
Il buio della notte era diventato un muro di rumore, una sinfonia sorda di pioggia battente e raffiche di vento che scuotevano i vetri. In un attimo, il suono della natura ha cambiato tono, trasformandosi nel boato sinistro della terra che si spacca e del cemento che cede sotto il peso di un fango invisibile. Le pareti hanno tremato e il pavimento sembrava non essere più un approdo sicuro, ma una superficie sospesa sull’abisso. In pochi minuti, il calore delle stanze private è stato sostituito dal blu gelido dei lampeggianti e dalle voci concitate dei soccorritori, mentre decine di persone si ritrovavano in strada con addosso solo l’essenziale, costrette ad abbandonare i propri ricordi a causa di una minaccia che veniva dal sottosuolo.
L’emergenza nel cuore della notte genovese
L’ondata di maltempo che ha colpito Genova nelle ultime ore ha lasciato un segno profondo nel tessuto urbano, in particolare nel quartiere del Lagaccio. Poco dopo le ore ventitré di mercoledì, la situazione è precipitata in via Napoli, nei pressi dell’ex caserma Gavoglio, quando un imponente muraglione di contenimento ha ceduto parzialmente. Il distacco della struttura ha causato il franamento del terrapieno sottostante, mettendo seriamente a rischio la stabilità di un intero condominio situato al civico settantadue. L’allarme è scattato immediatamente, portando sul posto una mobilitazione massiccia di vigili del fuoco, agenti della polizia locale e volontari della Protezione Civile per gestire quella che si preannunciava come una notte drammatica.
Le operazioni di sgombero e assistenza
La macchina dei soccorsi ha lavorato senza sosta sotto la pioggia per coordinare l’evacuazione di cinquantadue residenti, un’operazione complessa che si è conclusa soltanto intorno alle due del mattino di giovedì. La maggior parte degli abitanti ha trovato ospitalità presso parenti o amici, ma per sei persone è stato necessario l’intervento del Comune. Questi cittadini sono stati trasferiti in strutture alberghiere utilizzando i mezzi Amt, che sono stati impiegati anche come presidi logistici riscaldati per offrire un primo riparo agli sfollati durante le fasi più concitate dello sgombero. La Protezione Civile ha mantenuto un presidio costante per garantire la sicurezza dell’area ed evitare sciacallaggi o accessi non autorizzati nella zona pericolante.
Con l’arrivo della luce del giorno, lo scenario è passato sotto la lente di ingrandimento dei tecnici dei Lavori Pubblici, geologi e geometri incaricati dall’amministrazione comunale. Gli esperti hanno avviato i rilievi fondamentali per redigere la perizia di stabilità e comprendere se l’edificio possa aver subito danni strutturali irreparabili o se sia possibile un intervento di messa in sicurezza rapido. L’assessore alla Protezione Civile Massimo Ferrante ha confermato che, per ragioni di estrema prudenza, il rientro nelle abitazioni è attualmente escluso. Il monitoraggio dei movimenti del terreno prosegue ora dopo ora, mentre i servizi sociali hanno preso in carico le situazioni più fragili tra le famiglie allontanate dalle proprie case.
La reazione delle istituzioni locali
La sindaca Silvia Salis si è recata personalmente in via Napoli per constatare l’entità del danno e portare solidarietà ai cittadini colpiti. Durante il sopralluogo, la prima cittadina ha ribadito la fragilità intrinseca del territorio genovese, esposto a rischi costanti che provengono sia dai versanti montuosi che dalla forza del mare. Salis ha annunciato che chiederà un coinvolgimento diretto della Protezione Civile nazionale per pianificare interventi strutturali che vadano oltre la gestione dell’emergenza momentanea. Nonostante la gravità della situazione nel condominio, la scuola vicina è stata dichiarata sicura e, per il momento, le attività didattiche proseguono regolarmente, pur restando sotto stretta sorveglianza.
Il crollo del muraglione al Lagaccio non è stato l’unico episodio critico di una notte caratterizzata da precipitazioni straordinarie. Tutta la città ha riportato danni e disagi diffusi, con i sottopassi allagati a Piazza Pallavicini e via Brin che hanno paralizzato la circolazione in alcuni settori nevralgici. Si sono registrate chiusure stradali a Fontanegli a causa di diverse frane, mentre gli interventi dei soccorritori si sono moltiplicati in tutta la Media Val Bisagno. Genova si riscopre ancora una volta vulnerabile di fronte alla furia degli elementi, costretta a fare i conti con un territorio difficile che richiede manutenzioni costanti e risorse ingenti per proteggere la pubblica incolumità.


