
Il mondo dello spettacolo e la città di Baltimora piangono la perdita di un volto iconico, capace di portare sul piccolo schermo la verità cruda della strada. L’attore statunitense Bobby J. Brown, indimenticabile interprete del poliziotto del distretto occidentale nella serie di culto «The Wire», è scomparso all’età di 62 anni in circostanze drammatiche. La tragedia si è consumata mercoledì 25 febbraio nel Maryland, all’interno di un fienile improvvisamente divorato dalle fiamme. Secondo le prime ricostruzioni affidate dalla figlia ai media d’oltreoceano, Brown è deceduto per inalazione di fumo dopo essere rimasto intrappolato nella struttura; l’attore stava tentando di riavviare un veicolo quando il fuoco lo ha sorpreso, rendendo vana ogni via di fuga. Nell’incidente è rimasta ferita anche la moglie Arlene, che ha riportato diverse ustioni, mentre le autorità locali sembrano orientate a classificare l’accaduto come un fatale evento accidentale.
Dalla box alla recitazione: una vita di sfide
Prima di calcare i set cinematografici, Robert Joseph Brown — questo il suo nome all’anagrafe di Washington — era stato una promessa del ring. Con una carriera pugilistica dilettantistica da 73 vittorie e soli tre titoli Golden Gloves, Brown aveva persino incrociato i guantoni con la leggenda Pernell Whitaker, riuscendo a batterlo in uno dei loro tre incontri. Il passaggio alla recitazione avvenne quasi per caso alla fine degli anni Ottanta, grazie a Mickey Rourke, che lo coinvolse nel film «Homeboy». Quella scintilla lo portò dritto all’American Academy of Dramatic Arts di New York, segnando l’inizio di un percorso artistico solido e poliedrico.
Oltre alla storica collaborazione con David Simon, che lo scelse per interpretare un personaggio ispirato a un vero agente di Baltimora, Brown ha prestato il suo talento a titoli come «Law & Order – Unità speciale», «Veep» e la recente «We Own This City». Non solo attore, ma anche regista impegnato, aveva firmato documentari coraggiosi come «Off the Chain». In una nota di cordoglio, il suo agente Albert Bramante ha reso omaggio a «un attore di straordinario talento, capace di affrontare ogni ruolo con rara dedizione e passione, un vero professionista», mentre la famiglia si è chiusa nel silenzio chiedendo il rispetto della propria privacy.

