
È il venerdì che tutti temevano. Scuole chiuse, ospedali in sciopero, piazze piene e città blindate. Decine di migliaia di persone pronte a scendere in strada, mentre dal ministero arriva un piano straordinario: isolare i violenti, evitare nuovi saccheggi, non ripetere gli scontri degli ultimi giorni. E intanto è scontro aperto sulla precettazione, con il sindacato che non ci sta e va avanti lo stesso.
Sciopero generale venerdì 30 ottobre, Viminale in allerta: piano contro le frange violente
È atteso per venerdì 30 ottobre uno sciopero generale nazionale di 24 ore indetto dall’Usb, che coinvolgerà lavoratori del settore pubblico e privato in tutte le città e le principali piazze italiane. Oltre allo sciopero, sono attesi diversi cortei di collettivi studenteschi dei licei e delle università. Al centro della mobilitazione temi come carovita, adeguamento dei salari all’inflazione e opposizione all’incremento delle spese militari.
Coinvolto anche il mondo della sanità, che incrocerà le braccia a partire dall’inizio del primo turno della mattina di venerdì fino alla conclusione dell’ultimo turno serale. Rimangono garantiti i livelli minimi di assistenza medica e tutte le urgenze di pronto soccorso.
Il Viminale ha predisposto un piano per isolare le frange più violente dei cortei. Diverse città sono state blindate. Il ministro dell’Interno Piantedosi ha parlato di massima allerta, pur precisando che “gli allarmi ci sono ma non diversi da quelli trattati finora”. L’attenzione dell’antiterrorismo resta alta.
Scontro sulla precettazione: Salvini vs Usb
La vigilia è stata segnata dall’ennesimo scontro tra sindacati e ministero dei Trasporti. Matteo Salvini ha precettato lo sciopero disponendone il differimento a nuova data per evitare il blocco dei servizi durante il periodo della commemorazione dei defunti e della festa di Ognissanti. L’Unione sindacale di base ha però respinto il provvedimento definendolo illegittimo e confermando lo svolgimento della protesta. Salvini ha avvertito: “Altri saccheggi? I danni degli imbecilli li pagano mamma e papà”.


