
Una domanda fuori programma, nel giorno di una delle ricorrenze più importanti per il Paese, e una risposta che non lascia spazio a interpretazioni. Giorgia Meloni è arrivata all’Altare della Patria, a Roma, per partecipare alle celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Ad attenderla, però, non ci sono soltanto le autorità e i rappresentanti delle istituzioni: un giornalista di Piazzapulita la intercetta subito, chiedendole un commento sui risultati delle elezioni di midterm negli Stati Uniti.
La presidente del Consiglio non nasconde il proprio disappunto per il momento scelto per la domanda. Il botta e risposta si consuma davanti alle telecamere, con il cronista che insiste sul rapporto tra il governo italiano e Donald Trump e la premier che richiama l’attenzione sul significato della giornata. «Di America ne parliamo in un altro momento, adesso è la festa delle Forze Armate. Buon lavoro», taglia corto Meloni, chiudendo così l’intervista improvvisata.
Tutto comincia con il giornalista che prova a ottenere una dichiarazione a caldo sulle Midterm americane: «Presidente, un commento sulle Midterm ce lo fa? Presidente, un commento a caldo…». La replica della premier arriva immediata, con una punta di ironia: «Vedo che vi interessa molto la festa della Repubblica italiana…». Un riferimento al contesto istituzionale nel quale si trova, mentre sono in corso le celebrazioni dedicate all’Unità Nazionale e alle Forze Armate.
Il cronista, però, non rinuncia al tentativo e rilancia: «Certo, l’abbiamo seguita, ma ci interessa anche cosa succede in America». Poi arriva la domanda più diretta, destinata ad alimentare il confronto: «Non conviene più essere i trumpiani?». Meloni decide di non raccogliere la provocazione e ribadisce la propria posizione: «Di America ne parliamo in un altro momento, adesso è la festa delle Forze Armate. Buon lavoro».
La scena si svolge in una giornata dal forte valore simbolico per le istituzioni italiane. Il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rappresenta infatti un’occasione per rendere omaggio a chi ha servito e continua a servire il Paese. Una ricorrenza che richiama la storia nazionale e il sacrificio di quanti hanno contribuito alla costruzione dell’Italia unita.
A presiedere la cerimonia all’Altare della Patria è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto. Un momento solenne, accompagnato dalla presenza dei vertici dello Stato e delle principali autorità istituzionali, riuniti per rendere omaggio alla memoria dei caduti e alle Forze Armate.
Oltre a Giorgia Meloni, erano presenti il ministro della Difesa Guido Crosetto, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. Una partecipazione istituzionale ampia, a testimonianza del significato nazionale della ricorrenza e del valore attribuito alle celebrazioni.
Il confronto con il giornalista di Piazzapulita si chiude dunque senza dichiarazioni della premier sulle elezioni americane. La questione del rapporto con Trump e delle conseguenze politiche del voto statunitense resta sullo sfondo, ma Meloni sceglie di non affrontarla in quel contesto. Il messaggio finale è netto: prima le celebrazioni per l’Italia e le sue Forze Armate, poi il confronto sulla politica internazionale.


