella stavolta perde davvero la pazienza: cosa è successo

Pubblicato: 28/10/2026 13:08

Le parole pronunciate al Quirinale arrivano in un momento particolarmente delicato per il dibattito sulla salute pubblica e sul rapporto tra politica, scienza e istituzioni. A poche ore dal via libera della Camera alla norma che consente il reintegro dei medici No vax, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto per ribadire il valore della ricerca scientifica, della prevenzione e delle vaccinazioni. Un richiamo che assume un significato particolare dopo una votazione parlamentare segnata da un confronto acceso e dal ruolo decisivo dei deputati vicini a Roberto Vannacci.

Nel corso della cerimonia dedicata ai Giorni della ricerca, ospitata al Quirinale, il capo dello Stato ha affrontato il tema della disinformazione sanitaria, mettendo in guardia contro la diffusione di convinzioni prive di fondamento scientifico. Il suo intervento non si è limitato alla difesa dei progressi della medicina, ma ha toccato anche il diritto alle cure, le disuguaglianze territoriali e la necessità di garantire a tutti l’accesso ai servizi sanitari. Sullo sfondo resta il percorso parlamentare della norma sui medici sospesi durante l’emergenza Covid, destinata ora a passare all’esame del Senato.
Leggi anche: “Covid, ecco cosa vogliono fare”. La denuncia di Mattarella, cosa succede

Mattarella sui vaccini: «L’opposizione pregiudiziale è uno dei sintomi più sconcertanti»

Il passaggio più significativo del discorso del presidente della Repubblica ha riguardato proprio la contrarietà ideologica alle vaccinazioni. Mattarella ha espresso una posizione netta, richiamando l’attenzione sulle conseguenze che la diffusione di informazioni fuorvianti può avere sulla salute delle persone.

«L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti», ha dichiarato il capo dello Stato davanti ai rappresentanti dell’Airc, l’associazione italiana impegnata nella promozione della ricerca sul cancro.

Nel suo intervento, Mattarella ha collegato il tema della disinformazione agli episodi di cronaca nei quali adulti e bambini rischiano la vita o muoiono per conseguenze che, secondo le sue parole, avrebbero potuto essere evitate.

«Quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione».

Un richiamo che mette al centro la responsabilità di contrastare le informazioni capaci di alimentare sfiducia nei confronti della medicina e delle strategie di prevenzione. Il presidente ha ribadito così l’importanza di affidarsi alle conoscenze scientifiche, soprattutto quando sono in gioco decisioni che possono incidere direttamente sulla salute individuale e collettiva.

Il voto sui medici No vax e il passaggio al Senato

Le dichiarazioni del capo dello Stato arrivano all’indomani dell’approvazione alla Camera della disposizione sul reintegro dei medici No vax. Il provvedimento, inserito nel disegno di legge sulle professioni sanitarie, ha ottenuto il via libera grazie a una maggioranza risicata, nella quale si è rivelato determinante il sostegno dei deputati di Futuro Nazionale, legati a Vannacci.

La norma riguarda la possibilità di riammettere in servizio professionisti sanitari che erano stati radiati dall’albo durante il periodo della pandemia per la loro posizione rispetto agli obblighi vaccinali. Il voto ha provocato reazioni contrapposte tra maggioranza e opposizioni, riportando al centro della discussione le scelte compiute durante l’emergenza sanitaria.

Adesso il testo dovrà affrontare l’esame del Senato, mentre il dibattito politico si intreccia con le parole pronunciate da Mattarella sulla necessità di difendere la ricerca e contrastare le fake news.

Resta aperta la questione del successivo percorso istituzionale della legge, compreso il ruolo che spetterà al Quirinale al termine dell’iter parlamentare. Le dichiarazioni del presidente costituiscono un richiamo generale al valore della scienza e della prevenzione, ma non rappresentano, da sole, un’indicazione formale sull’esito dell’esame della norma.

