
Orrore a Chiari, nel Bresciano: un ragazzo di 21 anni, Eduart Xhani, ha ucciso a coltellate la madre, Meleqe Lusha, 39 anni, di origini albanesi, nella loro abitazione di via Tagliata Traversa. Il delitto è avvenuto nella notte. Dopo l’omicidio il giovane, nato a San Bonifacio (Verona), è fuggito ma poco dopo si è presentato ai carabinieri di Cremona e si è consegnato.
Chiari, 21enne uccide la madre a coltellate: poi fugge e si costituisce
Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Chiari e quelli del nucleo investigativo, che stanno conducendo gli accertamenti. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, il 118 e la polizia locale, impegnata nella gestione della viabilità. Era presente anche il sindaco, Gabriele Zotti. Sono attesi i fratelli della vittima.
Il sindaco: “Episodio inspiegabile”. La comunità albanese sconvolta
«Un episodio inspiegabile che apre un grande interrogativo». Così il sindaco di Chiari, Gabriele Zotti, commenta l’omicidio di Meleqe Lusha. Il giovane, che ha frequentato le scuole a Chiari, oggi lavorava come operaio in una fabbrica della zona. «È una famiglia conosciuta e integrata sul territorio, dove la presenza della comunità albanese è forte – spiega il sindaco -. I due fratelli della vittima sono impiegati nel campo dell’edilizia e sono grandi lavoratori. Come sindaco sono emotivamente coinvolto, mi stringo a tutta la famiglia in attesa che le indagini facciano emergere con chiarezza la dinamica».
Sconvolta anche la comunità albanese di Chiari. «Eduart è un ragazzo bravissimo, educato, serio: un esempio per la comunità», racconta Dennis Beqiri, presidente dell’associazione albanesi di Chiari e titolare di un’agenzia immobiliare. Il ventunenne ha studiato all’Istituto Einaudi e ha svolto proprio nell’agenzia di Beqiri il suo stage scolastico. «Era sempre puntuale e sorridente, preciso, avrebbe fatto carriera» spiega. Beqiri aveva conosciuto anche la madre durante quel periodo: «Una bravissima persona, l’ha cresciuto da sola assieme agli zii che gli sono sempre accanto. Siamo scioccati, non conosciamo i motivi di questo gesto e non riusciamo a capirlo: ma è imperdonabile, non rappresenta la nostra comunità».


