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La maggioranza prepara la legge elettorale, bivio del referendum

Pubblicato: 21/02/2026 20:50

Il centrodestra, a partire da Fratelli d’Italia e Forza Italia, spinge l’acceleratore sulla riforma della legge elettorale. L’obiettivo è modificare l’attuale impianto normativo che disciplina l’elezione di Camera e Senato.

Non c’è ancora una data ufficiale, ma secondo fonti di maggioranza entro breve potrebbe tenersi un nuovo tavolo tecnico per definire gli ultimi dettagli della revisione del Rosatellum. L’idea iniziale di rinviare tutto a dopo il referendum sembra essere stata superata.

«Ogni partito sta facendo approfondimenti tecnici e simulazioni», spiega Alessandro Battilocchio, che per Forza Italia segue il dossier. Nelle prossime settimane potrebbe quindi esserci un incontro di maggioranza per provare a chiudere il cerchio.

Sul tavolo ci sarebbe già uno schema di massima: eliminazione dei collegi uninominali e introduzione di un sistema proporzionale con collegi plurinominali e liste bloccate. Previsto anche un premio di maggioranza per chi superi il 40% dei consensi a livello nazionale.

Alla Camera il premio verrebbe distribuito su base circoscrizionale, mentre al Senato su base regionale, per evitare possibili rilievi di incostituzionalità. Un equilibrio delicato che richiede simulazioni dettagliate sui numeri e sugli effetti politici.

Secondo i rumors, a spingere per un’accelerazione sarebbero soprattutto Fratelli d’Italia e Forza Italia. Più prudente la Lega, che non ha mai dato un via libera definitivo alla cancellazione dei collegi uninominali, considerati un punto di forza soprattutto al Nord.

Restano aperti diversi nodi: la lunghezza delle liste bloccate, l’eventuale gradualità del premio se i consensi superassero di molto il 40% e la soglia di sbarramento, oggi fissata al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni.

Un elemento nuovo nei ragionamenti è l’avvento della formazione politica guidata da Roberto Vannacci, il cui peso elettorale è ancora da quantificare. Inoltre, l’esito incerto del referendum del 22 e 23 marzo spinge la maggioranza a farsi trovare pronta in ogni scenario.

Una volta definito un testo, potranno aprirsi le interlocuzioni con le opposizioni. Intanto dal fronte critico arrivano attacchi, come quello di Riccardo Magi di +Europa, che accusa il governo guidato da Giorgia Meloni di eccessivo ricorso alla fiducia e chiede più centralità del Parlamento nel dibattito sulla nuova legge elettorale.

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Ultimo Aggiornamento: 21/02/2026 20:52

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