
La morte di Tinto Brass, avvenuta a Roma il 4 novembre 2026 all’età di 93 anni, chiude un’esistenza e una carriera cinematografica segnate da un lungo e complesso percorso clinico. L’annuncio formale del decesso del regista erotico è giunto dalle testimonianze della moglie Caterina Varzi e dei figli Bonifacio e Beatrice. Negli ultimi sedici anni il maestro del cinema italiano ha dovuto affrontare una serie di gravi complicazioni di salute, culminate con un’improvvisa crisi cardiaca che non gli ha lasciato scampo all’interno della propria residenza romana.
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La complessa storia clinica tra problemi neurologici e ricoveri
Il primo grande spartiacque nella vita del cineasta si colloca il 18 aprile 2010 a Marostica, in provincia di Vicenza, quando venne colpito da un’emorragia cerebrale che ne compromesse la mobilità, costringendolo all’uso della sedia a rotelle. Il quadro neurologico si è poi aggravato negli anni con l’insorgenza di un ictus e di due ischemie, l’ultima delle quali aveva richiesto un delicato ricovero in ospedale di due settimane nel gennaio del 2021. Più di recente, nel maggio del 2026, l’artista è stato nuovamente ricoverato d’urgenza a causa di una severa setticemia, un’infezione sistemica superata grazie alle cure dei sanitari.

L’isolamento a Isola Farnese e le difficoltà logistiche
Un ruolo cruciale nel peggioramento delle condizioni fisiche del regista è stato giocato dall’isolamento forzato presso l’abitazione di Isola Farnese, alle porte della capitale. A partire dal gennaio 2026, due smottamenti avevano causato la chiusura della strada di accesso al borgo, rendendo impossibile il passaggio per una persona con difficoltà motorie e impedendo lo svolgimento periodico delle visite mediche con gli specialisti. La presenza di una scalinata di 141 gradini come unica via alternativa aveva spinto la consorte a condurre una vera battaglia pubblica per ripristinare la viabilità e garantire l’assistenza al marito.

L’assenza alla Mostra del cinema di Venezia e gli ultimi progetti
Le precarie condizioni fisiche avevano impedito al cineasta di presenziare lo scorso settembre alla Mostra del cinema di Venezia, in occasione della proiezione della versione restaurata in 4K del suo celebre film Col cuore in gola. Nonostante il quadro clinico compromesso, nelle sue ultime interviste il maestro continuava a coltivare la passione per la settima arte, lavorando all’idea di un nuovo lungometraggio dal titolo Vertigini, che avrebbe dovuto vedere come protagonista l’attrice Anna Ammirati, confermando la sua inesauribile spinta creativa fino agli ultimi giorni di vita.


