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Influenza e malanni di stagione, cosa mangiare per rafforzare le difese immunitarie: i consigli della nutrizionista

Pubblicato: 03/11/2026 07:21

Con l’arrivo del freddo tornano influenza, raffreddore, tosse e mal di gola, disturbi che ogni anno accompagnano i mesi autunnali e invernali. Anche l’alimentazione può svolgere un ruolo importante nel sostenere l’organismo e aiutarlo ad affrontare le infezioni stagionali. Non esistono cibi miracolosi capaci di impedire il contagio, ma una dieta equilibrata contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario. A spiegare quali alimenti privilegiare è Silvia Migliaccio, specialista in Endocrinologia e nutrizione umana e presidente della Società italiana di scienze dell’alimentazione (Sisa), intervistata da Adnkronos Salute.

Le temperature più basse, le giornate corte e lo stress quotidiano possono incidere sul benessere generale, rendendo particolarmente importante mantenere abitudini salutari. Secondo l’esperta, il punto di partenza è la dieta mediterranea, basata su frutta, verdura, legumi, cereali integrali e olio extravergine di oliva. Un’alimentazione varia permette di assicurare all’organismo vitamine, minerali e altri nutrienti essenziali, senza ricorrere necessariamente a regimi alimentari particolari. La nutrizionista raccomanda soprattutto di prestare attenzione alla qualità dei pasti e di non trascurare l’idratazione, anche quando le temperature più basse riducono la sensazione di sete.

Gli alimenti che aiutano le difese immunitarie

Tra le principali raccomandazioni c’è il consumo quotidiano di cinque porzioni di frutta e verdura, privilegiando i prodotti ricchi di vitamina C. Arance, kiwi, pompelmi, broccoli e cavoli rappresentano alcune delle scelte suggerite dalla specialista. Altrettanto importante è garantire un adeguato apporto di proteine, alternando pesce, carne bianca, uova, latticini e legumi. Particolare attenzione merita la vitamina D, presente in alimenti come salmone, sgombro, tonno e tuorlo d’uovo. Il suo apporto attraverso il cibo contribuisce a una dieta equilibrata, anche se l’alimentazione da sola non sempre permette di soddisfarne il fabbisogno.

Un ruolo significativo è attribuito anche alla salute intestinale. Il microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi presenti nell’intestino, partecipa infatti a diversi processi fisiologici, compresa la regolazione delle risposte immunitarie. Per favorirne l’equilibrio, Migliaccio suggerisce di inserire regolarmente nella dieta yogurt, legumi, cereali integrali, frutta e verdura. Sono alimenti che apportano fibre e altri nutrienti utili al benessere generale. L’obiettivo non è aumentare artificialmente le difese dell’organismo, ma fornire tutti gli elementi necessari al loro corretto funzionamento durante l’intero anno.

Cosa mangiare quando arriva l’influenza e durante la convalescenza

Quando compaiono i sintomi influenzali, soprattutto nei primi tre giorni, è preferibile scegliere piatti semplici, leggeri e facilmente digeribili. La nutrizionista consiglia pesce e carne bianca, possibilmente cotti al vapore o in padella antiaderente, accompagnati da verdure e olio extravergine di oliva. Anche la frutta fresca rimane importante per l’apporto di vitamine e sali minerali. Se febbre, stanchezza e mancanza di appetito rendono difficile consumare pasti completi, una minestrina di pasta o un brodo possono rappresentare alternative più facili da assumere. Fondamentale bere acqua regolarmente per compensare i liquidi persi attraverso la sudorazione.

Tra gli alimenti citati dall’esperta compare anche lo zenzero, noto per la presenza di sostanze con proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, sebbene non rappresenti una cura per l’influenza. Nella fase di recupero, invece, tornano particolarmente utili i carboidrati complessi, soprattutto pasta e riso, che forniscono energia all’organismo. Migliaccio suggerisce di accompagnarli con olio extravergine di oliva, pomodoro cotto e una fonte proteica, come tonno, pesce o carne. Un’accortezza particolarmente importante per le persone anziane, che durante la malattia possono aver ridotto l’attività fisica e perso parte della massa muscolare. Il principio fondamentale resta quello di assicurare pasti completi, nutrienti e adatti alle condizioni della persona.

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