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“Pisc*** tre volte al giorno”. Sanremo, Carlo Conti lo dice così: tutti a bocca aperta

Pubblicato: 26/02/2026 15:32

«Ti do una notizia bomba, però non la devi scrivere». Con questa battuta Carlo Conti apre la conferenza stampa all’Teatro Ariston dopo la seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Il direttore artistico e conduttore sceglie l’ironia per stemperare il clima, mentre intorno si parla di ascolti in calo rispetto all’edizione precedente.

Nonostante le critiche e i numeri inferiori al 2025, quando era già al timone della kermesse, l’umore del padrone di casa appare alto. Tra sorrisi e battute, Conti si mostra rilassato, quasi a voler ribadire che il Festival è prima di tutto spettacolo.

Circondato dagli addetti stampa Rai e dai giornalisti in sala, il conduttore fiorentino gioca con le aspettative. Allude a una rivelazione clamorosa, alimenta la curiosità e tiene tutti con il fiato sospeso per qualche secondo.

Poi arriva la “bombetta”, che nulla ha a che vedere con la gara o con la classifica. È una confidenza personale sull’amico di sempre Leonardo Pieraccioni, compagno di avventure artistiche fin dai tempi di Firenze.

«Piscia tre volte al giorno», scherza Conti, strappando una risata collettiva. Un’uscita leggera, volutamente surreale, che spezza la tensione accumulata in giorni di dirette, polemiche e pressioni mediatiche.

Il riferimento riporta agli anni d’oro della comicità toscana, quando Conti, Pieraccioni, Giorgio Panariello e Massimo Ceccherini condividevano palchi e set cinematografici, dentro e fuori dalla Toscana.

Non sarà una notizia destinata alle prime pagine, né un retroscena capace di cambiare le sorti del Festival. Ma in un contesto segnato da pressione mediatica e attenzione spasmodica agli share, una risata può valere più di molte analisi.

Il clima all’Ariston, almeno per qualche minuto, si alleggerisce. I cronisti annotano, sorridono, qualcuno scuote la testa divertito. La macchina organizzativa del Festival continua a correre, ma la tensione si scioglie.

Forse Conti può permettersi questa leggerezza perché consapevole del percorso fatto. E magari, come si vocifera, dal prossimo anno potrebbe vivere il Festival da spettatore, godendosi lo spettacolo senza il peso della direzione artistica.

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