
Si è spento a 78 anni Sergio Secondiano Sacchi, storico direttore artistico del Club Tenco e figura centrale del Premio Tenco. A darne notizia è stato lo stesso Club, che lo ha definito “l’ultimo dei Rambalderos”, ultimo esponente di quel gruppo di giovani voluti accanto a sé dal fondatore Amilcare Rambaldi.
Nato a Milano nel 1948 e laureato in architettura, Sacchi era entrato nel direttivo del Club Tenco nel 1973. Fin dagli esordi si era distinto per una visione culturale ampia e innovativa, contribuendo a dare alla rassegna un respiro internazionale e multidisciplinare.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con riviste come Musica e dischi, Tango, Linus e Smemoranda, dimostrando un interesse costante per la musica, la cultura popolare e l’impegno civile.
Sacchi ha inoltre curato dischi monografici dedicati a figure simbolo come Che Guevara e si è occupato delle edizioni italiane di artisti internazionali quali Lluís Llach, Pi de la Serra, Vladimir Vysotskij e Pablo Milanés, contribuendo a diffondere in Italia la canzone d’autore impegnata.

Nel ricordo diffuso dal Club Tenco si sottolinea come Sacchi abbia sempre rappresentato l’ala più creativa dell’associazione, promuovendo iniziative discografiche ed editoriali innovative e costruendo attorno al Club una solida rete di amicizie e collaborazioni.
Tra i legami più significativi, quello con Sergio Staino, definito “compagno d’avventure”, simbolo di una stagione culturale che intrecciava musica, satira, arte e impegno sociale.
Nel 2017 Sacchi era diventato direttore artistico del Club Tenco, assumendo un ruolo centrale nel rilancio e nel rinnovamento della manifestazione. Aveva promosso un nuovo metodo di lavoro basato su progetti tematici, dedicando ogni edizione annuale della Rassegna della Canzone d’autore a un tema specifico.
L’idea era quella di utilizzare la canzone come strumento di analisi e approfondimento culturale, rafforzando il legame tra musica e società. Un approccio che ha contribuito a mantenere il Premio Tenco un punto di riferimento per la canzone d’autore italiana e internazionale.
Il Club Tenco lo ricorda come una persona intelligente, geniale e attraversata da “un’avena di simpatica follia”. Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi custodi di una stagione irripetibile della cultura musicale italiana, capace di unire passione, impegno e visione artistica.