La ricerca scientifica ha cambiato la cura del cancro

Nel corso della cerimonia, alla presenza dei vertici dell’Airc e dei ministri Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini, Mattarella ha dedicato ampio spazio ai risultati ottenuti dalla ricerca medica. Il presidente ha sottolineato come le conoscenze scientifiche abbiano trasformato la prognosi di numerose malattie e migliorato le possibilità di cura per un numero crescente di pazienti.

«La ricerca e la scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore, eppure dobbiamo tuttora constatare che si propagano credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione».

Il capo dello Stato ha ricordato che patologie un tempo considerate incurabili oggi possono essere affrontate con terapie più efficaci e meno invasive. I progressi della medicina, ha evidenziato, non riguardano soltanto la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita durante e dopo i trattamenti.

«La vita si è prolungata ed è migliorata perché le cure sono meno invasive, meno condizionanti. Tanti guariscono in modo definitivo. Tanti, mentre si curano, mantengono, com’è ovvio, le consuete relazioni, perseguono progetti, costruiscono il futuro. Tutto ciò è merito della ricerca e del suo continuo alimentare la terapia».

Il messaggio rivolto alle istituzioni e alla società è quello di riconoscere il ruolo fondamentale della ricerca scientifica, evitando che credenze infondate e informazioni ingannevoli ostacolino la fiducia nei progressi della medicina.

Servizio sanitario nazionale, Mattarella richiama il diritto alle cure

Un altro punto centrale del discorso ha riguardato il Servizio sanitario nazionale, indicato dal presidente come uno degli strumenti fondamentali per garantire concretamente il diritto alla salute.

Mattarella ha ricordato che il sistema pubblico è stato concepito per assicurare a tutti i cittadini la possibilità di accedere alle cure, indipendentemente dalle condizioni economiche o dal luogo di residenza. Un obiettivo che rischia di essere compromesso quando le differenze territoriali e la disponibilità diseguale delle risorse finiscono per limitare le opportunità dei pazienti.

«E’ nato per rendere il diritto alla salute un diritto pieno di cittadinanza. Ne sarebbe vanificata la funzione se le risorse disponibili, o le offerte di cura, o la qualità di strutture e infrastrutture, allargassero anziché restringere le diseguaglianze».

Il presidente ha quindi richiamato l’attenzione sull’accessibilità della prevenzione, sottolineando che non è sufficiente riconoscere formalmente un diritto se, nella pratica, una parte della popolazione incontra ostacoli nell’utilizzare i servizi disponibili.

«L’efficacia della prevenzione dipende anche dalla sua concreta accessibilità. Non è possibile accettare che ci siano disparità territoriali, tali da ridurre in alcune aree o regioni le possibilità di accesso agli screening e ai servizi sanitari. Così come non si può accettare che le difficoltà economiche si trasformino in ostacoli o, addirittura, in impedimenti alle cure».

Migrazioni sanitarie dal Sud al Nord, l’allarme sulle disuguaglianze

Nel suo intervento, Mattarella ha affrontato anche il fenomeno dei pazienti costretti a spostarsi dalla propria regione per ricevere prestazioni sanitarie. Le migrazioni sanitarie dal Sud al Nord rappresentano, nelle parole del capo dello Stato, una questione che richiede una risposta condivisa da parte delle istituzioni e dell’intera società.

Riprendendo un recente richiamo del ministro Schillaci, il presidente ha sottolineato la necessità di intervenire sulle distanze che separano i cittadini dai servizi sanitari, affinché la possibilità di curarsi non dipenda dal territorio di provenienza.

Il tema si lega direttamente alla difesa del Servizio sanitario nazionale: garantire l’accesso agli screening, alle diagnosi e alle terapie significa ridurre le disparità e impedire che le condizioni economiche diventino un ostacolo alla salute.

L’intervento al Quirinale ha quindi riunito due questioni strettamente connesse: da una parte la difesa della ricerca scientifica e dei vaccini, dall’altra la necessità di rendere il sistema sanitario più equo e accessibile. Un richiamo che arriva mentre il Parlamento prosegue l’esame della norma sui medici No vax e il confronto politico sulle scelte compiute durante la pandemia resta aperto.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 28/10/2026 14:34

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure