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Elicottero precipitato in Bosnia, oggi il rientro delle quattro salme italiane: Meloni e Crosetto a Ciampino

Pubblicato: 02/11/2026 08:27

Torneranno in Italia nella mattinata di lunedì 2 novembre le salme dei quattro militari italiani morti nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia, avvenuto giovedì scorso durante una missione nell’ambito dell’operazione Eufor Althea. Un aereo militare riporterà i corpi all’aeroporto di Ciampino, dove ad attenderli saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Le vittime sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e due appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. Nell’incidente sono rimaste ferite altre undici persone. Intanto, mentre si prepara il rientro delle salme, proseguono le indagini per stabilire perché il velivolo sia precipitato durante una missione di evacuazione medica.

Il rientro delle salme a Ciampino e l’omaggio delle istituzioni

L’arrivo dell’aereo militare è previsto per questa mattina all’aeroporto romano di Ciampino. Ad accogliere i feretri saranno la premier Giorgia Meloni e il ministro Guido Crosetto, in un momento di raccoglimento dedicato ai quattro militari che hanno perso la vita durante il servizio.

I funerali dovrebbero svolgersi nel corso della settimana, anche se le date non sono ancora definitive. Non si esclude, infatti, che le autorità giudiziarie possano disporre autopsie per acquisire ulteriori elementi utili all’inchiesta.

Con il velivolo militare potrebbero rientrare anche alcuni dei feriti, compatibilmente con le loro condizioni di salute e con l’autorizzazione dei medici.

A Roma, nella cappellina della caserma Luigi Pierantoni, è stato allestito uno spazio commemorativo per ricordare i due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

Anche Barletta renderà omaggio alle vittime. Il sindaco Cosimo Cannito, insieme ai rappresentanti del comando del Corpo Militare volontario della Cri, deporrà una corona ai piedi dell’aereo-monumento dedicato agli aviatori caduti nelle operazioni di pace.

Il racconto del sopravvissuto: «Un impatto violentissimo»

Tra i feriti c’è il tenente colonnello medico Flavio Favari, ricoverato all’ospedale di Tuzla per le conseguenze dello schianto.

Favari era il terzo componente della squadra sanitaria Medevac della Croce Rossa e l’unico superstite del gruppo medico presente a bordo.

Dal letto d’ospedale ha raccontato gli istanti drammatici dell’incidente: «È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo».

Una testimonianza che restituisce la rapidità con cui si sarebbe consumata la tragedia. Il militare non ha descritto una sequenza dettagliata degli eventi, ma ha ricordato soprattutto la violenza dell’impatto.

Due inchieste aperte a Roma: si indaga per disastro e omicidio colposo

Sull’incidente sono state avviate tre indagini, comprese quelle delle autorità bosniache.

In Italia risultano aperti due procedimenti, entrambi contro ignoti.

La Procura militare di Roma procede per l’ipotesi di reato militare di perdita colposa, mentre la Procura ordinaria indaga per disastro e omicidio colposo.

Gli accertamenti si concentreranno soprattutto sull’esame dei rottami dell’elicottero Chinook e sull’analisi della scatola nera, considerata fondamentale per ricostruire gli ultimi momenti di volo.

Gli uffici giudiziari italiani lavoreranno in collaborazione con una commissione di esperti inviata dal ministero della Difesa in Bosnia. I tecnici effettueranno rilievi sul luogo dell’incidente e raccoglieranno testimonianze, a cominciare da quelle dei piloti.

Avaria tecnica o errore umano: le ipotesi sulle cause dello schianto

Le cause della tragedia non sono ancora state accertate.

Secondo gli elementi finora emersi, sarebbe stata esclusa l’ipotesi di un’azione esterna o di un attentato terroristico. L’attenzione degli investigatori si concentra quindi su due possibili scenari: un’improvvisa avaria tecnica oppure un errore umano.

Saranno le consulenze specialistiche e l’esame dei dati di volo a stabilire se uno di questi scenari trovi riscontro.

Il Chinook era impegnato in una missione di evacuazione medica nell’ambito dell’operazione Eufor Althea.

Il velivolo era partito da Viterbo e aveva effettuato una sosta tecnica all’aeroporto di Pratica di Mare, prima di raggiungere la Bosnia.

A bordo si trovavano complessivamente quindici militari. L’elicottero è precipitato in un campo nella zona di Brcko, provocando quattro morti e undici feriti.

Il video degli ultimi secondi: il Chinook tenta di riprendere quota prima di precipitare

Tra gli elementi che gli investigatori stanno esaminando c’è anche un filmato che riprenderebbe gli ultimi istanti di volo dell’elicottero.

Nelle immagini il Chinook sembra tentare una manovra per riguadagnare quota, senza però riuscire a recuperare stabilità.

Secondo una prima ricostruzione, il velivolo si sarebbe trovato a circa cinquanta metri dal suolo quando avrebbe iniziato ad avvitarsi, precipitando poco dopo nel campo.

Resta da capire che cosa abbia provocato la perdita di controllo e se il tentativo di risalita sia stato una manovra di emergenza compiuta dall’equipaggio.

L’analisi del video, insieme a quella della scatola nera e dei componenti meccanici, sarà decisiva per chiarire la dinamica dell’incidente.

Mentre le indagini proseguono, l’Italia si prepara ad accogliere le salme dei quattro militari. Il rientro a Ciampino segna il primo momento ufficiale di omaggio alle vittime di una tragedia le cui cause restano ancora da accertare.

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