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Guerra Usa-Iran, annuncio improvviso: “Sì, facciamolo”. Mossa disperata

Pubblicato: 02/11/2026 19:22

Giravolta storica dell’Iran sui negoziati con gli Stati Uniti: arriva direttamente dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian l’annuncio che potrebbe cambiare gli equilibri mediorientali e internazionali degli ultimi mesi. Secondo quanto riferito, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei avrebbe concesso al governo iraniano determinati poteri per trattare la pace con Washington. Una mossa a sorpresa di Teheran che arriva in un momento di altissima tensione, a ridosso delle elezioni di medio termine americane e mentre si rincorrono con sempre maggiore insistenza le indiscrezioni su un possibile attacco statunitense imminente contro obiettivi iraniani. L’apertura diplomatica accelera improvvisamente i negoziati che fino a poche ore fa sembravano in stallo totale.

Via libera di Khamenei alla trattativa con Washington

Il punto centrale della svolta è tutto nel via libera arrivato dall’alto. A concedere il mandato a trattare sarebbe stato proprio Mojtaba Khamenei, indicato come Guida Suprema, che avrebbe autorizzato l’esecutivo di Pezeshkian a muoversi con poteri speciali sul dossier più delicato, quello del confronto diretto con gli Stati Uniti. Si tratta di un passaggio politico di enorme peso, perché tradizionalmente ogni apertura verso Washington deve passare per il benestare della massima autorità religiosa e politica della Repubblica Islamica. Il fatto che l’annuncio sia stato dato in prima persona dal presidente Pezeshkian in un intervento pubblico conferisce alla notizia un carattere di ufficialità e irreversibilità, anche se i dettagli sui margini effettivi della trattativa e sui paletti imposti da Teheran restano ancora riservati e oggetto di valutazioni da parte delle cancellerie occidentali.

Il contesto delle Midterm e le voci di attacco imminente

Questa accelerazione diplomatica non può essere letta senza considerare il contesto internazionale in cui matura. Negli Stati Uniti ci si avvicina alle delicatissime elezioni Midterm del 2026, un appuntamento che tradizionalmente spinge l’amministrazione in carica a cercare risultati concreti sul fronte della politica estera per rafforzare il consenso interno. Parallelamente, nelle ultime ore si sono moltiplicate le indiscrezioni, rilanciate da diversi media americani, su un possibile attacco statunitense imminente contro l’Iran, legato all’escalation regionale e al dossier nucleare. In questo quadro, la mossa di Teheran appare come un tentativo di disinnescare la minaccia militare e di riaprire un canale diplomatico diretto con la Casa Bianca, giocando d’anticipo e cercando di ottenere condizioni più favorevoli al tavolo negoziale prima di un’eventuale escalation.

Cosa può succedere ora nei negoziati

Se confermata, l’apertura iraniana potrebbe portare a una ripresa dei contatti diretti tra Teheran e Washington dopo mesi di messaggi indiretti attraverso mediatori regionali ed europei. Sul tavolo restano nodi enormi, dal programma nucleare iraniano al ruolo delle milizie filo-iraniane in Medio Oriente, fino alle sanzioni economiche che strangolano l’economia di Teheran. Gli analisti sono divisi: c’è chi legge la mossa come un segnale di debolezza interna dovuto alla pressione economica e militare, e chi invece la interpreta come una strategia abile per guadagnare tempo e dividere il fronte occidentale. Di certo, l’annuncio ha già avuto un impatto immediato sui mercati energetici e sulle cancellerie europee, tutte in attesa di capire se questa giravolta si tradurrà in un cessate il fuoco duraturo o in una semplice pausa tattica in attesa delle mosse americane.

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Ultimo Aggiornamento: 02/11/2026 20:43

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