Vai al contenuto

Clamoroso Juve, cosa succede dopo il disastro col Genoa

Pubblicato: 29/10/2026 08:08

La sconfitta contro il Genoa lascia ferite profonde e riapre interrogativi che in casa Juventus nessuno vorrebbe affrontare. A Marassi i bianconeri hanno offerto una prestazione deludente, mostrando limiti tecnici, fragilità caratteriali e una preoccupante mancanza di reazione. Inevitabile che, dopo un altro passo falso, torni a traballare anche la posizione di Luciano Spalletti. Per il momento l’allenatore non è in discussione, ma il calendario non concede tregua: la sosta di novembre si avvicina e le prossime tre partite potrebbero trasformarsi in un vero e proprio esame per la panchina juventina.

Una classifica che fa paura

Dopo nove giornate di campionato, la Juventus si ritrova con 14 punti, frutto di quattro vittorie, due pareggi e tre sconfitte. Il distacco dalla vetta è salito a 11 lunghezze, mentre il quarto posto dista già sei punti. Numeri pesanti, soprattutto considerando che la stagione è ancora nelle sue fasi iniziali. Due sconfitte nelle ultime tre giornate rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato: la squadra fatica a trovare continuità e ogni passo falso rischia di complicare ulteriormente la corsa agli obiettivi stagionali.

Una squadra senza anima

Al di là del risultato, è soprattutto la prestazione di Marassi ad aver lasciato il segno. La Juventus è apparsa spenta, prevedibile e incapace di reagire alle difficoltà. Gli errori individuali di Cambiaso e Kalulu hanno pesato sul risultato, ma sarebbe troppo semplice attribuire soltanto ai singoli la responsabilità della sconfitta. Anche Kolo Muani, finora autore di un solo gol in Serie A, non è riuscito a incidere come ci si aspettava. Le assenze di Yildiz, Locatelli e Thuram hanno certamente complicato i piani, ma non bastano a spiegare una squadra che sembra aver smarrito sicurezza e personalità.

Spalletti non trova la soluzione

L’esperienza non manca, ma finora Spalletti non è riuscito a trovare la chiave per invertire la rotta. La Juventus fatica a imporre il proprio gioco e, quando gli avversari alzano il ritmo o la partita si mette in salita, mostra difficoltà evidenti nel reagire. Il primo tempo contro il Genoa ha restituito l’immagine di una formazione disorientata, lontana da quell’identità tattica e agonistica che dovrebbe rappresentare il marchio di fabbrica bianconero. Il problema, dunque, non riguarda soltanto i risultati: è la sensazione di una squadra che non riesce a esprimere il proprio potenziale.

Dov’è finito il carattere bianconero?

Per anni la Juventus ha costruito i propri successi anche sulla capacità di soffrire, stringere i denti e trovare una risposta nei momenti più complicati. Oggi quella solidità sembra appartenere a un’altra epoca. La squadra appare fragile sul piano mentale, perde certezze troppo rapidamente e fatica a reagire quando qualcosa va storto. Spalletti è chiamato a intervenire proprio su questo aspetto, oltre che sulle questioni tattiche. Perché recuperare gli infortunati può aiutare, ma senza una svolta nell’atteggiamento sarà difficile ritrovare continuità e ambizioni.

Napoli, il primo esame senza appello

Il calendario propone subito una sfida ad altissima tensione: il Napoli, il primo novembre, allo Stadium. Sulla carta è l’impegno più complicato del trittico, anche se i partenopei condividono con la Juventus quota 14 punti in classifica. Una partita che vale molto più dei tre punti, perché potrebbe restituire fiducia a una delle due squadre oppure aggravare una crisi già evidente. Per i bianconeri sarà fondamentale mostrare una reazione concreta, sia nel gioco sia nell’atteggiamento. Un’altra prestazione opaca rischierebbe di alimentare ulteriormente i dubbi sul lavoro dell’allenatore.

Poi l’AZ e la Fiorentina: otto giorni decisivi

Dopo il Napoli, la Juventus sarà attesa dall’impegno europeo contro l’AZ in Olanda, prima di chiudere il ciclo domenica 8 novembre contro la Fiorentina. Tre partite ravvicinate, in appena otto giorni, che metteranno alla prova la tenuta fisica e mentale della squadra. Non ci sarà molto tempo per recuperare energie o correggere gli errori: serviranno risultati, ma anche segnali di crescita. Il confronto con la Fiorentina, in particolare, potrebbe diventare un passaggio delicato in vista della sosta, quando la dirigenza avrà modo di valutare con maggiore lucidità il percorso compiuto.

La sosta di novembre come spartiacque

È proprio la pausa per le nazionali a rappresentare il possibile momento della verità. Spalletti resta al suo posto, ma il margine di errore si assottiglia. Se le prossime tre gare dovessero confermare le difficoltà emerse contro il Genoa, la società potrebbe essere chiamata a interrogarsi sulla guida tecnica. Al momento non circolano nomi concreti per un’eventuale successione e l’auspicio dei dirigenti è naturalmente quello di evitare un altro cambio in panchina. Tuttavia, la classifica e il rendimento impongono riflessioni che non possono essere rimandate all’infinito.

Tre partite per cambiare il destino della stagione

Il futuro di Spalletti passa dunque da Napoli, AZ e Fiorentina. Non è ancora il momento di emettere sentenze definitive, ma la Juventus ha bisogno di una svolta immediata per non compromettere troppo presto la propria stagione. Servono punti, gioco e soprattutto una squadra capace di ritrovare carattere e convinzione. La dirigenza si aspetta risposte, i tifosi chiedono una reazione e l’allenatore è chiamato a dimostrare di poter rimettere in carreggiata il progetto. Otto giorni per cambiare passo, ritrovare la Juventus e allontanare lo spettro dell’esonero: la prossima settimana può diventare decisiva.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure