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Tram deragliato a Milano, scambio di persona tra le vittime: il secondo morto non è il senzatetto Abdou Toure

Pubblicato: 02/03/2026 13:04

Il disastro ferroviario del tram che ha sconvolto il centro di Milano venerdì scorso continua a far emergere dettagli drammatici e, purtroppo, confusione sulle identità delle persone coinvolte. In un primo momento si era diffusa la notizia che la seconda vittima fosse Abdou Toure, cittadino senegalese di 56 anni. Solo nelle ultime ore, tuttavia, le indagini hanno chiarito che si è trattato di uno scambio di persona, confermando un nuovo nome tra le persone decedute.

Il grave incidente ha lasciato dietro di sé una scia di dolore e smarrimento tra parenti, amici e conoscenti. Sul tram, le urla, il caos e i momenti di terrore hanno segnato i passeggeri, molti dei quali hanno riportato ferite di diversa gravità. La macchina dei soccorsi è intervenuta immediatamente, con ambulanze e squadre dei vigili del fuoco impegnate a estrarre i passeggeri intrappolati. Tra la confusione iniziale, il primo bilancio contava due morti e diversi feriti, alcuni in condizioni critiche.
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La vittima riconosciuta: Johnson Lucky Okon

Le indagini degli inquirenti hanno finalmente chiarito l’identità della seconda vittima: si tratta di Johnson Lucky Okon, originario della Nigeria, 50 anni da compiere ad agosto. L’uomo era senza fissa dimora e aveva fatto richiesta di protezione internazionale presso la questura di Cremona. La notizia ha scioccato chi lo conosceva, confermando quanto la tragedia abbia colpito non solo le famiglie direttamente coinvolte, ma anche le comunità di migranti presenti a Milano.

Abdou Toure, invece, il cittadino senegalese inizialmente indicato come vittima, è sopravvissuto ma versa ancora in gravi condizioni. Sbalzato fuori dal finestrino del tram, è stato ricoverato in codice rosso in un ospedale cittadino. Toure, in Italia da trent’anni, frequentava quotidianamente il centro diurno di piazza XXV Aprile, gestito dai padri Somaschi, e si spostava spesso a bordo del tram numero 9.

Il contesto del disastro

Oltre a Johnson Lucky Okon, l’altro morto accertato è Ferdinando Favia, deceduto nello schianto. Favia viaggiava con la compagna Flores Calderon, rimasta gravemente ferita ma dimessa domenica dopo essere stata medicata in ospedale. La coppia era insieme da 25 anni e aveva in programma di sposarsi, un sogno spezzato da una tragedia improvvisa e drammatica.

Secondo le prime ricostruzioni, il tram, in servizio nel centro di Milano, sarebbe deragliato per cause ancora da accertare. L’impatto ha provocato il panico tra i passeggeri, molti dei quali hanno riportato ferite più o meno gravi. Gli investigatori stanno valutando diversi fattori, tra cui la manutenzione del convoglio e possibili problemi di sicurezza lungo il percorso.

Comunità e solidarietà dopo l’incidente

La notizia della conferma dell’identità di Johnson Lucky Okon ha suscitato dolore tra i conoscenti e nella comunità nigeriana presente in Lombardia. Numerose associazioni locali si sono attivate per fornire supporto ai familiari delle vittime e ai feriti ancora in ospedale. Tra solidarietà e incredulità, la città di Milano si trova a fare i conti con un incidente che ha riportato sotto i riflettori le questioni della sicurezza dei trasporti pubblici e dell’assistenza ai migranti.

Verso chiarimenti e giustizia

Gli inquirenti hanno sottolineato che le indagini proseguiranno per chiarire ogni dettaglio del disastro ferroviario. La priorità resta la sicurezza dei passeggeri e la ricostruzione esatta della dinamica del deragliamento. Saranno analizzati registri, video delle telecamere di sicurezza e testimonianze dirette per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.

In attesa di ulteriori sviluppi, il ricordo di Johnson Lucky Okon e di Ferdinando Favia rimane nel cuore di chi li conosceva, mentre le autorità invitano alla prudenza e alla collaborazione di chiunque possa fornire informazioni utili. La tragedia del tram resta una ferita aperta per Milano e un monito sulla fragilità della vita urbana di fronte agli incidenti imprevisti.

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