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“Carlo fu informato degli accordi finanziari segreti del fratello e non fece nulla”: piovono accuse sul re

Pubblicato: 22/02/2026 12:01
re carlo compleanno

Il terremoto che sta scuotendo le fondamenta della corona britannica ha assunto i contorni di una crisi senza precedenti, portando alla luce dinamiche di potere e presunte omissioni che coinvolgono direttamente il vertice della monarchia. Al centro della tempesta si trova un dossier scottante pubblicato dal Mail on Sunday, che getta un ombra pesante sulla figura di re Carlo. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il sovrano sarebbe stato messo al corrente già nel 2019 dei pericolosi intrecci finanziari del fratello Andrea, duca di York, decidendo tuttavia di non intraprendere alcuna azione correttiva. Questa inerzia avrebbe permesso al duca di continuare a gestire una rete di rapporti opachi con il finanziere milionario David Rowland, esponendo l’istituzione reale a rischi reputazionali altissimi che oggi presentano il conto.

Il silenzio di fronte all’informativa del 2019

L’informativa che arrivò sul tavolo di Clive Alderton, segretario privato dell’allora principe di Galles, e dell’avvocato della regina, era un documento anonimo ma estremamente dettagliato. In quelle pagine si lanciava un allarme inequivocabile sulla possibilità che il nome della corona venisse strumentalizzato per scopi puramente commerciali dalle imprese del principe Andrea. Il documento evidenziava come il duca di York sembrasse dare priorità assoluta al suo legame con David Rowland rispetto ai doveri verso la famiglia reale e lo stato. Nonostante la gravità di queste accuse, che descrivevano una vera e propria delega delle funzioni istituzionali a un privato, Carlo non intervenne. Tale decisione appare oggi come un errore di valutazione fatale, specialmente alla luce del recente arresto di Andrea, che ha riacceso i riflettori su anni di condotte discutibili e scambi di favori mai del tutto chiariti.

La rete finanziaria e il ruolo della Banque Havilland

Le rivelazioni del giornale britannico entrano nel merito di transazioni finanziarie che dipingono un quadro di dipendenza economica preoccupante. Rowland è accusato di aver letteralmente pagato il principe Andrea per facilitare l’ottenimento di una licenza bancaria in Lussemburgo destinata alla sua Banque Havilland. I dettagli dei conti correnti allegati all’informativa suggeriscono un flusso costante di denaro e informazioni. Andrea avrebbe sistematicamente informato il finanziere delle opportunità commerciali che intercettava grazie al suo ruolo di inviato speciale per il commercio internazionale. La generosità di Rowland non si limitava al principe, ma si estendeva alla sua famiglia stretta, come dimostra il versamento di quarantamila sterline effettuato per aiutare Sarah Ferguson a ripianare i propri debiti. Il culmine di questo sostegno finanziario è stato raggiunto nel 2017, quando il miliardario ha estinto personalmente un prestito da un milione e mezzo di sterline contratto dal duca di York.

Le relazioni pericolose tra politica e affari internazionali

Mentre il mondo era scosso dalle prime rivelazioni sullo scandalo Epstein e dalla diffusione della celebre foto di Andrea con la minorenne Virginia Giuffre, il principe sembrava più concentrato a consolidare la sua rete di contatti d’affari. Durante il matrimonio di William e Kate nel 2011, Andrea si sarebbe vantato con Jonathan Rowland, figlio di David, di aver avuto colloqui incoraggianti con figure politiche di spicco come David Cameron ed Ed Miliband. L’utilizzo delle missioni commerciali per favorire affari petroliferi milionari con soci legati a Jeffrey Epstein conferma una preoccupante sovrapposizione tra interessi pubblici e privati. Già anni prima, alcuni diplomatici britannici avevano segnalato formalmente a Londra che il comportamento del duca stava arrecando un danno d’immagine incalcolabile al Regno Unito. Eppure, Andrea continuava a invitare i Rowland a Buckingham Palace, arrivando a coinvolgere persino l’ambasciatore in Montenegro per assecondare le ambizioni della famiglia di finanzieri.

La pressione politica e la richiesta di giustizia

La reazione della politica e della società civile non si è fatta attendere e si sta trasformando in una richiesta d’azione immediata. Diversi parlamentari britannici hanno esortato le forze dell’ordine a esaminare con estrema attenzione le prove emerse dal dossier giornalistico. Nel frattempo, si fa sempre più strada l’ipotesi di una nuova legge mirata a escludere definitivamente Andrea dalla linea di successione al trono, dove attualmente occupa l’ottava posizione. Anche dal fronte legale arrivano pressioni fortissime, con Gloria Allred, l’avvocata che rappresenta numerose vittime di Epstein, che ha rivolto un appello diretto a Carlo, William e Kate. La richiesta è quella di una collaborazione totale con gli inquirenti per fare luce su tutto ciò che la famiglia reale sapeva riguardo ai legami tra il duca di York e il defunto finanziere americano. Mentre Buckingham Palace mantiene un silenzio prudenziale legato all’inchiesta in corso, la pressione dell’opinione pubblica chiede che la trasparenza diventi la priorità assoluta per salvare la credibilità della monarchia.

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Ultimo Aggiornamento: 22/02/2026 12:11

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