
Un contenitore per bibite, di quelli usati in spiaggia o in campeggio, al centro di un’inchiesta che scuote la sanità italiana. Il quotidiano Il Mattino ha pubblicato la foto del cesto impiegato per trasportare il nuovo cuore destinato a Domenico Caliendo, il bambino morto dopo il trapianto. Un’immagine che ha alimentato interrogativi pesanti sulla gestione dell’intervento.
Il recipiente, sequestrato dai carabinieri, sembrerebbe ben lontano dal contenitore termico hi-tech acquistato dall’ospedale per circa 7 mila euro. Secondo quanto emerso, il dispositivo non sarebbe stato utilizzato a Bolzano perché i tecnici non avevano ancora completato il corso di formazione necessario per il suo impiego.
Sulla vicenda indagano il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, con l’ipotesi di omicidio colposo. Al momento risultano sette indagati, tutti in servizio presso l’Ospedale Monaldi, ma non si esclude che anche due infermiere di Bolzano possano essere iscritte nel registro degli indagati.
Gli ispettori in ospedale a Napoli
gli ispettori inviati dal ministero della Salute sono arrivati all’ospedale di Bolzano per acquisire tutti i documenti relativi alla vicenda. La scorsa settimana, era stata svolta la stessa procedura al Monaldi di Napoli. Per quanto riguarda invece l’inchiesta della Procura di Napoli, il Nas di Trento si era recato martedì all’ospedale bolzanino per una serie di accertamenti. I militari si sono fatti consegnare l’elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell’intera procedura di espianto e trasporto del cuore.

Intanto si è aperto un duro botta e risposta tra Napoli e Bolzano. I medici altoatesini avrebbero segnalato al Ministero della Salute presunte criticità nell’intervento dei colleghi campani, parlando di carenze nelle forniture e nelle strumentazioni portate in sala operatoria.
Dal Monaldi replicano sollevando la questione del ghiaccio secco e delle modalità di conservazione dell’organo. Nel frattempo Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, ha consegnato ai magistrati un file audio registrato nei giorni successivi alla tragedia.
Nella traccia si sentirebbe la voce del cardiochirurgo Guido Oppido, che avrebbe parlato «per disperazione» dopo aver dato l’ok a un nuovo intervento. Il medico sostiene di aver ricevuto un “ok cuore” prima dell’espianto dell’organo malato, facendo riferimento a comunicazioni via chat che altri sanitari però smentiscono.
Sotto i riflettori anche la dottoressa Gabriella Farina, a capo dell’équipe in missione, difesa dagli avvocati Dario Gagliano e Anna Ziccardi. Dovrà chiarire diversi punti, tra cui la mancata formazione sull’uso dei box termici e la gestione del materiale refrigerante.
Il tema tecnico ruota attorno alla differenza tra ghiaccio tradizionale e ghiaccio secco. Come spiegato dal Corriere della Sera, il ghiaccio è acqua allo stato solido (0°C), mentre il ghiaccio secco è anidride carbonica solida, che si ottiene a circa -78°C attraverso processi industriali specifici.
Proprio per le sue temperature estreme, il ghiaccio secco non viene utilizzato nel trasporto di organi: potrebbe danneggiare tessuti e cellule, oltre a richiedere particolari precauzioni come l’uso di guanti protettivi. E allora la domanda resta sospesa: possibile che nessuno abbia chiarito per tempo modalità e strumenti di conservazione? L’inchiesta dovrà accertare responsabilità e omissioni in una vicenda che ha lasciato un segno profondo.


